Al via il Salone del Gusto di Torino 2026

Abbinato a Terra Madre celebrerà il quarantennale di fondazione del movimento Slow Food. L’inaugurazione ufficiale al Teatro Regio con Sergio Mattarella. Sarà la prima edizione senza la presenza fisica del mitico Carlin Petrini. Sono attesi cuochi, contadini, artigiani del cibo, studiosi, artisti e giornalisti da tutto il mondo.
Correva l’anno 1986: l’Italia viveva lo scandalo del metanolo, che, nella sua drammaticità, diede slancio al “Rinascimento” del settore vitivinicolo nella direzione di una qualità che oggi è riconosciuta nel mondo.
Lo stesso anno a Bra, in provincia di Cuneo (comprensorio del Roero) nasceva Slow Food, il movimento fondato da Carlin Petrini, che lentamente avrebbe influito in maniera determinate, in materia di cibo e vino, sull’industria alimentare e sulla politica mondiale.
Questo legame sarà celebrato a Terra Madre Salone del Gusto 2026, di scena dal 24 al 27 settembre, nellle piazze del centro storico della Città di Torino, dove è atteso anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che giovedì 24 settembre inaugurerà ufficialmente Terra Madre al Teatro Regio di Torino.
Sarà la prima edizione senza la presenza fisica del mitico Carlin Petrini

Sarà la prima edizione senza la presenza fisica di Carlin Petrini, scomparso il 21 maggio 2026 all’età di 76 anni, e per questo sarà anche la prima occasione per raccoglierne e tramandarne, anche simbolicamente, la grande eredità culturale.
Perchè se è vero che il fondatore Slow Food non morirà, ma la sua memoria resterà per sempre impressa nel più importante movimento mondiale nato dal basso e nella sua “utopia” di un mondo fondato sul cibo buono, pulito e giusto, Terra Madre Salone del Gusto 2026 (sedicesima edizione) celebrerà 40 anni dalla fondazione della “Chiocciola” nel ricordo, non nostalgico ma evocativo, di uno tra i più grandi gastronomi ed intellettuali di sempre.
L’evento è organizzato da Slow Food con la collaborazione della Regione Piemonte e della Città di Torino e il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura e dell’Ismea. Nelle quattro giornate di incontri dedicati al percorso dell’associazione e alle sfide dei prossimi decenni, il Salone del Gusto Terra Madre racconterà quarant’anni di storia del movimento, di idee, di comunità, di biodiversità e di cambiamenti.
Attesi cuochi, contadini, studiosi, artisti e giornalisti da tutto il mondo

