La ripresa, sia pur lieve, dei grandi vini rossi
Dalla Toscana (Sassicaia, Ornellaia, Tignanello) al Piemonte (Barolo e Barbaresco) dopo i vistosi cali degli ultimi anni si registra una inversione di tendenza soprattutto sui mercati internazionali.

Abbiamo parlato più volte della crisi dei vini rossi dovuta a molteplici fattori: contrazione dei consumi legata al grado alcolico (in molti casi esagerato) di molte bottiglie, cambiamenti degli stili di vita, soprattutto delle nuove generazioni, costi elevati di alcune etichette.
Negli ultimi tempi, soprattutto sui mercati internazionali, assistiamo ad una sia pur piccola inversione di tendenza. Lo sostiene l’agenzia che fotografa il mercato ed è un po’ il termometro dell’andamento dei grandi vini di alta gamma.
Dal settembre 2025 si registra una sia pur piccola inversione di tendenza
Dopo i ripetuti cali registrati nelle ultime annate, a partire dal mese di settembre 2025 si sta consolidando una sia pur piccola inversione di tendenza. Si tratta di piccole variazioni, che non possono certo definirsi come un vero e proprio “rimbalzo”, ma che comunque fanno sperare in una ripresa del mercato del vino, almeno nella fascia altissima di gamma, dopo la caduta libera registrata negli ultimi anni.
Prendendo in esame i vini più performanti, tra i 100 migliori italiani si confermano l’Ornellaia 2021, il gioiello di Bolgheri del Gruppo Frescobaldi e il Tignanello 2020, uno dei vini simbolo di Antinori.
Tra i top wine il Barolo di Bruno Giacosa e il Barbareso di Angelo Gaja

Tra i grandi rossi piemontesi il migliore in assoluto si conferma il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva di Bruno Giacosa che è in buona compagnia con il Sangiovese 2018 di Soldera Case Basse. Nell’elenco dei top wine figurano anche il Barolo di Bartolo Mascarello di tutte le annate dalla 2011 alla 2020, così come del Barbaresco di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno, il Barolo Le Rocche del Falletto Riserva di Bruno Giacosa e, ancora, tutte le annate dalla 2012 alla 2021 del Sassicaia della Tenuta San Guido, di Solaia e Tignanello di Marchesi Antinori, e di Ornellaia e Masseto del Gruppo Frescobaldi, oltre che il 100% Sangiovese Toscana Igt di Soldera Case Basse delle annate dalla 2009 alla 2019 (ad esclusione dell’annata 2010).
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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