All’Abbazia di Pomposa a pranzo con l’artista Granini gioia per gli occhi e per il palato

All’Abbazia di Pomposa a pranzo con l’artista Granini gioia per gli occhi e per il palato

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Metti un pomeriggio nella secolare Abbazia di Pomposa, a fianco di questa c’è un ristorante che è lì da sempre. Testi scritti di secoli scorsi lo attestano come stazione di posta e, in altri scritti, scambio di mercanzie e ristoro dei viandanti. Si narra che i romani avessero scelto il sito per far passare la mitica via Poppilia, mai scoperto il vero tracciato.

I tempi cambiano e nel secolo scorso la famiglia Succi Cimentini lo trasformano di fatto in ristorante, dove i turisti in visita all’adiacente Abbazia si possono ristorare con la cucina tipica del territorio.

Poi scellerati amministratori decidono di imbalsamare il sito e chiudono tutte le strade di accesso diretto al sito bloccando di fatto il turismo. Sicché, se uno vuole andare ai due ristoranti deve lasciare l’auto a circa un chilometro, idem per i turisti. Risultato i ristoranti hanno perso tutti i clienti di passaggio. Stanno su grazie all’ottima qualità dei due locali, che anche con tutti gli ostacoli riescono a continuare la loro attività.

Pasta fresca preparata con il mattarello
Caramelle di pasta fresca farcite con fagiano Specialità del ristorante Abbazia di Pomposa

Così la geniale idea di Emanuele Succi, patron del ristorante ha deciso di ospitare i quadri del grande pittore Granini, famoso e ben quotato tra gli estimatori dell’astrattismo. Una sensazione di calma e armonia pervade chi si siede nella sala dove sono esposte le opere che rende impagabile la piacevolezza di mangiare con grandi dipinti sulle pareti.

L’arte va al ristorante, potrebbe essere il titolo di una mostra in realtà è quanto succede ogni giorno al ristorante Abbazia di Pomposa.

Parlando con Granini, che ha esposto in Germania per tanti anni, ora alla veneranda età di 85 anni vuole trasformare il suo studio in un museo dell’astrattismo.

La domanda d’obbligo è cosa significano le tele? la risposta “molto semplice sono stati d’animo”.

Un quadro a prima vista può sembrare qualsiasi cosa che la nostra mente immagina, ma la volontà dell’artista è di trovare l’armonia, ogni pennellata deve avere un suo posto per dare serenità all’animo. Guardare un quadro non è solo un semplice esercizio di una funzione, deve dare soddisfazione a chi è di fronte all’opera.

I quadri esposti hanno notevole valore, da cinque a venti mila euro, ma per lui, i soldi non hanno grande valore, sono il riconoscimento di quanto esprime.

Mi racconta che a Ferrara ha esposto a Palazzo Diamanti ed ha riscosso grande plauso dal pubblico, ma i politici locali vogliono solo dei paesaggi facili da capire.

Attualmente le sue opere vanno in prevalenza in Germania e negli Usa dove i galleristi espongono e vendono.

In Italia gli amanti dell’astrattismo sono pochi, ma ciò è anche dovuto alla mancanza di sale espositive, infatti c’è un solo museo dedicato.

Ricapitolando le opere di Granini sono: gesti, movimenti, rapporti, colori e li accomuna tutti l’Armonia.

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