Contadini, cuochi, studiosi, attivisti, giornalisti, scrittori, artisti e protagonisti della rete Slow Food si alterneranno in una conversazione aperta sul percorso dell’associazione, su ciò che è cambiato, su ciò che è stato salvato e sulle sfide ancora da affrontare.
Un racconto corale affidato alle voci di chi, in questi quattro decenni, ha contribuito a costruire un movimento oggi presente in oltre 120 Paesi, che ha trasformato il modo di parlare di agricoltura, ambiente e gastronomia, dimostrando come il cibo possa diventare uno strumento per comprendere il presente e costruire un futuro buono, pulito e giusto.
Aprirà il programma la presentazione dei 18 Atlanti dell’Arco del Gusto
Tra gli appuntamenti segnalati, ad aprire il programma, giovedì 24 settembre, è il panel “I semi del futuro”, dedicato alla presentazione dei 18 Atlanti dell’Arca del Gusto delle regioni italiane, progetto fortemente voluto da Carlo Petrini che raccoglie trent’anni di ricerca sulla biodiversità e sui saperi che hanno plasmato territori e culture gastronomiche del Paese.
Poi “Il futuro è già qui” metterà in dialogo Luciana Castellina, giornalista e storica militante della sinistra italiana, con giovani contadini, pastori e studenti della rete di Slow Food Italia, moderati da Massimo Cirri, storica voce radiofonica di Caterpillar su Rai Radio2.
La giornata di venerdì 25 settembre inizia con “Le radici di un’alleanza”, un viaggio che spazia dalla storia delle cucine italiane alle pratiche dei cuochi dell’Alleanza Slow Food.
Ad intervenire Massimo Montanari, storico dell’alimentazione e professore all’Università di Bologna, insieme a Tiziana Favi, cuoca dell’Alleanza Slow Food, Piero Alciati, chef e gestore del ristorante Guido alla Tenuta Fontanafredda, Federica Mignacca, pizzaiola dell’Alleanza Slow Food, Katia Zanghì, cuoca e docente dell’Istituto alberghiero di Messina, e Walter El Nagar, cuoco dell’Alleanza Slow Food e fondatore dell’esperienza del Refettorio Geneva.
Grande attesa per l’evento Slow Food dedicato all’orto come terzo paesaggio
Seguirà poi uno dei progetti educativi più importanti del movimento, capace di ricostruire il legame tra persone, comunità e terra: gli Orti di Slow Food, con il dibattito dedicato “L’orto come terzo paesaggio”. A parlarne saranno Anna Kauber, regista e documentarista, autrice del film “In questo mondo” dedicato alle donne pastore italiane, Roberta Mazzanti, studiosa e critica letteraria, e Rita Tieppo, ex docente e protagonista del progetto.
Sabato 26 settembre il programma prenderà il via con “Alle radici del Gusto”: in un mondo globalizzato, dove chi alza frontiere sembra essere l’alternativa, un momento per interrogarci su cosa significhi davvero sovranità alimentare, insieme a Benedetta Gori, ricercatrice nell’ambito della conservazione vegetale e dell’etnobotanica, Mary Valeriano, vincitrice dell’edizione 2026 del “Concorso letterario nazionale Lingua Madre – Racconti di donne non più straniere in Italia”, Duncan Okech, alunno dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, autore del libro “Tieni il tuo sogno seduto accanto a te”, Mareme Cisse, originaria del Senegal e fondatrice del ristorante Ginger-people&food, ad Agrigento, Chiocciola della guida Osterie d’Italia di Slow Food Editore e ristorante dell’Alleanza Slow Food.
Si prosegue con “40Pod”, un racconto corale attraverso le voci dei protagonisti e dei grandi autori della comunità Slow Food che ripercorre idee, battaglie e intuizioni che hanno accompagnato il movimento dalla sua nascita fino a oggi, insieme a Mario Calabresi, giornalista e scrittore, cofondatore e direttore di Chora Media, società di produzione di podcast.
L’influenza di Slow Food sul design, sull’architetura e sulla moda
Nel pomeriggio di sabato 26 settembre si parlerà di “Design del Gusto” incentrato su come la visione di Slow Food abbia saputo influenzare nel tempo anche ambiti apparentemente lontani dal cibo: dal design all’architettura fino alla moda, contribuendo a immaginare nuovi equilibri tra estetica, sostenibilità e responsabilità. A dibatterne Fulvio Marino, panificatore e mugnaio piemontese, Dario Casalini, presidente di Slow Fiber, Gloria Lucchesi, coordinatrice della Comunità Slow Food della Cassetta di cottura di San Casciano dei Bagni e Mona Caron, artista conosciuta per i suoi grandi interventi murali dedicati al mondo vegetale. A seguire “Un’altra idea di mondo”, un confronto sulla capacità di Slow Food di proporre non soltanto un’altra idea di cibo, ma una diversa visione della società e del futuro con gli interventi di Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, l’attore e comico Paolo Hendel e Marco Noferi, scrittore, contadino e attivista Slow Food.
L’eredità culturale di Carlin Petrini: “Seminare utopia per raccogliere realtà”
L’ultima giornata, domenica 27 settembre, si aprirà con “Slow Food Story”, incontro dedicato alla storia dell’associazione attraverso il primo film documentario interamente dedicato a Slow Food, realizzato nel 2013 dallo sceneggiatore e regista Stefano Sardo. Con lui ripercorrono le tappe del movimento Francesco Amato, regista documentarista, Carlo Mazzoleni, presidente della Società Valli del Bitto e voce dello Storico Ribelle, Presidio Slow Food, Galdino Zara, storico attivista e cuoco dell’Alleanza Slow Food, Valentina Gucciardo, animatrice degli Orti Slow Food e Gigi Padovani, giornalista e scrittore torinese autore, tra gli altri, di “Slow Food, storia di un’utopia possibile” con Carlo Petrini.
Seguirà il momento dedicato alla terra e alla musica per raccontare, tra parole, suoni e tradizioni popolari, la ricchezza delle culture e il legame profondo tra comunità e territori. Si alterneranno Roy Paci, trombettista e musicista siciliano, Pippo Bessone, autore e voce storica dei Trelilu, l’attore Luca Occelli, l’antropologo ed etnomusicologo Ettore Castagna e Sonia Totaro, vocalist dei progetti musicali di Eugenio Bennato, ricercatrice di musica popolare ed etnomusicologia.
Chiuderà il programma, domenica 27 settembre, nel pomeriggio, “Buono, pulito e giusto”, un invito a continuare a “seminare utopia per raccogliere realtà”, nel segno dell’eredità culturale di Carlo Petrini. Il racconto è affidato a Moni Ovadia, attore, cantante e drammaturgo, punto di riferimento per il teatro yiddish e la musica klezmer in Italia e Lella Costa, attrice e scrittrice, tra le voci più note del teatro di narrazione italiano.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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