La parola ai produttori

Vendemmia 2026, un banco di prova per le cantine altoatesine

Vendemmia 2026, un banco di prova per le cantine altoatesine Il parere del direttore del Consorzio Vini Alto Adige Eduard Bernhart

Vendemmia 2026, un banco di prova per le cantine altoatesine

Il parere del direttore del Consorzio Vini Alto Adige Eduard Bernhart e degli enologi dell’Abbazia di Novacella, di San Michele Appiano e di Nals Margreid. Di fronte ai cambiamenti climatici sarà la gestione del vigneto a determinare il risultato della vendemmia 2026, la più precoce nella storia vitivinicola dell’Alto Adige. Le previsioni, comunque, sono ottime.

Dalla Francia all’Italia, dalla Spagna all’Albania, l’estate torrida sta ridisegnando il calendario della vendemmia 2026 con anticipi record rispetto ai tempi canonici. I primi grappoli – soprattutto per quanto riguarda lo Chardonnay base spumante – sono già stati raccolti in Sicilia, in Franciacorta, in Trentino Alto Adige e perfino in due dei territori enoici più famosi a livello mondiale: la Champagne e la Borgogna.

I cambiamenti climatici in atto e le temperature elevate di marzo-aprile hanno accelerato il ciclo vegetativo, mentre il caldo record dell’estate ha favorito oltre misura l’accumulo di zuccheri, costringendo i produttori a rivedere i calendari tradizionali e a seguire con attenzione la maturazione delle uve. Decisiva, di fronte ad un andamento stagionale caratterizzato da forti escursioni termiche e da finestre di maturazione sempre più ristrette, sarà quindi la gestione del vigneto. 

Eduard Bernhart: “E’ la vendemmia più precoce nella storia dell’Alto Adige” 

L’Alto Adige è la culla dei più blasonati vini bianchi italiani (foto Florian Andergassen)

L’anticipo record della vendemmia 2026 sta interessando – dicevamo – anche l’Alto Adige, una delle perle enoiche italiane per quanto riguarda i vini bianchi. Un territorio, l’Alto Adige- Südtirolche colleziona più ricchezza per ettaro secondo uno recente studio dell’American Association of Wine Economists. 

“Quella di quest’anno è la vendemmia più precoce nella storia dell’Alto Adige” ha dichiarato il direttore del Consorzio Vini Alto Adige, Eduard Bernhart. L’estate del 2026, una delle più calde di sempre, ha accelerato la maturazione delle uve nei vigneti altoatesini tanto che, in diverse zone, la vendemmia è già entrata nel vivo. Le uve dei vigneti precoci, destinate alla produzione di vini base per lo spumante altoatesino secondo il metodo tradizionale, sono già in cantina. Il fatto che la vendemmia, quest’anno, sia avvenuta prima rispetto alla media pluriennale non è dovuto solo alle temperature elevate di giugno e luglio, ma anche a una primavera eccezionalmente calda. 

Le temperature elevate di marzo e aprile hanno accelerato il ciclo vegetativo 

Il direttore del Consorzio Vini Alto Adige, Eduard Bernhart

“Già a marzo e ad aprile le temperature superiori alla media hanno accelerato enormemente il ciclo vegetativo delle uve – ha aggiunto Eduard Bernhart – una precocità che non è stata frenata nemmeno dalle settimane insolitamente fredde di maggio. Al momento è troppo presto per fare previsioni sulla qualità dell’annata, ma le premesse vengono giudicate ottime.”

“I grappoli hanno un aspetto sano – ha spiegato – ma ora bisogna fare in modo che le uve non prendano troppo sole, non soffrano il calore e abbiano sempre sufficiente umidità. L’importante è mantenere il giusto grado di acidità che garantisce quella freschezza ed eleganza per cui sono noti i nostri vini altoatesini.”

