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Stoccafisso, il battesimo Trentino

Stoccafisso, il battesimo Trentino L'idea della Via Querinissima dedicata al mercante veneziano fu partorita nel 2014 da Andrea Vergari,

Stoccafisso, il battesimo Trentino

Brinda l’accademico vicentino Otello Fabris, uno dei promotori della Via Querinissima

L’idea della Via Querinissima dedicata al mercante veneziano fu partorita nel 2014 da Andrea Vergari, presidente dell’International Stockfish Society, dall’accademico vicentino Otello Fabris e dalla Confraternita dello Stofìss dei Frati di Rovereto sulla vetta della Paganella. Il mitico pesce-bastone che unisce l’Europa attende ora il riconoscimento ufficiale dall’Unesco come Patrimonio universale dell’Umanità.

Il simbolo della Querinissima, la Via italiana dello Stoccafisso, copyright Andrea Vergari

Abbiamo parlato più volte, nelle nostre rubriche, di stoccafisso e della famosa Via Querinissima che ricorda l’avventura e il naufragio del mercante veneziano Pietro Querini che nel 1432 fu salvato dai pescatori norvegesi delle isole Lofoten.  Nei giorni scorsi le tradizioni legate al mitico pesce-bastone hanno compiuto un passo decisivo verso il riconoscimento da parte dell’Unesco dello stoccafisso Patrimonio culturale dell’Umanità. È stato infatti consegnato al Ministero della Cultura norvegese il dossier preliminare della candidatura multinazionale, con la Norvegia nel ruolo di Paese capofila.

L’iniziativa segna l’avvio ufficiale di un percorso internazionale volto a valorizzare un patrimonio culturale condiviso da più Nazioni e costruito nel corso dei secoli attorno alla pesca, alla lavorazione, al commercio e al consumo dello stoccafisso. 

Il progetto coinvolge Norvegia, Italia e Islanda, una storia che unisce l’Europa

Esultano Andrea Vergari e Otello Fabris, numi tutelari dello stoccafisso

Attualmente il progetto coinvolge Norvegia, Italia e Islanda, Paesi uniti da profonde relazioni commerciali sviluppatesi nel corso degli anni grazie allo stoccafisso considerato non soltanto un alimento, ma anche un simbolo di amicizia e scambi culturali tra popoli, tradizioni e territori. A conferma della dimensione globale dell’iniziativa, anche il Portogllo e la Nigeria hanno manifestato interesse ad appoggiare il progetto in una fase successiva.

La consegna del dossier rappresenta il risultato di oltre tre anni di lavoro condiviso da una rete internazionale composta da pescatori, produttori, trasformatori, confraternite gastronomiche, associazioni culturali, istituzioni e studiosi, accomunati dall’obiettivo di tutelare e tramandare un patrimonio fatto di saperi, tecniche e ritualità. A sostegno della candidatura sono state raccolte oltre 1500 lettere di adesione provenienti da comunità di pesca e realtà legate allo stoccafisso in tutta Europa, a testimonianza del forte radicamento culturale e sociale di questa tradizione.

Entusiasta ed orgoglioso Andrea Vergari, presidente della International Stockfish Society

Sul Ponte di Bassano, ribattezzato lo Stockfish Bridge, la sfilata della delegazione norvegese delle isole Lofoten

“Siamo profondamente orgogliosi di questo risultato” ha confessato entusiasta il dott. Andrea Vergari, presidente della International Stockfish Society. “La consegna del dossier è il primo riconoscimento concreto di un percorso costruito dal basso, grazie alle comunità che custodiscono questa tradizione. Lo stoccafisso rappresenta, infatti, una storia condivisa che attraversa mari, culture e generazioni, capace di unire il Nord e il Sud dell’Europa e di creare connessioni con comunità in tutto il mondo. La candidatura  – ha aggiunto – punta a valorizzare l’insieme delle consuetudini che caratterizzano la filiera dello stoccafisso: dalla pesca all’essiccazione, dal commercio alla trasformazione fino al consumo, riconoscendone il valore identitario e il ruolo nella trasmissione del patrimonio culturale alle future generazioni.”

