
(Adnkronos) – “E’ possibile che l’aumento del prezzo dei biglietti aerei nei prossimi mesi sia nell’ordine del 10-15%”. Così Andrea Giuricin, economista dei trasporti dell’Università Milano-Bicocca, commenta all’AdnKronos gli effetti del caro carburante sul costo dei biglietti del trasporto aereo. “Bisogna naturalmente tenere conto – precisa il professore – di come varierà il prezzo dei carburanti nei prossimi 2-3 mesi: si tratta di una lettura che deve tenere conto delle variabili in gioco che sono politiche e legate al mercato”.
“Quello che ci si può aspettare – afferma Giuricin all’AdnKronos – è che, dato che il carburante incide per il 35% sui costi complessivi e che probabilmente le compagnie passeranno dai 700-800 dollari agli 1.100, nei prossimi 6-12 mesi ci possa essere un incremento del 40-50% della bolletta energetica delle compagnie aeree. Se fosse, per esempio, un aumento del 40%, considerando che i costi del carburante rappresentano il 35% del totale, questo significherebbe un incremento dei costi complessivi di circa 13-14 punti percentuali”, sottolinea.
“È possibile che le compagnie cerchino di recuperare parte di questi costi aumentando i prezzi dei biglietti anche del 20%, ma vedo uno scenario abbastanza competitivo e, probabilmente, siamo più nell’ordine di un aumento dei prezzi del 10-15% nel corso dei prossimi 12 mesi”. “Il trasporto aereo – spiega nel dettaglio Giuricin – vede le compagnie aeree destinare fino al 35-40% dei costi complessivi al cosiddetto jet fuel. Il prezzo del jet fuel è passato da circa 750 dollari, prima dell’inizio della guerra, a circa 1.700 dollari per tonnellata metrica e oggi si attesta ancora intorno ai 1.300 dollari. Abbiamo quindi un incremento di circa l’80%”.
Fino a oggi, afferma, “le compagnie aeree si sono protette attraverso l’hedging, cioè stipulando preventivamente contratti per acquistare il carburante a prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato. Il problema è che la durata della guerra, ormai arrivata a sei mesi, fa sì che questi contratti vadano progressivamente a scadenza. Le compagnie devono quindi tornare sul mercato per rifornirsi e lo fanno a prezzi sicuramente molto più elevati”.
“Quello che vedremo, quindi, è che nei prossimi mesi e probabilmente nel prossimo anno ci sarà un aumento dei prezzi dei biglietti aerei, dovuto proprio all’incremento dei costi che le compagnie aeree si trovano a sostenere”. “Anche nel trasporto marittimo la componente carburante ha un peso rilevante. In questo caso, l’andamento dei prodotti raffinati destinati al trasporto marittimo è cresciuto moltissimo negli ultimi mesi e, anche per questo settore, probabilmente assisteremo a un aumento dei prezzi dei biglietti nei prossimi mesi”.
“Questi sono quindi indubbiamente due settori particolarmente esposti. Meno colpito è invece il settore dell’alta velocità e, più in generale, quello del trasporto ferroviario. Dal punto di vista dei costi, infatti, si tratta di treni a trazione elettrica e quindi il costo dell’energia, pur essendo aumentato, non è cresciuto in maniera così significativa. Di conseguenza, la spesa per le compagnie ferroviarie è aumentata, ma non in modo così rilevante come per le compagnie aeree o marittima”.
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