Cantina del giorno

Caldaro, prosit con le bollicine Kettmeir 

Caldaro, prosit con le bollicine Kettmeir  Dopo i lavori di ampliamento, la cantina altoatesina ha inaugurato un nuovo capitolo della sua storia

Caldaro, prosit con le bollicine Kettmeir 

Un particolare dell’ampliamento e ristrutturazione della Cantina Kettmeir

Dopo i lavori di ampliamento, la cantina altoatesina ha inaugurato un nuovo capitolo della sua storia ultracentenaria. Suggestivo il percorso dedicato ai visitatori che potranno vivere la magia delle bollicine Metodo Classico attraverso delle installazioni artistiche e proiezioni interattive.  

Kettmeir, la storica Kellerei fondata a Caldaro nel 1919 e pioniera della spumantistica altoatesina, nei giorni scorsi ha annunciato ufficialmente la riapertura della cantina alla conclusione degli impegnativi lavori di ampliamento, rinnovamento e ristrutturazione. I lavori hanno portato alla realizzazione di nuove aree studiate per l’affinamento dei preziosi spumanti Metodo Classico Kettmeir. Contestualmente è stato inaugurato un suggestivo e inedito percorso multisensoriale dedicato ai visitatori che potranno vivere la magia delle bollicine attraverso delle installazioni artistiche e proiezioni interattive.   

Il progetto di hospitality e le suggestive tappe di un percorso sensoriale

Il locale per l’accoglienza della cantina altoatesina Kettmeir

Il nuovo progetto di hospitality è stato concepito per svelare l’invisibile mondo della produzione degli spumanti Metodo Classico e per far vivere agli ospiti un’esperienza a trecentosessanta gradi. Il percorso attraversa diverse tappe suggestive: dalle installazioni artistiche fisse nel porticato, passando per la nuova e più ampia sala presse sotterranea animata da proiezioni interattive, fino ad arrivare a stimolazioni olfattive che riproducono i sentori della fermentazione e dell’autolisi dei lieviti.

La visita si conclude poi con una tappa dal forte impatto emotivo, dedicata alla sostenibilità sociale e alla celebrazione dei conferitori che, con i loro masi, costituiscono il cuore pulsante dell’azienda.

Oggi Kettmeir è una realtà autosufficiente dal punto di vista energetico

Il portico della cantina Kettmeir con uno sguardo sui vigneti di Caldaro

L’ampliamento architettonico ha mantenuto fedeltà assoluta all’approccio sostenibile dell’azienda in

materia di tutela ambientale. La cantina – come ha illustrato Andrea Conzonato, ammnistratore delegato di Herita Marzotto Wine Estate –  è certificata Carbo Neutral e dotata di un avanzato impianto geotermico che sfrutta l’acqua del sottosuolo per raffreddare pavimenti e soffitti delle sale di affinamento, garantendo l’assenza di sbalzi termici per le bottiglie in affinamento. 

Grazie alla combinazione con il nuovo impianto fotovoltaico, progettato per alimentare le pompe del sistema geotermico, l’intero processo è a consumo energetico zero, rendendo oggi Kettmeir una realtà energeticamente autosufficiente.

Alessandro Marzotto: “La nostra scommessa sul Metodo Classico altoatesino”

L’edizione limitata Baustelle a ricordo dell’ampliamento della cantina

Alessandro Marzotto, general manager della tenuta, ha delineato i contorni e l’ambizione di questo importante traguardo: “Noi scommettiamo con forza  – ha confessato – sul Metodo Classico in Alto Adige. Questa è una terra di straordinaria vocazione e la spinta propulsiva che questo importante investimento darà allo sviluppo di Kettmeir sarà determinante, sia in termini di eccellenza produttiva che di attrazione enoturistica. Volevamo spazi che non solo garantissero la massima qualità tecnica, ma che sapessero raccontare la nostra anima e il nostro impegno per la sostenibilità.”

“Attualmente  – ha aggiunto Alessandro Marzotto – produciamo 140.000 bottiglie di spumante e 280 mila bottiglie di vini fermi. Puntiamo a raddoppiare la quota bollicine ponendoci il traguardo delle 300.000 bottiglie, ma con un aumento per piccoli passi, accompagnato da una crescita qualitativa, grazie agli investimenti tecnologici che ci danno la certezza di poter fare sempre meglio.”

Lo storico legame della famiglia Marzotto con l’Alto Adige

Il campanile della Chiesa parrocchiale. Sullo sfondo il lago di Caldaro

Il legame tra la famiglia Marzotto e l’Alto Adige affonda le radici negli Anni Sessanta del Novecento, con il successo globale del Pinot Grigio vinificato in bianco. Tuttavia, è nel 1986, con l’acquisizione di Kettmeir, che la famiglia ha deciso di puntare su una realtà che già allora mostrava una spiccata attitudine alla sperimentazione. Mentre l’intero territorio altoatesino completava la sua “rivoluzione qualitativa” selezionando i vitigni ideali, Kettmeir applicava la medesima cura nella spumantistica. 