Quell’idea geniale nata nel 2014 tra un gruppo di amici sulla vetta della Paganella

Il Trentino protagonista dell’iniziativa per il riconoscimento dello stoccafisso Patrimonio universale dell’Umanità

L’idea geniale di creare le basi per il riconoscimento dello stocafisso come patrimonio dell’Umanità e il lancio ufficiale  della Via Querinissima furono partorite nel 2014 sulla vetta della Paganella da un gruppo di amici dopo un incontro della Confraternita dello Stofìss dei Frati di Rovereto con l’accademico vicentino Otello Fabris e una delegazione norvegese delle isole Lofoten. Regista Andrea Vergari, cui si deve la primogenitura del termine “Via Querinissima”. Un’iniziativa popolare nata senza un centesimo di finanziamento pubblico tengono a precisare i promotori del progetto.

L’emozione e la commozione dell’accademico vicentino Otello Fabris

Sulla vetta della Paganella sventola la bandiera della Norvegia, patria dello stoccafisso

“Che emozione aver avuto parte in questa impresa” ha confessato in occasione dell’evento Stockfish Bridge a Bassano del Grappa l’accademico vicentino Otello Fabris.

E rivolto agli amici norvegesi ha aggiunto: “Sono commosso e riconoscente per il lavoro che fate a 4000 chilometri a Nord da casa mia per fornirci un cibo per noi prediletto, che è molto più di una prelibatezza gastronomica: è cultura, convivialità, solidarietà, insomma il ripieno della nostra umanità! Grazie a tutti coloro che hanno collaborato a questo sogno.

Grazie ai miei concittadini bassanesi che hanno creduto al progetto e che l’hanno appoggiato con entusiasmo e folta partecipazione. Evviva lo stoccafisso, il pesce che unì  l’Europa e che l’unirà ancora.”  

La diffusione dello stoccafisso e il tragico naufragio alle isole Lofoten

Le rastrelliere nei villaggi delle isole Lofoten sulle quali vengono appesi ed essiccati i merluzzi

La diffusione dello stoccafisso o baccalà che dir si voglia – questa la definizone amata dai buongustai delle Tre Venezie –  nel nostro Paese è legata a due eventi storici: il drammatico naufragio del mercante veneziano Pietro Querini e il Concilio Tridentino della Controriforma.

Per chi volesse approfondire l’argomento consiglio l’opera monumentale, ricca di riferimenti storici e aneddoti, “I Misteri del Ragno” dell’accademico vicentino Otello Fabris (Biblioteca internazionale La Vigna di Vicenza) e il prezioso volume “Itinerarium Bacalae” (edizioni Agorà Factory) con la trascrizione in italiano (dal veneziano antico) del diario di bordo di Pietro Querini, Cristoforo Fioravante e Nicolò di Michiei con il racconto di come lo stoccafisso dalla Norvegia arrivò a Venezia.

Pietro Querini e i pochi superstiti ripartirono con 60 stoccafissi in regalo

Sulla vetta della Paganella sventola la bandiera della Norvegia, patria dello stoccafisso

Questa la cronaca – come si legge nel diario di bordo – dell’avventuroso viaggio del mercante gentiluomo veneziano messer Pietro Querini.

Egli partì da Candia (Creta) il 25 aprile del 1431 destinazione le Fiandre con un equipaggio di 68 uomini e un carico di 800 barili di Malvasia, spezie (zafferano, zenzero, cannella, cardamomo), cotone, cera e altre mercanzie.

Dopo aver superato indenne lo stretto di Gibilterra, Cadice, Lisbona e Capo Finisterre, dopo mesi di navigazione la nave raggiunse i Mari del Nord. Ma una tempesta il 4 gennaio 1432 travolse la nave che, senza vele e senza timoni, naufragò. Saliti su una scialuppa i pochi marinai superstiti (sedici su 68, molti morirono dopo aver bevuto l’acqua salmastra) finirono sugli scogli di un isolotto dell’arcipelago norvegese delle isole Lofoten.


Salvati e rifocillati dai pescatori locali con pane di segale, latte e cervosa (birra), i superstiti rimasero sull’isola di Røst alcuni mesi, fino a maggio, prima di ripartire alla volta della Serenissima Repubblica di Venezia con un prezioso regalo, 60 stoccafissi, da consegnare al Doge. Fu l’inizio della diffusione di questo pesce-bastone in Europa. Da allora lo Stockfish, alias baccalà, ne ha fatta di strada al punto che, dopo essere stato per secoli il piatto dei poveri, oggi è diventato una prelibatezza gourmet visti i costi astronomici del mitico «Ragno», la qualità più pregiata.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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