Cantina del giorno

Casale del Giglio superstar a Londra

Casale del Giglio superstar a Londra Standing ovation per i gioielli della tenuta dell'Agro Pontino

Casale del Giglio superstar a Londra

Il Satrico, il blend di Chardonnay, Sauvignon e Trebbiano Giallo, della Tenuta Casale del Giglio.

Standing ovation per i gioielli della tenuta dell’Agro Pontino, l’azienda trasformata in paradiso enoico dalla famiglia Santarelli e dall’enologo trentino Paolo Tiefenthaler. Sul “red carpet” del 52° Meeting dell’European Hotel Managers Association hanno sfilato tre bianchi (il Satrico 2024, il Viognier 2024 e l’Anthium Bellone 2024) e quattro rossi: lo Shiraz 2023, il Petit Verdot 2021, il Matidia Cesanese 2023 e il Mater Matuta 2019.

“Standing ovation” a Londra per i vini d’autore della tenuta Casale del Giglio presentati in occasione del 52° Meeting dell’European Hotel Managers Association, il tradizionale appuntamento annuale dedicato all’hôtellerie internazionale. In veste di Global Partner, il sommelier di Casale del Giglio, Alessandro Troccoli, ha presentato agli ospiti – manager e professionisti dell’ospitalità – i gioielli aziendali: tre bianchi (il Satrico 2024, il Viognier 2024 e l’Anthium Bellone 2024) e quattro rossi: lo Shiraz 2023, il Petit Verdot 2021, il Matidia Cesanese 2023 e il Mater Matuta 2019.

La soddisfazione di Antonio Santarelli e del sommelier Alessandro Troccoli

Paolo Tiefenthaler con Antonio Santarelli nello stand di Vinitaly (foto Davide Ortombina)

L’iniziativa si è svolta all’interno di alcune tra le più iconiche strutture alberghiere londinesi, tra cui il Raffles London at The Owo, il The Dorchester, il The Savoy e il The Chancery Rosewood, contesti prestigiosi che hanno contribuito a valorizzare ulteriormente l’evento.

Alessandro Troccoli, il maestro sommelier della Tenuta Casale del Giglio

“La partecipazione al meeting dell’European Hotel Managers Association – ha dichiarato Antonio Santarelli – rappresenta per noi, ormai da tempo, una importantissima occasione di confronto con i principali protagonisti del settore e un’opportunità concreta per consolidare la presenza del nostro brand in queso canale.

Il nostro sommelier, Alessandro Troccoli, ha evidenziato il grande interesse riscontrato nei confronti delle etichette proposte sul red carpet, confermando il crescente apprezzamento per i prodotti della Tenuta Casale del Giglio in contesti internazionali di altissimo profilo.”

 

Una storia lunga 112 anni: parte da Amatrice e approda nell’Agro Pontino

Antonio Santarelli a Vinitaly con il giornalista Giuseppe Casagrande (Foto Davide Ortombina)

Casale del Giglio vanta una storia lunga 112 anni che parte da Amatrice e approda nell’Agro Pontino, in località Le Ferriere, provincia di Latina, 50 chilometri a sud di Roma.

In passato questo territorio rappresentava, rispetto ad altre zone del Lazio e di altre Regioni d’Italia, un ambiente vergine, tutto da esplorare dal punto di vista vitivinicolo. 

La storia di Casale del Giglio porta il nome del dott. Dino Santarelli, un visionario, e del figlio Antonio che, da bambino, nella tenuta di famiglia, trascorreva i fine settimana e si divertiva con le prime corse in motorino. 

La svolta a venticinque anni quando inizia a collaborare in azienda con papà. Ben presto Antonio si rende conto che il territorio dell’Agro Pontino poteva rappresentare un’area vergine su cui lavorare e dare il via ad una entusiasmente avventura.  

La visione lungimirante, 37 anni fa, del giovane enologo trentino Paolo Tiefenthaler

L’assenza di un “pedigree” enologico diviene così lo stimolo determinante per esplorare le espressioni più innovative dl pianeta vino.

Il Mater Matuta, lo storico blend rosso (Syrah e Petit Verdot) della Tenuta Casale del Giglio

Antonio chiama accanto a sé ampelografi e ricercatori universitari e nel 1985, con il padre Dino, dà vita ad un progetto che pone a dimora sui terreni aziendali 57 diversi vitigni sperimentali.

Un’avventura complessa e rischiosa, mai tentata con questa scientificità, di cui diviene interprete assoluto l’enologo trentino Paolo Tiefenthaler, ancora oggi colonna portante dell’Azienda con le sue 37 vendemmie.

Questo progetto ambiva, attraverso pratiche agronomiche ed enologiche mirate ed efficaci, a selezionare varietà caratterizzate da un alto grado di interazione qualitativa con il microclima dell’Agro Pontino. 

Casale del Giglio è stata dunque, fin dagli inizi, all’avanguardia nell’innovazione della viticoltura in Italia, investendo largamente nella ricerca che ha permesso di essere tra le prime Cantine a produrre vini monovarietali ed assemblati da vitigni internazionali che pochi impiegavano in Italia negli anni Novanta.

