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Vino senza frontiere

La Commissione europea vuole rivedere le norme sulle etichette delle denominazioni d’origine liberalizzandole. Il mondo del vino non ci sta: è un attacco alle più note denominazioni “made in Italy”.

 
Stiamo scherzando? Vi immaginate un Amarone prodotto in Australia? O un Barolo californiano, un Chianti argentino, un Passito di Pantelleria israeliano? E’ quanto potrebbe accadere se passa la linea della Commissione europea della liberalizzazione sull’uso delle etichette.

 

Infatti, la Commissione ha ipotizzato di liberalizzare l’uso nell’etichettatura di tutti i vini, compresi quelli senza indicazione geografica, di quei nomi di varietà che oggi sono riservati (in virtù dell’art. 100, par. 3, del reg. Ue n. 1308/2013 e dell’allegato XV del reg. CE n. 607/2009) a determinate denominazioni d’origine protette (Dop) o indicazioni geografiche protette (Igp) di precisi Stati membri.

 

L’ennesimo attacco al made in Italy e alle specificità che incarna. Un’altra bestialità targata Ue, da anni ormai alla mercé delle multinazionali del terrore che fanno il bello e il cattivo tempo a livello mondiale. Ma il mondo del vino italiano non ci sta. Nemmeno noi.

 

Cia, Confagricoltura, Federdoc, Federvini, Uiv, Alleanza delle cooperative e Assoenologi hanno scritto una lettera congiunta al ministro Martina per protestare verso una scelta folle.

 

“Siamo dell’avviso che ogni ipotesi di revisione dell’attuale quadro normativo di riferimento – si legge nella nota inviata al ministro – vada al di là delle competenze attribuite alla Commissione nell’ambito del reg. Ue n.1308/2013, rimettendo in discussione quel delicato equilibrio politico che era stato raggiunto in occasione della riforma dell’Ocm vino del 2008”.

 

Noi riteniamo che sia una scelta di lucida follia per consegnare l’Europa, con le sue tipicità, al capitale internazionale.

 

Una deregulation del genere è sufficiente a rivedere la nostra collocazione all’interno dell’Ue. Adesso la palla passa al ministro Martina che non potrà scendere a compromessi. A buon intenditore poche parole!


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Piero Rotolo

Direttore Responsabile vive a Castellammare del Golfo Trapani

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