Il direttore del Consorzio Vini altoatesini si augura per i prossimi giorni temperature più fresche, soprattutto di notte, poiché queste – sostiene – favoriscono l’ultimo sviluppo delle uve. “Ma, soprattutto, speriamo che i vigneti siano risparmiati da eventuali grandinate. Comunque la vendemmia rigorosamente manuale in Alto Adige ci offre un ulteriore vantaggio, poiché ogni grappolo viene controllato direttamente in vigna e, se necessario, scartato già al momento della raccolta.”

Ecco il parere dei responsabili di cantina di tre realtà vitivinicole altoatesine: Abbazia di Novacella, San Michele Appiano e Nals Margreid.

Jakob Gasser, enologo della Cantina San Michele Appiano

Jakob Gasser, l’enologo della Cantina San Michele Appiano

Ottimista Jakob Gasser, enologo della Cantina San Moichele Appiano. “L’annata 2026 è stata finora caratterizzata da temperature superiori alla media, ma senza particolari problemi di siccità. La crescita vegetativa della vite è risultata equilibrata. Fondamentale, come sempre la precisione e la puntualità dei nostri soci nella gestione dei vigneti.”

“Al momento prevediamo un anticipo di circa 3-4 giorni rispetto al 2025, con la raccolta nelle zone precoci già a fine agosto e l’inizio della vendemmia vera e propria intorno al 7 settembre. Dal punto di vista quantitativo ci aspettiamo una produzione in linea con la media, grazie a un accurato e tempestivo lavoro di diradamento e vendemmia verde, determinante anche per garantire un’elevata qualità delle uve.”

“Un aspetto particolarmente significativo di questa annata è stato il numero molto ridotto di interventi fitosanitari, tra i più bassi mai registrati negli ultimi anni» prosegue Gasser. Inoltre, l’inerbimento spontaneo presente in tutti i nostri vigneti, con erbe e fiori tra i filari, sta svolgendo un ruolo fondamentale nel trattenere nel terreno l’acqua apportata dai temporali, migliorando la disponibilità idrica per le viti e favorendo l’equilibrio dell’ecosistema vigneto.”

Werner Waldboth, enologo della Cantina dell’Abbazia di Novacella

Werner Waldboth, l’enologo della Cantina dell’Abbazia di Novacella

Werner Waldboth, direttore della Cantina dell’Abbazia di Novacella, 900 anni di storia vitivinicola, ha annunciato che la vendemmia inizierà il 24 agosto con le prime uve di Sauvignon al Maso Marklhof. “Subito dopo, sempre a fine agosto, procederemo con il Pinot Nero. Nei vigneti situati in Valle Isarco, invece, partiremo attorno al 7 settembre.Siamo contenti di quello che abbiamo visto finora nei nostri vigneti – ha aggiunto – sia in termini di qualità che di quantità. La vendemmia 2026 probabilmente sarà in linea con quella dell’anno scorso. Vista la vendemmia precoce, la grande sfida sarà identificare il momento giusto per vendemmiare le diverse varietà, per avere il giusto equilibrio tra zuccheri e acidità.”

Harald Schraffl enologo responsabile della Cantina Nals Margreid 

Harald Schraffl, l’enologo responsabile della Cantina Nals Margreid

L’enologo Harald Schraffl, responsabile tecnico della Cantina Nals Margreid, prevede di iniziare la vendemmia nei prossimi giorni con le varietà più precoci: il Pinot Grigio, lo Chardonnay e il Sauvignon. “Le temperture insolitamente elevate della primavera-estate 2026 hanno accelerato lo sviluppo vegetativo della vite determinando però anche la formazione di acini di dimensioni contenute, elemento che lascia prevedere una produzione quantitativamente inferiore rispetto alle media. “Proprio in considerazione delle temperature elevate e della precocità dell’annata – ha confessato –  abbiamo scelto di non effettuare la sfogliatura nella zona dei grappoli. Il fogliame svolge infatti un’importante funzione protettiva, schermando le uve dall’eccessiva esposizione solare e riducendo il rischio di scottature.” 

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE


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