Sull’isola di Ponza la riscoperta e la valorizzazione della Biancolella

Il Satrico, il blend di Chardonnay, Sauvignon e Trebbiano Giallo, della Tenuta Casale del Giglio.

L’attività di ricerca e sperimentazione è stata poi estesa dal perimetro aziendale ai territori limitrofi ed ha permesso la riscoperta e la valorizzazione di particolari vitigni autoctoni del Lazio.

Il progetto di ricerca sugli autoctoni ha avuto inizio sull’isola di Ponza, 15 anni fa, ed ha permesso di riscoprire e valorizzare il vitigno Biancolella introdotto nell’isola nel 700 da coloni di Ischia inviati dai Borbone e far legname per il naviglio del Regno di Napoli. Il nome del vino è dedicato al Faro della Guardia, costruito nel 1886, che si erge maestoso sul lato meridionale dell’isola.  

Ad Anzio la riscoperta del Bellone, il vitigno che ama l’aria di mare

La storica etichetta dell’Anthium Bellone della Tenuta Casale del Giglio

Il secondo progetto è stato sviluppato nelle propaggini di Anzio, dove da sempre veniva coltivato il Bellone. I contadini di un tempo sostenevano che “il Bellone vuole sentire l’aria del mare” e gli studi sperimentali hanno confermato in pieno questo detto. Per tale motivo Casale del Giglio ha dedicato questo vino alla cittadina anziate. 

Le prime uve provengono infatti da un vecchio vigneto franco di piede (senza portainnesto), che permette la perfetta simbiosi tra vitigno, suolo e microclima del luogo. Dalle stesse uve viene prodotta anche una riserva di Bellone denominata “Radix”, affinata in tonneaux e successivamente in anfora e bottiglia.  

Il Cesanese e la collaborazione con l’Abbazia di Santa Scolastica a Subiaco

Il Biancolella Faro della Guardia prodotto da Casale del Giglio sull’isola di Ponza

Un ulteriore progetto è stato poi dedicato alla valorizzazione del Cesanese, vitigno a bacca rossa coltivato inizialmente in un vigneto di 30 anni a cordone speronato in gestione nella zona di Olevano Romano, a 500 metri sul livello del mare, caratterizzata da un terreno calcareo vulcanico con esposizione ad Est. Da queste uve nasce il Matidia Cesanese, nome che ricorda la nobildonna romana appartenente alla dinastia degli Antonini, venerata con il titolo di “Augusta”. Fu nipote dell’imperatore Traiano e suocera dell’imperatore Adriano. Alla sua morte nel 119 dopo Cristo, Adriano ne pronunciò l’orazione funebre e la divinizzò. Le sue statue erano presenti in tutto l’Impero. Le fu dedicato un tempio nel Campo Marzio a Roma, che doveva corrispondere all’attuale chiesa di Santa Maria in Aquiro in Piazza Capranica, luogo storico, molto caro alla Famiglia Santarelli in quanto lì ebbe inizio la loro attività di mercanti del vino nel 1924. 

L’interesse per questo vitigno autoctono ha portato l’azienda ad una intensa collaborazione con l’Abbazia di Santa Scolastica (Subiaco), per riappropriarsi della tradizione secolare di produzione di Vino & Olio in tali luoghi. 

Oltre a ciò, l’Azienda ha acquisito recentemente degli appezzamenti nel Comune di Affile per sperimentare il Cesanese in quota (700 metri). La finalità è quella di arrivare, fra qualche anno, alla produzione di una grande Riserva di Cesanese.

L’ultima sfida: ad Amatrice una bollicina con le uve Pecorino in purezza

Nell’aprile del 2018, infine, proprio là dove il terremoto del 2016 aveva colpito più duramente, tra Accumoli ed Amatrice, dopo lunghi anni di sperimentazioni, ha preso corpo il progetto del vitigno Pecorino con la messa a dimora di 5000 barbatelle su una superficie di circa un ettaro a 850 metri sul livello del mare, dislocato nella terra di confine tra il Lazio e le Marche. Da queste uve, Pecorino in purezza, elaborate con il tradizionale metodo classico nascerà uno spumante di grande finezza e dall’identità unica.  

Casale del Giglio è dunque un sogno di Famiglia che si è realizzato seguendo un percorso viticolo ed enologico rispettoso e coerente per il proprio territorio, per l’azienda e per i propri collaboratori, dimostrando che, selezionando le varietà idonee al terroir, si possono produrre vini con standard qualitativi confrontabili con le migliori aree vitivinicole italiane ed internazionali. 

Ciò, fra l’altro, ha portato nel tempo a conseguire alcune fra le più note certificazioni legate al tema della sostenibilità, fra cui, in ultimo, la Certificazione Equalitas, che ricomprende i tre “pilastri” della sostenibilità, non solo ambientale, a cui più spesso si presta attenzione, ma anche quello economico ed etico/sociale, rivolgendosi all’intera filiera del vino. Esso rispecchia appieno i valori in cui Casale del Giglio crede e che da sempre accompagnano la propria attività, delineando un percorso verso la sostenibilità in continua evoluzione.

In alto i calici. Prosit. (GIUSEPPE CASAGRANDE)


Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.
Pulsante per tornare all'inizio