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Il restyling dei vini di Francesco Moser 

Il restyling dei vini di Francesco Moser La nuova immagine della linea Maso Warth è firmata dall'artista rotaliano Paolo Tait

Il restyling dei vini di Francesco Moser 

 

Il Teroldego Riserva Rubro 2018 di Maso Warth foto Daniele Mosna

La nuova immagine della linea Maso Warth è firmata dall’artista rotaliano Paolo Tait: il logo racchiude l’identità, la tenacia e i valori della cantina di Gardolo (Trento).

 

  

Le etichette hanno sempre avuto un’importanza particolare nel promuovere un vino o una linea di vini alla platea dei wine lover.

Molte le cantine che hanno affidato l’immagine dei loro gioielli ad artisti di fama nazionale ed internazionale.

Valga per tutti l’esempio della Cantina di Cormòns che nel 1985 – geniale fu l’intuizione di Gigi Soini – commissionò il compito di far conoscere il “Vino della Pace” (inviato poi a tutti i Capi di Stato) a grandi pittori e scultori.

Carlo (a sinistra) e Matteo Moser con l’artista Paolo Tait6 foto Daniele Mosna

 

Ne cito alcuni: Arnaldo Pomodoro, Enrico Baj, Zoran Music, Salvatore Fiume, Giacomo Manzù, Luciano Minguzzi, Aligi Sassu. Testimonial d’eccezione.

Per rimanere in ambito del Trentino Alto Adige merita una citazione Riccardo Schweizer (il Picasso italiano) che disegnò le etichette di Franz Haas e le grappe della Distilleria Pisoni.

In campo internazionale l’esempio più famoso di etichette d’autore è quello legato alla storia del Barone Philippe de Rothschild che a Bordeaux, a partire dal 1924, affidò

L’artista trentino Paolo Tait con l’etichetta del Teroldego Rubro foto Daniele Mosna

l’immagine dei suoi vini ad artisti del calibro di Chagall, Salì, Koons. E potremo continuare all’infinito.

 

In Trentino – ed è notizia di ieri – la Cantina del campione di ciclismo Francesco Moser ha voluto affidare il

Carlo (a sinistra) e Matteo Moser con l’artista Paolo Tait foto Daniele Mosna

restyling delle etichette dei vini fermi della linea Warth ad un artista locale, meglio della Piana Rotaliana, Paolo Tait, che esprime la maestosità e la forza della natura attraverso il disegno, la grafica, la pittura, la scultura, lo smalto, le tappezzerie con una potenza ancestrale legata alla terra ed in particolare al mondo contadino. Impronta che ritroviamo nelle sue opere esposte nei più importanti musei nazionali ed internazionali.

I sette vini fermi Moser targati Maso Warth 

Carlo Moser, responsabile di Maso Warth, e Matteo Moser, l’enologo nonché agronomo della cantina, hanno voluto caratterizzare con un’impronta particolare la selezione dei sette vini fermi del marchio Warth per valorizzare il terroir delle colline di Trento Nord accarezzate dall'”Ora” del Garda. 

Una panoramica di Maso Warth con la cantina Moser, sulla collina di Trento. foto Daniele Mosna

Paolo Tait ha disegnato il logo delle nuove etichette con un tratto netto, deciso, simbolicamente intrigante.

L’obiettivo: “vestire di bellezza” i vini fermi della cantina: il Moscato Giallo, il Gewürztraminer, il Riesling Renano, il Müller Thurgau, il Lagrein, il Teroldego e la Riserva di Teroldego Rubro.

 

 

“I vini Warth sono una sincera espressione della nostra terra e dello stile che da sempre ci caratterizza e ci rappresenta. 

Ecco perché abbiamo voluto che anche la veste estetica delle bottiglie evocasse questa tensione” ha commentato Carlo Moser, il figlio del campione di ciclismo Francesco, che oggi si occupa della gestione della Cantina. 

 

Vini che esaltano le caratteristiche del territorio

Il campione di ciclismo Francesco Moser con il figlio Carlo foto Daniele Mosna

Nelle varie tipologie si nota la mano sapiente di Matteo Moser, enologo, agronomo e kellermeister. Un tocco magico che emerge in ogni bottiglia con estrema coerenza.

 

“Alla base di ognuno dei sette vini della linea Warth – ribadisce Matteo – c’è la volontà di esaltare le caratteristiche del territorio in cui nascono le uve”.

 

 

In occasione della presentazione delle nuove etichette di Paolo Tait la famiglia Moser ha presentato il Moscato Giallo 2021, un bianco secco che ricorda il classico vino da aperitivo degli anni Settanta-Ottanta quando ancora non si era affacciato sul mercato in maniera prepotente il Prosecco.

 

Un vino aromatico, fresco sapido, balsamico dalle tipiche “nuances” vegetali (salvia, ortica, peperone) e un piacevole sottofondo di pietra focaia. 

Piacevolissimo anche il Riesling Renano nella versione giovane, annata 2020: fresco, sapido, elegante. Complesso ed evoluto nelle versioni d’annata (2017 e 2013) ideale per accompagnare anche qualche piatto impegnativo. 

Quel Teroldego dal colore tenebroso e dal carattere austero

 

Discorso a parte merita il Teroldego prodotto nei vigneti dei Sorni. Vino dal colore impenetrabile, quasi

Francesco Moser con l’artista rotaliano Paolo Tait

tenebroso, di facile beva nella versione giovane (2021) con la marasca che delizia il palato.

 

Più complessa ed austera la Riserva “Rubro” 2018 con quelle note speziate di cioccolato e caffè che esaltano i grandi piatti della cucina trentina: carni, brasati e selvaggina.

Lo chef patron del Ristorante “Vecchia Sorni” Lorenzo Callegari lo ha proposto con la spalla di manzo, salsa al Teroldego e purè di sedano rapa.

 

Un gran piatto al pari dello sformato di zucca con crema al Trentingrana e sciroppo di mela cotogna proposto con il Gewürztraminer Maso Warth. In alto i calici.

 (GIUSEPPE CASAGRANDE)

 

 

 


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