I Viaggi di Graspo

Storie di Patriarchi, Profeti ed Eroi. L’ultimo libro di G.R.A.S.P.O. diventa un film

Storie di Patriarchi, Profeti ed Eroi. L’ultimo libro di G.R.A.S.P.O. diventa un film.    L’Alta Lessinia, la piantata storica di Urbana, la regina di Margreid

Storie di Patriarchi, Profeti ed Eroi. L’ultimo libro di G.R.A.S.P.O. diventa un film.

  L’Alta Lessinia, la piantata storica di Urbana, la regina di Margreid, le vecchie vigne del Friuli, la Biancolella di Ponza, le alberate dell’Asprinio, i Pilùn del Piemonte e della Valle d’Aosta, il Nocchianello di Pitigliano sono solo alcune delle storie raccontate da Theron Patterson, regista e direttore del Dipartimento di Cinema della American University of Roma, nel suo nuovo docufilm dedicato ispirato e dedicato ai custodi di G.R.A.S.P.O.

  Tre anni di riprese 

Theron Patterson riprende la raccolta a Sprea

Le riprese sono già iniziate e prevedono il coinvolgimento diretto di numerosi Custodi raccontati sul libro che diventeranno gli attori protagonisti di questa nuova avventura.

 Questo docufilm esplora le storie di queste varietà di uva in via di estinzione e delle persone impegnate nella loro coltivazione. Ispirato dal lavoro di G.R.A.S.P.O., mettendo in luce l’inestimabile biodiversità del vigneto italiano e delle viti più antiche e caratteristiche del paese.

 Tre anni di riprese e migliaia di Kilometri per raccontare le più belle storie dei “vitigni perduti” su tutto il territorio italiano. Il progetto è ispirato al prezioso lavoro di ricerca e comunicazione effettuato dalla associazione G.R.A.S.P.O.(Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e Preservazione dell’Originalità Viticola) ed è integralmente sostenuto dalla AUR, essendo esso anche motivo e occasione per gli studenti di Filmmaking di seguire il professore e regista in giro per l’Italia e sperimentare sul campo le diverse tecniche cinematografiche, nella cornice delle più antiche e caratteristiche vigne d’Italia.

Viti perdute

la cantina sotterranea di Robert scsvata nella roccia

 Le riprese sono già iniziate in molte regioni catturando gli sforzi dei viticoltori mentre lottano per proteggere queste rare varietà di uva dall’estinzione. Il documentario fungerà da omaggio alla ricca storia vitivinicola italiana, mostrando al contempo l’intersezione tra conservazione agricola e narrazione culturale diventando strumento fondamentale per attirare l’interesse anche del turista curioso.

la raccolta è anche un bel esercizio di equilibrio

Gli studenti di cinematografia dell’AUR sono attivamente coinvolti nel progetto, accompagnando i loro professori in tutta Italia per documentare i vigneti ed i vitigni più antichi del paese. Così facendo, acquisiscono un’esperienza concreta sul campo sperimentando diverse tecniche cinematografiche e catturando le intricate narrazioni dei viticoltori e il loro profondo legame con la terra.

 

Giuseppe Casella riunisce l’uva raccolta

Un progetto che sottolinea l’impegno di AUR per l’istruzione interdisciplinare e la conservazione culturale offrendo agli studenti un’opportunità unica di unire la loro passione per il cinema a una causa di importanza ambientale e storica. La storia delle “viti perdute” italiane raggiungerà un pubblico globale, assicurando che la loro eredità venga celebrata e preservata per le generazioni future.

 

Il programma Film dell’Università Americana prepara infatti gli studenti a essere la prossima generazione di produttori di contenuti cinematografici, televisivi e video, professionisti in grado di scrivere, produrre, dirigere, girare, modificare e mixare contenuti di propria creazione. 

 Marino e Dario Anselmi

particolare del grappolo

Un bellissimo viaggio che partendo là dove è iniziata l’avventura di G.R.A.S.P.O. a Sprea in Alta Lessinia nell’archeo vigneto di Marino e Dario Anselmi tra Saccola, Pontedara, Ottavia e Gouais Blanc arriva poi alla suggestiva Piantata Storica di Urbana dove il suo custode, Gianmarco Guarise, racconta a Theron Patterson il lungo percorso di preservazione di questo museo naturale a cielo aperto.

particolare del grappolo

 Nel  racconto di Gianmarco traspare la cura e la passione del suo agire, definisce la sua Piantata non luogo di lavoro ma di relax. È all’interno di questo connubio fra cura custodia e relax che la varietà Vernazola si è conservata.  La Piantata, nonostante l’età continua a dare buona uva per un vino bianco gustoso e sapido. 

