
Graziano Merotto, il coraggio di distinguersi
A ottant’anni l’imprenditore presenta il suo Metodo Classico Rosé Pas Dosé 2022

Ottant’anni: un traguardo di vita. Ma anche tanta voglia di esserci. Anni di lavoro dedicati al vino di qualità, quello che si ricava dai vigneti delle colline del Prosecco, patrimonio Unesco. Che Graziano Merotto, pioniere nel variegato mondo delle bollicine, ha deciso di festeggiare presentando il Metodo Classico Pas Rosè 2022.
La storia di Graziano Merotto non è un semplice racconto di vita ma è soprattutto la lotta, tra successi e difficoltà, per realizzate il suo sogno e migliorare la produzione del vino.
Quel vino in origine non era il Prosecco, bensì un Metodo Classico da Pinot Nero in purezza.
Tutto inizia nel 1972 ed ha come scenario i dolci pendii collinari tra Col San Matino e Farra di Soligo.

Graziano Merotto parte con 1.400 metri di terreno coltivabile e l’ingrediente fondamentale: il coraggio, unito a una passione contagiosa, a un genuino entusiasmo e ad una visione su quello che doveva essere il futuro della produzione vinicola.
Questo connubio diventa il motore che porterà l’azienda ad affermarsi e soprattutto distinguersi nel panorama enologico italiano. 
Affascinato dal Pinot Nero, negli anni ’80 Graziano acquista le prime pupitres e si avvicina al Metodo Classico con umiltà realizzando pochissime bottiglie, quasi per consumo personale, lavorando personalmente e a mano le sue vigne seguendo una tradizione ricca di storia e conoscenze.
Il resto è, come si suol dire, storia. Nella sua intensa carriera, che continua con energia e successo, Graziano si è dedicato esclusivamente al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore raggiungendo risultati importanti.
Un traguardo che parte dalla proprietà di splendidi vigneti in tutta la denominazione che, oltre alla Glera di collina, contempla straordinarie vigne di Pinot Nero a Col San Martino, una rarità per l’area.
Il filo della memoria
Quest’anno Graziano Merotto festeggia una vita di lavoro, di sacrifici, di successi. Una carriera che vuole anche essere simbolo di una capacità di fare impresa e fare vino del territorio, nella quale anche altri produttori locali possano riconoscersi.
E che, al tempo stesso, diventa una testimonianza di ispirazione per i giovani e per quanti, oggi, vogliono iniziare a fare impresa nel settore del vino, tra quelle stesse colline. Per questo, in occasione del suo ottantesimo anno di vita, Graziano Merotto ha deciso di riallacciare un filo tra memoria e futuro con una rivisitazione del suo vino prodige.
Nasce così il Metodo Classico Rosè Pas Dosé 2022, da Pinot Nero in purezza, di cui ora si può degustare una piccola prima sboccatura. 
Un omaggio alle radici, alle sfide e alla famiglia (l’etichetta è dedicata a Rossella, che è stata preziosa compagna di vita e lavoro, di cui in etichetta si può leggere in sottofondo la desinenza del nome) nonché un testimone di valore per le imprese coraggiose del territorio.
Con il millesimo 2022, da uve Pinot Nero 100%, ha prodotto un Metodo Classico Rosé in tiratura limitata, il Pas Dosè 2022: 6.000 bottiglie insieme a qualche grande formato.
Il nuovo cammino del Metodo Classico a firma Merotto non vedrà esemplari del millesimo 2023 perché l’annata non ha avuto le caratteristiche adatte, per poi ripresentarsi con il millesimo 2024 attraverso un Metodo Classico bianco, a base di Pinot Bianco, Pinot Nero e un piccolo saldo di Riesling.
Il rinnovato impegno verso il Metodo Classico firmato Graziano Merotto evidenzia la volontà di dedicare solo le vendemmie migliori alla produzione di Metodo Classico, che potrà essere Bianco o Rosé o, in qualche annata, vedere entrambe le versioni.
Una piccola sfida, dunque, che vivrà a lato del cuore produttivo di Graziano Merotto che è e sarà sempre il grande Prosecco di collina.
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