Le Langhe nel Gotha dei “top wine” del mondo

Nelle classifiche stilate dalle Academy inernazionali, accanto a Egon Müller, re del Riesling, e alla cantina spagnola Vega Sicilia, troviamo Angelo Gaja, Giacomo Conterno, Giulia Negri-Serradenari, i viticoltori Roagna. Nella “top ten” anche il mitico Sassicaia.

Le festività natalizie e di Capodanno sono già alle porte. E’ tempo di bilanci e, per quanto riguarda il mondo del vino, è anche tempo di classifiche, di pagelle e di confronti.

Nelle graduatorie internazionali redatte dalle Academy internazionali e dal Golden Vines Report sulle migliori cantine e sui vini-mito del pianeta quest’anno figurano anche molti produttori italiani.
Se prendiamo in esame i “Best Fine Wine Producer in Europe Award” 2025 al primo posto della “top ten” troviamo la cantina tedesca di Egon Müller, re del Riesling (regione della Saar), al secondo posto la Bodegas spagnola Vega Sicilia (Ribera del Duero) e al terzo Angelo Gaja, re del Barbaresco. Nei primi dieci posti troviamo poi, nell’ordine, Armand Rousseau, Domaine Leroy, Krug, Domaine Leflaive, Château Latour, Giacomo Conterno (9°) e Château Rayas.
Nella “top ten” anche la Tenuta San Guido con il mitico Sassicaia

Nomi prestigiosissimi figurano anche nella graduatoria stilata dai “World’s Best Fine Wine Producer Award” 2025.
Al primo posto si conferma la Bodegas spagnola Vega Sicilia, davanti a Krug, Domaine Leroy, Armand Rousseau, Château Latour, Tenuta San Guido (6°), Gaja (7°), Egon Müller, Giacomo Conterno (9°) e Château Margaux.
La tenuta San Guido, classificatasi al sesto posto, è famosa in Italia e nel mondo per il Sassicaia, vino-cult, una delle etichette in assoluto più blasonate, ricercate e amate dai wine lover.
Un vino-mito che ha contribuito in maniera determinante a far conoscere a livello planetario l’Alta Maremma, in particolare la zona di Bolgheri, entrando così nel Gotha dei top wine.
Vega Sicilia, il vino icona della Spagna, lanciato da Robert Parker
Vega Sicilia, il vino icona della Spagna (Ribera del Duero, comunità autonoma Castiglia e Leòn) merita una riflessione sull’enologia iberica. Nasce da un blend di uve internazionali a bacca rossa (Cabernet Sauvignon, Merlot e Malbec) tutti vitigni che, assemblati, nobilitano il Tempranillo, vitigno autoctono della zona.
Oggi Vega Sicilia è uno dei vini più blasonati dell’intero pianeta enoico.
Un vino rosso sontuoso che il critico americano Robert Parker lanciò nel firmamento delle grandi etichette d’autore e per il quale oggi i collezionisti sono disposti a spendere cifre da capogiro, anche migliaia di euro, per acquistare qualche storica annata.
Dal Sudafrica al Piemonte: nella “top ten” Giulia Negri e Roagna
Ma torniamo alle classifiche. Un tocco di italianità c’è anche tra i “World’s Best Rising Star Award” 2025.
Al vertice della graduatoria troviamo una cantina sudafricana, la Mullineux & Leeu Family Wines con i vigneti Chenin Blanc e Syrah nella Western Cape, la regione che si estende dal Capo di Buona Speranza sull’estremità sudoccidentale dell’Africa.
In questa classifica, nella “top ten” figurano anche le aziende piemontesi delle Langhe Giulia Negri-Serradenari (La Morra) e l’azienda Roagna (Barbaresco).
Tra i premiati per l’Italia c’è anche il wine writer italo-canadese Ian d’Agata, famoso critico internazionale, uno dei più autorevoli e profondi conoscitori del vino italiano, che figura al quinto posto tra gli “Hall of Fame Award” insieme a Jean Trimbach, tra i più celebri produttori di Alsazia, Veronique Drouhin (Joseph Drouhin, Borgogna), Jean-Claude Berrouet (enologo francese per anni firma, tra gli altri, di Pétrus), e Ann Colgin, tra le più celebri produttrici di California.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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