
A Farnese rivivono “Le avventure di Pinocchio”
Tra i vicoli del borgo medioevale set del film di Comencini. I sapori genuini dei cibi del territorio
Una meta che, raggiunta, ci fa tornare al mondo delle favole che aveva sempre un fine educativo. Chi non ricorda Pinocchio? La Fata Turchina? Il Grillo parlante?
O il Gatto e la Volpe?
Personaggi del libro di Carlo Collodi e dello sceneggiato “Le avventure di Pinocchio”, prodotto dalla Rai nel 1972, con la regia di Luigi Comencini.
Nella Tuscia laziale c’è un borgo medioevale che è stato scelto come set del film. E’ Farnese, sospeso su un roccione di tufo, non lontano dal lago di Bolsena e dalla Tuscia Toscana.
Il grande contrafforte che sostiene la rupe, le case in pietra, i boschi incontaminati tutt’intorno ne fanno un luogo capace di trasmettere forti emozioni. Fuori dei circuiti del turismo di massa, qui il tempo ha altre dimensioni.
A ricordare Pinocchio sono gli angoli dove Comencini ha girato le varie scene, scegliendo gli sfondi giusti per la scuola, il carcere, la casa di Geppetto.
Poi sono stati allestiti una mostra permanente e un percorso dedicati al celebre burattino.
Libri, oggetti, memorabiglia, video. Ma Farnese ha altro da mostrare e raccontare al turista.
Si accede al centro storico dalla ”Porta Nuova”, realizzata nel 1613, su una porta già esistente, da cui parte anche il Viadotto, che un tempo univa la Rocca, residenza della potente famiglia Farnese, alla “Selva” un giardino all’ italiana, oggi purtroppo scomparso.
All’ interno del Borgo (chiamato il “dentro” dagli abitanti ) si dipanano strade e vicoli di acciottolato, creando degli angolini suggestivi.
Da vedere i “pozzi da butto”, scavati direttamente nel tufo.
Il borgo è dominato dalla Rocca, una possente fortezza eretta nel XIII secolo.
Al suo interno, un dedalo di rampe, corridoi, scale e cortili, rimanda a un’atmosfera di altri tempi.
Salendo sulla cima della Rocca, si può godere di una vista panoramica mozzafiato sul borgo, sul lago di Bolsena e sulla campagna circostante.
Principale luogo di culto del paese, la Chiesa del Santissimo Salvatore presenta una facciata in stile romanico e un interno barocco ricco di opere d’arte.
Tutto il territorio di Farnese è immerso nella Riserva Naturale Regionale Selva del Lamone, un’area protetta che ospita una ricca varietà di flora e fauna.
Escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo permettono di immergersi nella quiete di questa oasi naturale e di ammirare paesaggi di rara bellezza.
Per questo Farnese è un borgo medievale che conquista con il suo fascino antico, la sua storia millenaria e la natura incontaminata.
Eccellenze Del Territorio
La buona tavola della tradizione gastronomica di Farnese va scoperta e gustata.
Tra formaggi tipici, stagionati e a pasta molle, porchetta preparata secondo un metodo tradizionale e bruschette di pane buono intrise nel delicato olio Evo Canino Dop e poi aromatizzate grattandoci sopra l’aglio rosso di Proceno.
Sapori genuini che i giornalisti ITP (Italian Travel Press) hanno avuto modo di apprezzare nella Casa di Caccia del borgo, grazie all’ospitalità dell’ Associazione Borgo di Pinocchio presieduta da Giorgia Gabriele, della Pro Loco e del Comitato Gemellaggio di Farnese.
La Società Agricola Olivicoltori di Farnese ha presentato un prodotto capace di racchiudere profumi intensi e un equilibrio perfetto tra amaro e piccante.
Accanto a questa realtà, spicca l’impegno dell’impresa agricola Olio dei Farnese della signora Bersani: una storia di determinazione e passione, che merita particolare attenzione perché guidata da una donna in un settore storicamente dominato dagli uomini.
La sua produzione si distingue per eleganza e carattere, testimoniando come competenza e visione possano superare ogni barriera culturale.
Non meno rilevante è l’Olio Noiano dell’Azienda Agricola Canci Filippo apprezzato per la sua purezza e per l’attenzione alla lavorazione artigianale, che preserva tutte le qualità organolettiche delle olive locali.
Altre eccellenze: la lenticchia di Onano Igp e la Ciliegia di Celleno ed il miele della Tuscia. Il percorso sensoriale è proseguito con i vini, altra eccellenza del territorio.
Podere Puellae ha conquistato i partecipanti con etichette come Mangiafuoco e Uve di Confine, capaci di raccontare la terra con intensità e struttura.
A completare l’esperienza enologica, la cantina Vigne del Patrimonio ha proposto vini come Cicognina e Ripatonna, espressione autentica di un territorio vocato e ricco di sfumature. Infine, non potevano mancare i formaggi della tenuta il Radichino, veri protagonisti della tradizione casearia locale.
Prodotti con metodi artigianali e materie prime di alta qualità, hanno saputo esaltare i sapori del territorio, offrendo un perfetto equilibrio tra gusto e genuinità.
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