La sfida è stata quella di selezionare parcelle specifiche per ottenere uve (Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Bianco) con la maturità e l’acidità perfette per un grande Metodo Classico, grazie a un saldo rapporto con i conferitori. Dalla prima bollicina, l’Athesis Brut del 1992, il percorso è stato un crescendo: il Rosé è arrivato nel 2000, poi è stata la volta della Riserva 1919 e, infine, del Pas Dosé che, nel 2019, ha celebrato il centenario della cantina ottenendo prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Le prospettive future nel racconto del kellermeister Josef Romen

L’enologo kellermeister e direttore della Cantina, Josef Romen

In occasione dell’incontro con la stampa nazionale e il mondo della comunicazione, l’enologo kellermeister, nonchè direttore tecnico della cantina, Josef Romen, ha evidenziato le prospettive future dei vini Kettmeir: “I risultati qualitativi finora raggiunti con la produzione di spumante in Alto Adige ci confermano che la via intrapresa è quella giusta. Il nostro auspicio, supportato dall’ampliamento della cantina e dai nuovi spazi dedicati all’affinamento, è in prospettiva quello di affermarci come un sito geografico delle bollicine sempre più rilevante e identitario, in grado di competere e distinguersi ai massimi livelli sia sul mercato nazionale che internazionale.”

Quei pannelli colorati che ricordano le tappe salienti della storia di Kettmeir

La famiglia Marzotto con l’enologo Josef Romen, l’ad Andrea Conzonato e lo chef Norbert Niederkofler davanti al pannello illustrativo

Per suggellare il percorso Kettmeir, sotto il portico dell’antica cantina è stata posizionata un’opera del giovanissimo scultore della Val Gardena, Damian Piazza, componente del collettivo di artisti UniKa che ha l’obiettivo di tramandare l’antichissima tradizione gardenese della scultura su pietra e legno. “I pannelli in legno scolpito e colorato – ha detto Piazza, raccontando l’opera – compongono un’immagine che si ispira alla Strada del Vino di Caldaro raffigurata come un albero, i cui rami rappresentano le tappe salienti di Kettmeir fino ad oggi e quelle prossime ancora senza data, perché ogni storia vive di passato, presente e futuro.” Sullo sfondo dei pannelli gli avvallamenti rotondeggianti del legno, ottenuti per sottrazione dal giovane scultore, rappresentano l’affascinante energia delle bollicine. 

I nuovi spazi interrati dedicati all’affinamento dei metodo classico ne hanno raddoppiato il volume senza impattare sull’estetica della cantina storica, nel rispetto del paesaggio, e la crescita della vegetazione sul fronte dell’ampliamento renderà ancor più gradevole l’accesso all’azienda, e completerà il “giardino enologico multisensoriale” sulla sua sommità.

Ospite d’onore lo chef pluristellato Norbert Niederkofler con i suoi piatti d’autore

Lo chef pluristellato Norbert Niederkofler, nume tutelare della cucina di montagna

Al taglio del nastro, era presente lo chef pluristellato Norbert Niederkofler dell’Atelier Moessmer di Brunico (3 stelle Michlin), voce di riferimento della cucina di montagna, con la sua brigata di cucina. Durante il percorso di visita negli spazi della nuova cantina Niederkofler ha proposto una serie di amuse bouche e piatti d’autore accompagnati dalle bollicine Kettmeir: Brut, Rosé, Pas Dosé, Riserva Extra Brut 1919. ll legame di Norbert Niederkofler con Kettmeir e la famiglia Marzotto va avanti da anni e poggia su una filosofia di fondo: la “Cook the Mountain” che valorizza i prodotti altoatesini e le eccellenze del territorio all’insegna del matrimonio d’amorosi sensi e della cura maniacale con cui Kettmeir vinifica le uve dei vignaioli di Caldaro per ottenere il top delle bollicine Meodo Classico.

ll brindisi con una edizione limitata di bottiglie salvate durante i lavori 

A celebrazione e memoria di questa storica ristrutturazione, l’azienda ha presentato l’edizione limitata “Baustelle”.

Nata in maniera del tutto inaspettata, da un vero e proprio incidente di cantiere che ha macchiato di cemento le bottiglie in catasta, questa edizione speciale e il suo iconico packaging in cassa di legno sono stati assunti a emblema del rinnovamento.

Un dettaglio fortuito che si è trasformato in simbolo tangibile del costante dialogo tra la secolare storia di Kettmeir e la sua inesauribile spinta verso il futuro.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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