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Il Savignone: Buono da Giovane, Eccellente nel Tempo

Il Savignone: Buono da Giovane, Eccellente nel Tempo Un simposio ha recentemente celebrato il Savignone, un vino che si rivela piacevole fin dalla giovane età

Il Savignone: Buono da Giovane, Eccellente nel Tempo

Un simposio ha recentemente celebrato il Savignone, un vino che si rivela piacevole fin dalla giovane età, ma che esprime il suo vero potenziale con la maturazione.

La scorsa settimana, un evento ha messo in luce la straordinaria longevità delle uve Centesimino, dimostrando che il Savignone, come veniva chiamato dal signor Pietro Pianori, è un vino di altissima qualità e con un’incredibile capacità di invecchiamento. A testimonianza di ciò, il nipote di Pianori, Carlo Mingazzini, ha presentato una bottiglia del nonno risalente al 1968, incredibilmente fresca e ancora intatta nelle sue note fruttate.

Questa non è stata l’unica testimonianza di Savignone di annate storiche. Al simposio erano presenti figure di spicco, tra cui:

  • Alessandro morini che versa il Savignone a Giovanni Solaroli

    I giornalisti Riccardo Isola sommelier e Giovanni Solaroli, grande esperto del settore con numerose pubblicazioni sul vino.

  • Gli enologi dell’associazione G.R.A.S.P.O., che sta dimostrando grande dinamismo e sta portando scoperte importanti all’attenzione nazionale e internazionale.
  • I due produttori che, in collaborazione con la nostra redazione, hanno avviato questo studio.
    Savignone 1968

Le premesse sono più che incoraggianti. Ci troviamo di fronte a un vino che, oltre a essere immediatamente apprezzabile da giovane, si rivela un ottimo candidato all’invecchiamento, regalando grandi soddisfazioni a chi ha la fortuna di degustarlo.

i vini assaggiati

I produttori Poderi Morini e  Cantina San Biagio Vecchio, si stanno impegnando attivamente per trovare nuovi spazi, sia commerciali che di immagine, per questo vino della Romagna che possiede tutte le caratteristiche per affermarsi tra i grandi vini italiani.

Con Morini e Balducci, stiamo portando avanti uno studio per far conoscere al grande pubblico questo insolito vino, destinato a ottenere grandi risultati e a candidarsi come il vero re dei vini romagnoli. La sua longevità potrebbe persino trasformarlo in un’opportunità di investimento per gli appassionati, con la possibilità di creare titoli o scambiare partite di vino, accessibili anche al piccolo risparmiatore.

La prossima iniziativa dei due produttori pionieri sarà quella di continuare a promuovere il nome del vino, come già suggerito dal Grande Luigi Veronelli, mettendo leggermente in secondo piano il nome Centesimino, che è il vitigno da cui il vino è composto.


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