
La formula è quella di rito, ripetuta mille volte, uno standard ormai nella diplomazia, usato al termine di colloqui tra capi di Stato, e non solo: “E’ stato un incontro positivo e produttivo”…Poi di solito, si lascia trapelare solo una minima parte, quella concordata tra i partecipanti. E’ stato così anche ieri, al termine dell’incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente americano Donald Trump, a New York all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Due o tre le notizie riferite alla stampa. Una su tutte: la disponibilità offerta dal leader ucraino a incontrare Putin, sulla quale è arrivata oggi la risposta di Mosca.
Ma mentre Zelensky è negli Stati Uniti, all’alba si è registrato l’ennesimo attacco russo con droni su Kiev, con incendi in diversi quartieri e la sospensione del servizio ferroviario della città. Attaccata anche una nave mercantile nel porto di Odessa, morto il capitano dell’imbarcazione. Ricordiamo che sono almeno 226 le navi, tra civili e mercantili, colpite nel Mar Nero dall’inizio del conflitto, e ben il 70% degli attacchi, ovvero 163, si è verificato nei primi otto mesi di quest’anno.
Intanto un elicottero russo ha violato lo spazio aereo polacco, caccia in volo. Sono decollati immediatamente i caccia, mentre le forze di terra e i mezzi sono rimasti in stato di allerta.
Infine, l’Unione Europa ha chiesto all’Ucraina di procedere con le riforme chiave, quali “lotta alla corruzione” e le misure sullo “stato di diritto, affinchè possa andare avanti il programma di aiuto finanziario Ue: “se tali riforme potessero essere attuate e adottate nel 2026 potrebbero sbloccare 20 miliardi di euro di sostegno al bilancio”, ha fatto sapere un portavoce della Commissione Europea.
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