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Prosecco, un fenomeno mondiale

Prosecco, un fenomeno mondiale Nonostante i dazi, il cambio euro-dollaro e il calo dei consumi, le bollicine Doc e Docg Made in Italy

Prosecco, un fenomeno mondiale

Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio di Tutela del Prosecco DOC

Nonostante i dazi, il cambio euro-dollaro e il calo dei consumi, le bollicine Doc e Docg Made in Italy si confermano vincenti con la Francia, patria dello Champagne e del Cremant, che è diventata il terzo mercato internazionale dopo gli Stati Uniti e il Regno Unito.

Il Prosecco, nella sua identità “una e trina” (la grande Doc interregionale e le due Docg, quella storica di Conegliano e Valdobbiadene e quella più recente di Asolo Montello) è il vino che, da anni, fa da traino all’export enoico italiano. Il perchè è presto detto: è un vino conviviale, per tutte le tasche, che per le sue caratteristiche riesce ad unire piacevolezza, bevibilità e freschezza, diventando così il portabandiera del bere non solo italiano, ma anche internazionale. 

Un vino piacevolissimo, non banale e soprattutto versatile

Umberto Cosmo, patron della maison spumantistica Bellenda di Carpesica (Vittorio Veneto)

Un vino “pop”, ma non banale, straordinario per la sua versatilità sia in “purezza” sia come valore aggiunto nella mixology. E, soprattutto, è un vino che piace al mondo, in ogni occasione. Un vino che fa sentire sempre di più il suo peso sulle performance nazionali del settore, crescendo di più, quando c’è crescita o perdendo meno, in fase di generale recessione dei consumi, come quella attuale. 

Lo raccontano anche i dati Istat sull’export del vino italiano, analizzati da WineNews. Le bollicine italiane più bevute nel mondo nel 2025 hanno generato 1,6 miliardi di euro sulla cifra di 5,5 miliardi di euro relativa all’export. Il Prosecco Dop con 667 milioni di bottiglie prodotte nel 2025 e oltre l’82% di export verso 160 Paesi, conferma, dunque, la propria leadership, e incide per il 23% sulle esportazioni totale di vino italiano. 

Una bottiglia su quattro venduta all’estero porta la firma del Prosecco

Gianluca Bisol e Matteo Lunelli, in occasione del lancio delle ultime etichette Bisol 1542

Le statistiche confermamo che praticamente una bottiglia su quattro venduta all’estero è di bollicine Prosecco, il che significa il 77% delle bollicine italiane esportate. Cifra che, sommata, contribuisce in maniera determinante a raggiungere la quota export di 2,1 miliardi di euro “alleggerendo” così il passivo del vino italiano sui risultati dell’annata record 2024. 

Negli Stati Uniti, in particolare, nonostante i dazi, il cambio sfavorevole euro-dollaro e il calo dei consumi, il Prosecco Dop, a livello di esportazioni, ha totalizzato 439,3 milioni di euro: solo -2 % sullo stesso periodo del 2024, ma decisamente meno del -8% in valore del totale del vino italiano. Se guardiamo poi la Spagna, le esportazioni di Cava, le bollicine  concorrenti del Prosecco, sono diminuite addirittura di oltre il 13%.

Ha conquistato anche la Francia, patria dello Champagne e del Cremant

Intanto continua il boom in Francia. Nella patria dello Champagne e del Cremant, il Prosecco, in particolare quello Doc, si conferma di anno in anno una realtà smpre più importante per quanto riguarda i consumi di vino. Nei giorni scorsi, alla Fiera Wine Paris Expo, il Consorzio Prosecco Doc (sparkling wine ufficiale alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 grazie al più grande investimento di sempre del Consorzio, 8 milioni di euro), è stato confermato che la Francia è diventata il terzo mercato mondiale per il Prosecco Doc dopo Stati Uniti e Regno Unito. Un esempio quello francese che certifica, ancora una volta, il successo planetario del Prosecco. 

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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