Montefortiana, patrimonio di comunità

Dal 16 al 18 gennaio Monteforte d’Alpone è pronta ad accogliere migliaia di appassionati di corsa, di natura, di benessere e di gusto in un weekend ricco di eventi.
La Montefortiana nasce come una semplice corsa podistica non competitiva 50 anni fa a Monteforte d’Alpone in provincia di Verona.

Un paese oggi conosciuto non solo di essere il comune Italiano con il più alto indice di vigneto specializzato (circa 1800 ettari su poco più di 2000 in totale), non solo il suo splendido Palazzo Vescovile ed il suo vertiginoso campanile, non solo per essere il custode di alcuni dei Cru più suggestivi del Soave Classico come Foscarino, Froscà, Costalta, Tramenalto e Montegrande che ricamano un paesaggio vitato unico riconosciuto dal Ministero come primo paesaggio rurale storico Italiano, ma anche ed appunto per la sua originalissima corsa podistica la Montefortiana.

Una manifestazione che nei dieci lustri della sua storia si è evoluta da semplice corsa ad esperienza totale richiamando ogni anno nella cittadina oltre 20.000 persone appassionate dall’Italia e dal mondo per vivere intense giornate ricche non solo di salite e di paesaggi ma anche di gusto e di emozioni.

Una esperienza collettiva ed inclusiva che è considerata oggi un vero patrimonio dei valori di questa comunità.
Valori importanti e condivisi con tutti i paesi circostanti diventando catalizzatore propositivo di dialogo e collaborazione, tutti valori che potrebbero idealmente essere considerati un Patrimonio Immateriale non solo di questa comunità ma .. dell’Umanità.
Vediamone alcuni.
Storicità.

Il patrimonio immateriale deve avere una storia e una tradizione alle spalle, che lo colleghi al passato e lo renda significativo per la comunità.
50 anni vissuti intensamente continuando ad innovare senza perdere l’originale identità.
Unicità.
Il patrimonio immateriale deve essere unico e irripetibile, non replicabile o sostituibile.
Scindere questa manifestazione dal suo territorio sarebbe opera impossibile perchè è cresciuta e si è affermata proprio grazie a questo legame viscerale che la qualifica come un unicum irripetibile altrove.
Anche la maniacale e dettagliata organizzazione certifica la sua unicità, dall’articolata proposta di tanti percorsi diversi adatti a tutti agli storici e ristori che valorizzano tutti i piatti della tradizione gastronomica locale.
Autenticità.