 

lavoro lungo e attento

I lavori in vigna ed in cantina sono guidati dalle fasi lunari, come la cura dei salici, la potatura e il lavoro di legatura con ” le strope”.

 

Il momento sociale della vendemmia con i vendemmiatori vestiti nel modo contadino d’epoca e la pigiatura con i piedi dell’uva diventano rievocazione storica in tempo reale di una realtà che Gianmarco definisce ”museo vegetale vivente”. 

 Antonio Tebaldi

 Per tornare poi all’ombra del Castello Scaligero di Soave per il racconto di un vitigno sconosciuto e raro che si chiama Brepona custodito e preservato da Antonio Tebaldi viticoltore che ha sempre avuto una particolare costanza e una lungimirante sensibilità per la conservazione ed il recupero del patrimonio viticolo originario di questo territorio.

 Nei suoi vigneti troviamo infatti numerosi vitigni oggi del tutto dimenticati se non praticamente estinti, come Marcobona, Rabiosa, Cavrara, Rossa Burgan.

Tutti in casa a godere dell’ospitalità di Marino Anselmi, tra il figlio Dario e Aldo Lorenzoni

 La Brepona, spiega Antonio, è un vitigno la cui coltivazione è ampiamente segnalata negli areali tradizionali Veronesi anche da una copiosa bibliografia storica. In particolare era noto nel passato anche con il nome di Breppon, Brepon Molinara o Molinara bianca. Per tanto tempo si è creduto infatti che questo vitigno non fosse altro che una mutazione spontanea della Molinara.

 

Un vitigno sicuramente storico, in particolare del territorio soavese e delle vallate limitrofe del Tramigna e di Illasi dove spesso era confuso anche con le tante espressioni della Garganega e che, come il Trebbiano di Soave, ne ha sofferto le particolari performance produttive rimanendo per tanto tempo un pò in ombra.

 Un’opera corale

Tutti insieme, con Sinnen e Theron Patterson in primo piano

 Un’opera corale che passando per le terrazze eroiche del Nebbiolo Picotendro di Bianca Seardo e Riccardo Prola arriva al Friuli con gli incredibili vitigni rari di Lorenzo Bulfon ed il vigneto storico di Claudio e Nicolò Zani fino alla Toscana per il Nocchianello di Pitigliano con la testimonianza di Carla Benini, per continuare poi sull’isola di Ponza per una incredibile vendemmia di Biancolella.

 

Questi solo alcuni dei tanti set selezionati da Theron e Sinen Patterson per le riprese per concludersi poi in grande stile con la vendemmia verticale di Robert Cassar della vite forse più antica al mondo la Regina di Margreid.

 

E la regina di Margreid è una vigna monumentale della varietà Hoertroete o Roter Hoertling, magistralmente aggrappata a casa Augustin in centro paese. 

 Si tratta di una vite antica che dall’alto dei suoi 425 anni domina e valorizza la piazza circostante.

 Robert Cassar

foto di gruppo

È una pianta che non può passare inosservata in quanto censita e tutelata dalla Provincia di Bolzano come Monumento Naturale (NATUR- DENKMAL) e la sua valenza storica è certificata anzi incisa su uno dei supporti in pietra che la legano da sempre al muro della casa dove troviamo scritto che: “Nell’anno di grazia 1601 in ottobre venne messo a dimora questo tralcio di vite dell’antico ceppo Feichter di proprietà di Clement Feichter, tramite il fittavolo Domenig di Valentini originario della Val di Sole”. 

 

Robert sa che la Roter Hörtling è legata a filo doppio con la sua famiglia che con la coltivazione della vite e la produzione del vino avevano avviato una florida attività.  Racconta che alla nascita della figlia Lisa nel 1997 ha messo a dimora una seconda pianta di Hoertroete realizzata con il legno della vite madre. 

 Da ormai cinque anni G.R.A.S.P.O. vinifica tutti i grappoli di questa straordinaria pianta, poche bottiglie ma preziosissime tutte riconsegnate alla comunità di Margreid in occasione della tradizionale festa che si tiene tutti gli anni sotto la Regina la prima domenica di ottobre di ogni anno.

 

Un vino che in tanti potranno degustare  domenica prossima a Margreid proprio in occasione della festa, un vino che racconta più di 400 anni di storia.

  

Vitigni dal passato che guardano ad un nuovo futuro

Di Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi, foto di Gianmarco Guarise

Il viaggio continua…


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