La parola ai produttori

Franz Haas, quel vigneto lassù… dove volano le aquile!

Franz Haas, quel vigneto lassù... dove volano le aquile! Benvenuti al Maso Eggerhof (1.150 metri): qui nasce, in condizioni estreme, a due passi dal cielo,

Franz Haas, quel vigneto lassù… dove volano le aquile!

La degustazione a Maso Eggerhof (1.150 metri)

Benvenuti al Maso Eggerhof (1.150 metri): qui nasce, in condizioni estreme, a due passi dal cielo, lo spumante Blanc de Noirs (Pinot Nero) della cantina altoatesina. Era il sogno di Franz Haas che è diventato realtà.

In alto, sempre più in alto, a due passi dal cielo, proprio lassù… dove volano le aquile. Amici wine lover, benvenuti ad Aldino ai piedi delle imponenti cime gemelle del Corno Bianco e del Corno Nero. Benvenuti al Maso Eggerhof (1.150 metri). 

Agli inizi degli anni Duemila Franz Haas, vignaiolo con una lucida e lungimirante visione del futuro, aveva intuito che i cambiamenti climatici consigliavano di innalzare la quota altimetrica dei vigneti: dal fondovalle all’alta collina e poi ancora più su, in montagna. 

Altri esempi: Morgex, Cortaccia, Meltina, Passo della Mendola, Brentonico

Maso Eggerhof, Aldino (1.150 metri)- il vigneto, a due passi dal cielo, di Franz Haas

A proposito di alta quota, gli esempi non mancano: in Valle d’Aosta il vigneto Prié Blanc di Morgex (1.200 metri) ai piedi del Monte Bianco, in Alto Adige a Cortaccia (1.000 metri) il vigneto Feldmarschall di Müller Thurgau dell’azienda Tiefenbrunner.

Ed ancora, sempre in Alto Adige, al Passo della Mendola (1.250 metri) il vigneto dell’azienda Morandell Lieselhof di Caldaro e a Meltina sull’Altopiano del Salto (1.200 metri) la cantina Arunda di Josef Reiterer, la maison spumantistica più alta d’Europa che vinifica le uve che coltiva più in basso.

In Trentino, infine, a Brentonico, il vigneto Ert della famiglia Veronesi con la cantina a quota 1.050 metri sul versante trentino del Monte Baldo.

Spettacolare skyline sulla Val d’Adige e sulla Val di Fiemme

Franz Haas, marito di Maria Luisa Manna, è morto il 13 febbraio 2022, stroncato da un infarto. Aveva 68 anni

Ma torniamo ad Aldino (Aldein nella lingua locale). Il vigneto Eggerhof (quota altimetrica 1.150 metri), esposto a Sud con spettacolare skyline sulla Val d’Adige e sulla Val di Fiemme, oggi vanta una superficie vitata di un ettaro e mezzo di Pinot Nero, cloni francesi, impianto Guyot, densità 10 mila ceppi per ettaro.

A distanza di 25 anni – aveva visto bene Franz Haas – il terreno calcareo e il microclima (Maso Eggerhof gode di una luminosità straordinaria (qui il buon Dio regala oltre 4 ore di sole in più rispetto al fondovalle), si sono dimostrate le carte vincenti per realizzare una bollicina sapida, fresca, elegante.

Uno spumante leggiadro, di grande fascino con le bollicine che danzano spensierate nel calice, un bouquet di piccoli frutti di bosco (fragoline, ribes, lamponi), una sapidità minerale in bocca e una croccantezza invidiabili, con un finale vibrante.

Il brindisi al maso Eggerhof di Aldino alzando i calici al cielo 

Il Blanc de Noirs PN1150 annata 2019 di Franz Haas

Franz Haas aveva definito il Pinot Nero il “bianco tra i rossi”.

Le pupitres con le bottiglie del Blanc de Noirs metodo classico PN1150 in affinamento nella barricaia (foto Brian Vavassori)

Aveva ragione. Purtroppo non è riuscito a veder realizzato il suo sogno brindando in occasione del battesimo ufficiale del PN1150, il Blanc de Noirs, Pinot Nero in purezza, annata 2019, Dosaggio Zero, 60 mesi sui lieviti.

Lo abbiamo fatto noi (una pattuglia di giornalisti amici di Franz) nei giorni scorsi assieme all’enologo della maison, Stefano Tiefenthaler, e al direttore commerciale Andi Punter, alzando i calici al cielo, nel vigneto innevato di Maso Eggerhof. 

Quella frase scolpita in cantina, il testamento spirituale di Franz Haas

Maria Luisa Manna con il figlio Franz Haas VIII e la figlia Sofia Haas

Quel brindisi, a due passi dal cielo, è stato un momento davvero emozionante per tutti noi.

Maria Luisa Manna nella sala Riccardo Schweizer del Ristorante L’Orangerie del Manna Luxury Resort

Emozionante e al tempo stesso commovente, alla presenza del figlio Franz Haas VIII che ha voluto ricordare la frase del papà che è scolpita in cantina, il suo testamento spirituale.

