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Terlano, brindiamo con quel vino senza tempo e senza età

Terlano, brindiamo con quel vino senza tempo e senza età La rivista americana "Wine Advocate" di Robert Parker ha assegnato 100/100 al Rarity annata 1991

Terlano, brindiamo con quel vino senza tempo e senza età

Klaus Gasser, direttore commerciale della Cantina Terlano, con il kellermeister Rudi Kofler.

La rivista americana “Wine Advocate” di Robert Parker ha assegnato 100/100 al Rarity annata 1991 (Pinot Bianco, Chardonnay, Sauvignon Blanc) della Cantina altoatesina. E’ stata imbottigliata dal kellermeister Rudi Kofler dopo 25 anni di affinamento sui lieviti seguendo la filosofia del “metodo Stocker”.

Un vino senza tempo e senza età. Questo il giudizio di Monika Larner, responsabile per l’Italia della rivista statunitense  “Wine Advocate” di Robert Parker, che ha premiato con il massimo dei voti (100 centesimi) il Rarity 1991, un blend di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc, della Cantina di Terlano. E’ il primo vino bianco secco italiano a raggiungere questo prestigiosissimo traguardo. 

Il riconoscimento, conferito dalla famosa “wine critic” statunitense, consacra non solo un vino straordinario, ma anche una visione enologica fondata su una convinzione semplice e radicale: è il tempo a definire la maestosità di un vino.

Un vino prodotto con le migliori uve solo nelle annate eccezionali

 

Monika Larner, responsabile per l’Italia della rivista “Wine Advocate” di Robert Parker

Il Rarity della Cantina Terlano viene prodotto solo nelle annate eccezionali, dopo una rigorosa selezione delle migliori uve provenienti dai vigneti storici. Dal 1979 a oggi sono state presentate 28 edizioni, tutte prodotte in quantità estremamente limitate. 

Ogni etichetta “Rarity” è l’espressione di un territorio unico e di quella filosofia che rifiuta ogni compromesso. Filosofia che si traduce nel “metodo Stocker”, l’intuizione che il leggendario Kellermeister Sebastian Stocker (1929-2017) ha messo a punto negli anni Cinquanta e che prevede una vinificazione tradizionale, un primo affinamento in grandi botti di rovere e poi una lunga sosta sui lieviti fini – per almeno dieci anni – in piccoli serbatoi d’acciaio. 

Nessuna forzatura, nessuna fretta: il vino viene imbottigliato solo quando ha raggiunto un equilibrio naturale, un’armonia ed un’eleganza che solo il tempo può conferire a questo gioiello, raro,  prezioso ed esclusivo per la gioia dei winelover più esigenti. 

Il kellermeister Rudi Kofler lo ha affinato per 25 anni sui lieviti

 

Rudi Kofler, il kellermeister della Cantina Terlano, brinda con il “Rarity” 1991.

Racconta Rudi Kofler, Kellermeister di Cantina Terlano dal 2002 e custode di questa eredità: “I Rarity nascono dall’attesa e dal silenzio. Sono vini che non vogliono stupire, ma che cercano precisione ed energia, e che con il tempo acquistano in profondità e freschezza”.

Monica Larner – dicevamo – ha descritto il Rarity 1991 come un vino “senza tempo e senza età”, capace di unire profondità, texture e intensità. La 1991, imbottigliata dopo ben 25 anni di affinamento in acciaio sui lieviti fini, è un blend in cui il Pinot Bianco rappresenta l’ossatura, con Chardonnay e Sauvignon Blanc aggiunti – sono parole di Rudi Kofler –  “come il sale in cucina.  Si distingue per energia e precisione, grazie ad un equilibrio naturale tra pH e acidità che sostiene una progressione lunga e armoniosa.  

E a marzo uscirà il Rarity 2013, un Pinot Bianco in purezza

 

Sebastian Stocker (1929- 2017), lo storico kellermeister della Cantina di Terlano.

“Siamo profondamente grati e orgogliosi di questo riconoscimento” ha commentato Klaus Gasser, direttore commerciale e uomo marketing della Cantina Terlano. “I 100 punti assegnati al Rarity 1991  – ha aggiunto – premiano non solo un grande vino, ma anche la filosofia del tempo che Cantina Terlano porta avanti da decenni. Un lavoro corale, paziente e coerente, che dimostra quanto i grandi vini bianchi possano evolvere e definirsi nel tempo.”

 

Questo traguardo arriva poco prima dell’uscita del Rarity 2013, prevista per marzo. Saranno solo 3.300 bottiglie di Pinot Bianco in purezza, da una parcella storica del prezioso vigneto Vorberg, a 550–600 metri sul livello del mare, dove le viti di oltre cinquant’anni affondano le radici nel porfido quarzifero di origine vulcanica.

Questi gioielli sono l’espressione più alta della filosofia del tempo

 

L’annata 2013 è stata particolarmente favorevole: primavera fresca, estate temperata ed autunno soleggiato hanno creato condizioni ideali. Le forti escursioni termiche, con notti di 10-11°C e giornate fino a 25 gradi, hanno garantito quell’acidità viva e quel pH basso fondamentali per il grande potenziale di invecchiamento. Dopo oltre undici anni sui lieviti fini, il vino si distingue per volume, precisione aromatica e una freschezza luminosa, destinata a evolvere nel tempo con eleganza e complessità crescenti.

 

I Rarity si confermano così come l’espressione più alta della filosofia del tempo della Cantina di Terlano, una visione che unisce territorio, pazienza e cura artigianale e che trasforma ogni annata in una storia da scoprire.

In attesa di imbottigliamento l’annata più vecchia: la 1979

Cantina Terlano è uno dei nomi simbolo per gli amanti dei grandi vini bianchi in Italia e nel mondo. Situata nel comune di Terlano (Bolzano), la cantina conta 143 soci che coltivano circa 190 ettari. I vigneti si trovano all’interno di un cratere vulcanico millenario e sono caratterizzati da una conformazione geologica dei suoli davvero unica, a base di porfido quarzifero di origine vulcanica, ricco di minerali. Questi suoli insieme alle particolari condizioni micro e macroclimatiche regalano ai vini grande complessità, struttura e una fresca acidità che garantisce loro una straordinaria longevità.̀ Ne sono testimonianza l’archivio enologico della cantina che conta più di 100.000 bottiglie di vini bianchi dal 1955 ad oggi, oltre ai preziosi vini destinati a diventare, dopo un affinamento sui lieviti di almeno 10 anni secondo il metodo Stocker: “Rarity”. 

Diciassette annate stanno affinando in cantina in attesa di essere imbottigliate. La più vecchia risale alla vendemmia 1979. Dal 1893 il focus della produzione è la Cuvée Terlaner, blend di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc, declinato in tre versioni: Terlaner, Nova Domus e Terlaner Primo. “Terlaner Primo” è l’essenza della filosofia di Terlano.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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