Info & Viaggi

L’olio evo siciliano guarda ai mercati: a Mondello filiera, innovazione e formazione

L’Isola del Tesolio 2026 ha riunito a Mondello istituzioni, imprese, produttori, esperti e buyer per discutere le prospettive dell’olivicoltura siciliana. Al centro dell’iniziativa, promossa da Oro Sicilia e Oleifici Barbera, il rafforzamento della filiera, le nuove tecnologie, la formazione e l’internazionalizzazione dell’olio extravergine dell’Isola.

L’olio extravergine di oliva siciliano è stato protagonista a Mondello con L’Isola del Tesolio 2026, iniziativa che ha messo a confronto istituzioni, produttori, imprese, esperti e operatori commerciali sulle strategie necessarie per accrescere competitività e valore del comparto. Promosso da Oro Sicilia e Oleifici Barbera, con il sostegno dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, l’appuntamento si è concentrato su tre direttrici principali: integrazione della filiera, innovazione e formazione, sviluppo sui mercati internazionali. Un confronto che ha toccato temi centrali per l’olivicoltura contemporanea, dalla sostenibilità alla qualità, fino alla capacità di creare una maggiore distribuzione del valore lungo la catena produttiva.

Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione professionale, con la presentazione del Master Unievo, pensato per rafforzare competenze e professionalità del settore. Sul fronte tecnologico, il Pieralisi Day ha invece approfondito l’evoluzione delle tecnologie applicate ai frantoi e il ruolo della manutenzione e dei servizi nella qualità dei processi produttivi. “L’Isola del Tesolio nasce dalla convinzione che il futuro dell’olio Evo siciliano – ha precisato Manfredi Barbera, Ceo di Manfredi Barbera e Figli S.p.A. – non si costruisca soltanto nei frantoi o negli uliveti, ma nella capacità di fare sistema, di creare relazioni e di trasformare la straordinaria qualità delle nostre produzioni in valore riconosciuto sui mercati e nella cultura dei consumatori”.

Lo sguardo si è allargato anche all’intero sistema agroalimentare siciliano attraverso il progetto “La Terra incontra il Mare”, che ha presentato a buyer e operatori internazionali alcune delle produzioni simbolo dell’Isola, dal Pomodoro di Pachino Igp al Pistacchio di Bronte, dal Ragusano Dop agli oli certificati. L’obiettivo è stato quello di raccontare la Sicilia non come una semplice somma di eccellenze, ma come un sistema agroalimentare integrato e riconoscibile sui mercati internazionali.

 

Il percorso si è completato con visite nei territori produttivi di Custonaci e Ardigna, riportando l’attenzione sull’origine dell’extravergine e sul legame tra olivicoltori, imprese, comunità e territorio. Un approccio che ha sintetizzato la filosofia dell’iniziativa: unire tradizione e innovazione, prodotto e territorio, cultura e mercato per rafforzare il posizionamento dell’olio siciliano.

 

 


Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.

Piero Rotolo

Direttore Responsabile vive a Castellammare del Golfo Trapani
Pulsante per tornare all'inizio