“Dopo 40 anni di domande e 20 anni di sperimentazioni, ho fatto la mia scelta perchè desidero che tutto il nostro lavoro, i giorni e le notti che dedichiamo al nostro prodotto, si concludano sempre con un vino all’altezza del nostro impegno e delle nostre aspettative.

Questo è il mio cerchio perfetto: dalla vite fino all’ultimo giro di vite”.

La verticale di 4 annate del Pònkler e l’omaggio a Francesco Arrigoni

Ridiscesi a valle, abbiamo condiviso con Maria Luisa Manna, la compagna di una vita e musa ispiratrice di Franz Haas, l’emozione di brindare dapprima con il PN1150 e successivamente con alcune annate dell’altrettanto mitico Pònkler, il Pinot Nero nato da una promessa che Franz Haas aveva fatto a Francesco Arrigoni, il critico enogastronomico lombardo con il quale condivideva, oltre alla reciproca stima e amicizia, la passione per questo nobile vitigno.

 Arrigoni era rimasto folgorato dalla bellezza di quella località altoatesina, Aldino, e di quel vigneto circondato dai prati e dai boschi, con i caprioli che spesso –  racconta lo stesso Arrigoni – scendevano a farci visita. 

L’emblematica etichetta con il triangolo magico di Riccardo Schweizer

L’etichetta del Pinot Nero Pònkler disegnata da Riccardo Schweizer

All’epoca, assaggiando le prime bottiglie del Pònkler ingentilite dall’etichetta disegnata da Riccardo Schweizer (un’etichetta davvero iconica: un triangolo che rappresenta la montagna, la mano che raccoglie i grappoli e la clessidra che simboleggia il tempo), Francesco Arrigoni, emozionato, esaltò il Pònkler con questa espressione: “Eccolo il Pinot Nero con l’anima”. 

E’ l’anima che abbiamo ritrovato anche noi assaggiando alcune annate del Pònkler: il 2012, il 2016, il 2018, il 2020.

Diverse annate, diverse sfumature, ma tutte con un’identità ben precisa. Un vino dal colore brillante, un bouquet di piccoli frutti, ammaliante, con una piacevole nota balsamica, un corpo ricco ed equilibrato con dei tannini vellutati.

Un vino di straordinaria freschezza ed eleganza. Un vino dalla longevità infinita.

Il battesimo ufficiale al “Manna Resort” con un menu speciale

La presentazione del PN1150- a sinistra Franz Haas VIII, al centro l’enologo Stefano Tiefenthaler, a destra il direttore commerciale Andi Punter (foto Brian Vavassori)

Dopo il brindisi in quota con il Pas Dosè 2015, il battesimo ufficiale del PN1150 non poteva non avere una cornice più prestigiosa: “L’Orangerie”, il ristorante gourmet del Manna Luxury Resort di Doladizza, luogo del cuore di Maria Luisa Manna.

Maria luisa Manna con l’enologo trentino Stefano Tiefenthaler

Gli invitati, accolti dal maitre Robert Haas e dal sommelier Patrick Volcan, sono stati ospitati nella “Sala Schweizer” seduti allo stesso tavolo ovale di un’antica abbazia della Polonia.

Per l’occasione lo chef Andreas Pernter ha stuzzicato i commennsali con un menu degno dell’evento.

Andi Punter, direttore commerciale della Cantina Franz Haas, con Sofia Haas

Come saluto della cucina Pernter, con al fianco Marian Kalser, ha proposto uno stuzzicante involtino thai croccante accompagnato dal Petit Manseng 2023 della Cantina Franz Haas.

Squisiti i gamberoni grigliati con insalata di papaya, lime, peperoncino, coriandolo e arachidi, piatto abbinato al Manna 2024, lo storico blend di Riesling, Chardonnay, Gewürztraminer, Sauvignon Blanc e Kerner, che Franz Haas ha dedicato a Maria Luisa Manna.

Una bontà i Pressknödel con insalata di cappuccio e speck accompagnati dal Pinot Nero Classico della Cantina Franz Haas annata 2022.

Da standing ovation i ravioli con il brasato di agnello come ripieno, pecorino toscano, ragù di verdure ed erbe accompagnati dal Pinot Nero Schweizer 2022 della cantina Franz Haas.

Un trionfo di sapori anche la Pluma di maiale iberico grigliato, melanzane marinate al miso, jus di Merlot della casa e prugne, piatto abbinato al Merlot 2022 della Cantina Franz Haas.

Chiusura in dolcezza con la Mousse al cioccolato fondente, crumble alle mandorle e sorbetto ai frutti rossi, dessert accompagnato dal suadente Moscato Rosa 2024 della Cantina Franz Haas. Che  altro aggiungere? Semplicemente chapeau!

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)

Franz Haas

https://www.franz-haas.it/

 


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