Il patrimonio immateriale deve essere autentico e genuino, non contraffatto o alterato. Solo le centinaia di volontari che operano quasi tutto l’anno in maniera gratuita ed entusiastica per la miglior riuscita dell’evento testimoniano il profondo senso di autenticità e di appartenenza.
Integrità.
Il patrimonio immateriale deve essere completo e integro, non frammentato o danneggiato. Valore ampiamente riconosciuto con il paesaggio vitato del Soave riconosciuto come primo paesaggio storico italiano e primo sito italiano GIAHS per la FAO.
Un riconoscimento che abbraccia le tante comunità vicine come Soave, Montecchia di Crosara, Cazzano di Tramigna, San Bonifacio, Roncà e San Giovanni Ilarione .
Rilevanza culturale
Il patrimonio immateriale deve essere rilevante per la cultura e la comunità che lo custodisce, e deve riflettere i valori e le tradizioni di quella comunità.
La Montefortiana fa camminare insieme migliaia di persone che arrivano da tanti paesi, anche dall’estero, una esperienza sicuramente culturale che mette insieme storie e sensibilità diverse, coinvolgendo ogni fascia di età.
Per esempio la Passi nel tempo, una passeggiata storico culturale sul percorso dei 10 capitelli, rileggendo le tradizioni locali, la storia ed i luoghi più segreti incontrando testimoni e custodi.
Trasmissibilità.
Il patrimonio immateriale deve essere trasmissibile alle generazioni future, attraverso la trasmissione orale, la pratica o la documentazione.
Da questo punto di vista c’è una attenzione quasi maniacale alle nuove generazioni coinvolgendo sistematicamente alunne e alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Monteforte e dei paesi vicini.
Coinvolgendo genitori e insegnanti nella Marcia “per il sorriso dei bimbi”: un percorso di 5 km per i più giovani, mentre gli adulti possono affrontare i 10km del percorso circolare dei “10 Capitelli”.
II ricavato della corsa, come ogni anno viene devoluto alle iniziative dei frati Camilliani nel mondo, un modo per trasmettere ai ragazzi l’importanza sia dell’attività fisico e della solidarietà sociale.
Diversità.
Il patrimonio immateriale deve riflettere la diversità culturale e la ricchezza delle tradizioni e delle pratiche di diverse comunità.
Aver implementato in questa manifestazione ogni espressione sociale e culturale del comprensorio di fatto rende la Montefortiana assolutamente diversa ed originale.
Aver collegato storia, memoria, economia salute e sport la qualifica come un evento allo stesso tempo simbolico ed unico.
Valore simbolico.
Il patrimonio immateriale deve avere un valore simbolico e rappresentativo per la comunità, che lo rende importante e significativo.
La Montefortiana è collegata direttamente alla storia del paese, si tiene infatti da sempre e con qualunque situazione meteo in occasione della ricorrenza del patrono del Paese San Antonio Abate cui è dedicata la suggestiva chiesetta che da oltre mille anni veglia sul paese.
E di questa millenaria storia ne ha acquisito ed alimentato nel tempo il valore.
Valore educativo.
Il patrimonio immateriale deve avere un valore educativo, che possa insegnare e trasmettere conoscenze e competenze alle generazioni future.
Il coinvolgimento delle giovani generazioni è da sempre al centro di questa esperienza, tante iniziative e tante gare sono indirizzate a loro.
Alla marcia è associato il concorso di disegno che mette in palio, per i primi classificati (prima/o della scuola primaria e prima/o della scuola secondaria di primo grado).Il tema scelto in questa edizione, è “Lo sport, fonte di salute e pace”.
Gli elaborati più significativi raccolti saranno esposti e i vincitori premiati.
Valore economico.
Il patrimonio immateriale può anche avere un valore economico, generando entrate e opportunità di sviluppo per la comunità.
Tutti i percorsi dai più semplici ai più impegnativi si snodano in un paesaggio che anche se declinato nella stagione invernale conserva un suggestivo fascino e comunica in maniera immediata il legame di questa comunità con la vite, il ciliegio e l’olivo.
Una comunità alacre e laboriosa che di agricoltura vive in una simbiosi virtuosa con la natura perchè sa che questa collaborazione alimenta il futuro.
Questi sono i valori importanti per la conservazione e la valorizzazione di un patrimonio immateriale dell’umanità, riconosciuti dall’UNESCO nella Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale del 2003.
A questi la Montefortiana può aggiungerne altri come la solidarietà, la condivisione e l’inclusione sociale.
Va inoltre ricordato il costante impegno nel portare questi valori nel mondo attivando collaborazioni con le più importanti maratone a livello internazionale come New York e Taipei ed una viscerale sensibilità per la Biodiversità premiando recentemente con il Premio Nazionale Grappolo d’Oro Clivus Telmo Pievani e G.R.A.S.P.O. per l’impegno nel recupero della biodiversità viticola e nella divulgazione di saperi che coniugano tradizioni, ricerca e sostenibilità per il futuro della viticoltura
Sulla base di questi valori oggi tra i tanti Patrimoni immateriali Italiani riconosciuti dall’Unesco troviamo l’Opera dei Pupi Siciliani, Il Canto a Tenore Sardo, la Dieta Mediterranea, le Feste delle Grandi Macchine a Spalla, la Vite ad Alberello di Pantelleria, l’Arte dei Muretti a Secco, la Falconeria , la Transumanza, l’Arte Campanaria Tradizionale e tanti altri.
Perchè allora non provare a festeggiare la prossima 50ma edizione della Montefortiana con una bella candidatura?
Intanto nell’attesa prepariamoci per i prossimi tre giorni di Venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 gennaio per la 49ma edizione della Montefortiana.
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