Brindisi “rosa” con il Pinot Grigio delle Venezie


Sul podio dei vincitori il presidente del Consorzio Luca Rigotti ha consegnato al trionfatore del 109° Giro d’Italia Jonas Vingegaard il calice in vetro soffiato di Murano alto 65 centimetri.
L’opera unisce artigianalità, cultura e identità italiana in un simbolo pensato per celebrare non solo una vittoria sportiva, ma anche il legame fra tradizione ed eccellenza.
Un successo al di là di ogni più “rosea” aspettativa la partecipazione del Consorzio del Pinot Grigio delle Venezie all’edizione numero 109 del Giro d’Italia.
Lo ha ribadito in occasione della premiazione della maglia rosa nello scenario mozzafiato dell’antica Roma “Caput Mundi” il presidente del Consorzio Luca Rigotti.
Per la prima volta, quest’anno, sul podio accanto al “Trofeo Senza Fine” il vino ha assunto un ruolo di primissimo piano non solo come Official Wine della manifestazione, ma come uno dei simboli del Made in Italy.
Il grande calice in vetro soffiato realizzato dai maestri vetrai di Murano

Durante la cerimonia conclusiva, il presidente del Consorzio Luca Rigotti ha consegnato al vincitore il grande calice realizzato dai maestri vetrai di Murano.
L’oggetto non è stato un elemento decorativo, ma ha preso posto accanto al trofeo ufficiale, entrando direttamente nel rituale della premiazione.
L’opera presentata sul podio è un calice in vetro soffiato alto 65 centimetri, realizzato a bocca secondo l’antica tradizione dei maestri vetrai di Murano.
Il design riprende la spirale del Trofeo Senza Fine, reinterpretandola nelle tonalità rosa e oro, colori identitari della corsa. Si tratta di un pezzo unico pensato per accompagnare, e non sostituire, il trofeo: un doppio segno visivo che ha ridefinito il momento finale della gara.
Quando lo sport esalta la convivialità e promuove il consumo consapevole

Con questa nuova iniziativa il Pinot Grigio DOC Delle Venezie rafforza ulteriormente la propria presenza all’interno della più seguita competizione ciclistica italiana e tra gli eventi sportivi più amati al mondo, portando avanti un progetto ampio di valorizzazione del vino italiano all’interno di un contesto internazionale di enorme visibilità, attraverso un linguaggio nuovo, capace di dialogare con pubblici trasversali.

Dopo aver introdotto per la prima volta sul podio del Giro un vino bianco fermo per accompagnare il brindisi ufficiale dei campioni, il Consorzio completa quindi il proprio percorso di innovazione del cerimoniale della corsa rosa.
Una scelta che intende anche promuovere una visione contemporanea e responsabile del vino, associando ai valori dello sport anche quelli della convivialità, della qualità e del consumo consapevole, attraverso una Denominazione simbolo del Made in Italy nel mondo.
Luca Rigotti: “Artigianalità, eccellenza e identità italiana in un simbolo”

“Essere protagonisti del momento finale del Giro d’Italia significa entrare in uno dei rituali sportivi più riconoscibili e seguiti al mondo” ha dichiarato sul podio Luca Rigotti.
“Abbiamo deciso di farlo – ha aggiunto – attraverso un progetto capace di rappresentare al meglio il valore culturale del vino italiano e il nostro territorio (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonona di Trento) dove viene prodotto circa l’85% del Pinot Grigio nazionale e il 43% di quello mondiale.
L’opera realizzata unisce artigianalità, cultura e identità italiana in un simbolo pensato per celebrare non solo una vittoria sportiva, ma anche il legame fra la tradizione e l’eccellenza”.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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