Un occhio sul mondo

Prosit con l’Enantio rosato di Lucia Letrari

Prosit con l'Enantio rosato di Lucia Letrari Nasce in Vallagarina nel vigneto a piede franco di Mama d'Avio ai piedi del Monte Baldo

Prosit con l’Enantio rosato di Lucia Letrari

Il vigneto ultracentenario a piede franco di Mama d’Avio

Nasce in Vallagarina nel vigneto a piede franco di Mama d’Avio ai piedi del Monte Baldo. Beverino e intrigante, conquista il palato con la sua freschezza e sapidità. Ottocento le bottiglie prodotte della prima annata (vendemmia 2025). Il potenziale massimo è di duemila bottiglie. Prezzo consigliato in enoteca: 15 euro.

  

Abbiamo parlato più volte di viti a piede franco, ultracentenarie, risparmiate dalla fillossera (Gianpaolo Girardi ha dedicato all’argomento il bellissimo volume “L’importanza di essere franco») ed in particolare dell’Enantio, un vitigno autoctono della Vallagarina che ha radici nella storia dell’antica Roma: «La brusca hoc est vitis silvestris, quod vocatur Oenanthium», scriveva lo storico Plinio il Vecchio, riferendosi alle viti selvatiche citandole per la prima volta nel «Naturalis Historia». 

Un Lambrusco che non ha alcun legame con il vino dell’Emilia Romagna

Le viti patriarcali di Enantio ai piedi del Monte Baldo

Fino a pochi anni fa le uve venivano erroneamente ricondotte alla grande famiglia dei Lambruschi e denominate “Lambrusco a foglia frastagliata”, ma non hanno alcun legame con il famoso vino dell’Emilia Romagna.

Solo negli anni Novanta del secolo scorso, grazie anche agli studi del prof. Attilio Scienza, prese avvio il progetto di valorizzazione di questo vitigno autoctono con la richiesta d’iscrizione al Catalogo enoico delle varietà nazionali.

E dal 2022 l’Enantio a piede franco è anche un Presidio Slow Food. 

L’Enantio rosato, un’interpretazione inedita e moderna di Lucia Letrari

 

Leonello Letrari, uno dei patriarchi della viticoltura e dell’enologia trentina

Autoctono della Bassa Vallagarina, l’Enantio è uno dei vitigni autoctoni italiani più rari, tipico della Terra dei Forti, al confine tra il Veneto e il Trentino Alto Adige.

Il merito di averlo salvato dall’estinzione e riportato e a nuova vita è di alcune famiglie di vignaioli coraggiosi, legati a questo territorio.

Oggi, grazie a Lucia Letrari, arriva sul mercato un’interpretazione inedita, unica nel suo genere: l’Enantio rosato.

Da sempre vinificato per produrre vini da taglio o usato in purezza per dei vini rossi di grande eleganza e carattere, Lucia Letrari ha deciso di rompere con il passato e di scardinare l’idea che un vino storico debba essere per forza complesso o impegnativo visti anche gli stili di vita che stanno cambiando. 

Quel vigneto a piede franco di Mama d’Avio, ai piedi del Monte Baldo

Lucia Letrari con la figlia Margherita nel vigneto di famiglia a Borgo Sacco

“Il nostro Enantio Rosato esprime la freschezza e l’autenticità del vitigno da cui nasce, ma con una semplicità che lo rende perfetto per il gusto moderno», spiega Lucia Letrari, alla guida della cantina fondata dal padre Leonello, uno dei patriatchi della viticoltura trentina. 

Questa nuova etichetta nasce da un vigneto di appena 0,3 ettari, con vigne certificate a piede franco coltivate a Mama d’Avio, ai piedi del versante orientale del Monte Baldo, noto per la sua ricca biodiversità e custode del “Patriarca del Baldo”, un abete bianco di oltre duecento anni, riconosciuto come uno degli alberi monumentali d’Italia.

Beverino e intrigante, conquista il palato con la sua freschezza e sapidità

È in questo contesto di grande fascino che nasce l’uva che Letrari coltiva con grande attenzione per produrre un vino che stupisce al primo sguardo con la sua “verve” colorata: Enantio Rosato di Letrari si presenta nel calice con tonalità cremisi, mentre al naso inebria con un bouquet in cui spiccano note di ribes, piccoli frutti macerati, richiami agrumati, sentori di fieno e balsamici.

In bocca conquista il palato con la sua intrigante sapidità e una beva godibile che non scorda la potenza originaria dell’Enantio rosso. Si abbina con piatti vegetali, carpacci di carne e pesci di acqua dolce.

La prima annata 2025 è stata prodotta in 800 bottiglie, con un potenziale massimo di duemila bottiglie. Il prezzo consigliato in enoteca è di 15 euro.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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