
(Adnkronos) – Focolaio di tubercolosi all’Istituto di Medicina legale di Milano. A denunciare quanto accaduto è stata l’Associazione Liberi specializzandi in Medicina. Il presidente, Massimo Minerva, parla di una situazione preoccupante.”La cosa meno grave è che c’è stato un focolaio – dice all’Adnkronos-. Il punto è un altro: è stata fatta la formazione per il trattamento del materiale biologico?”.
Secondo l’Ats, i casi sarebbero 8 con Tbc conclamata, mentre altri 7 risultano positivi e stanno seguendo una terapia di lunga durata. Per l’Associazione, il nodo riguarda la formazione degli specializzandi e la valutazione del rischio all’interno dell’Istituto.
La vicenda risale a inizio luglio e l’Associazione annuncia che l’esposto verrà presentato domani. Minerva spiega perché i giovani medici non hanno denunciato direttamente: “Ci siamo fatti carico noi della segnalazione per evitare problemi ai singoli. Questi ragazzi sono trattati come lavoratori non pagati”. L’Associazione non è nuova a interventi sul tema: a inizio anno aveva avuto uno scontro con Matteo Bassetti, direttore della Scuola di specializzazione in Malattie infettive dell’Università di Genova, sulle condizioni di lavoro dei medici in formazione.
Anaao Assomed segnala gravi lacune nella gestione del focolaio di tubercolosi all’Istituto di Medicina legale di Milano e parla di un problema strutturale con assenza di sicurezza e tutela per dirigenti medici e specializzandi. Secondo il sindacato le risposte della Scuola di Specializzazione non sono adeguate alla gravità della situazione e manca un’azione tempestiva a protezione dei medici in formazione. Anaao chiede l’aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi per il rischio biologico, dotazioni impiantistiche adeguate nelle sale autoptiche, attivazione immediata del medico competente e comunicazione trasparente verso tutti gli specializzandi coinvolti. Il caso, sottolineano da Anaao Assomed, conferma le criticità già segnalate alla Regione Lombardia sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro.
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