I Viaggi di Graspo

Vittorio Falamischia, la Dorona murata e risorta

Vittorio Falamischia, la Dorona murata e risorta

Vittorio Falamischia, la Dorona murata e risorta

Vittorio Falamischia mostra la sua Dorona “murata”

La Dorona è sicuramente uno dei vitigni più identificativi del Veneto tanto che il suo nome completo e corretto è Dorona di Venezia. 

Ma per parlare con competenza e consapevolezza della Dorona occorre essere molto preparati, molto bravi ed anche un po’ coraggiosi.

È una varietà che come Venezia stessa è più nota che conosciuta.

Grappolo di uva Dorona

Curiosità, interesse e a volte fortuna non potevano tenerci lontani però da questo vitigno, che soprattutto negli ultimi anni è diventato una varietà iconica nella ricca piattaforma ampelografica del Veneto.

È una varietà di cui non è difficile reperire notizie in rete o nella bibliografia classica ma proprio questo ci deve stimolare ad una maggiore e più determinata attenzione.

Il registro ufficiale del ministero riporta che con nomi diversi, la Dorona era già coltivata nel 1800 un pò in tutto il Veneto ma più recentemente è stata reperita solo sui Colli Euganei in provincia di Padova , in singolari accessioni in provincia di Verona ed in alcune isole della laguna veneta.

Sui Colli Berici con il nome Dall’oro è stata inoltre catalogata e descritta nel 1999 da Costacurta e Cancellier.

Venezia, Padova, Vicenza e Verona sono quindi gli areali originari di questa varietà che nel suo percorso

La dimensione del ceppo alla base

storico è stata spesso confusa ed assimilata ad altre, cosa successa anche a noi quando cui siamo trovati di fronte alla grande vite murata in casa di Vittorio Falamischia in Via Brazzetto a Begosso di Terrazzo nel Basso Veronese.

La prima segnalazione è arrivata da un viticoltore della zona Luigino De Togni instancabile e storico presidente del Consorzio doc Merlara.

Vittorio classe 1941 ci racconta la storia di questa vigna:

”..so per certo-dichiara- che la vigna ha 130 anni perché è stata piantata da Marietta Girolo che era la bisnonna di mia moglie Castiglioni Luciana al suo ritorno dall’America dove era emigrata da piccola con la famiglia attorno al 1870. 

Non era ancora iniziato il 900 quando tornarono e fino al 1964 la pianta vicino alla casa è stata seguita da lei. 

Mio suocero Castiglioni Alberino da questa pianta faceva il vino per tutto l’anno, ma era utilizzata anche come uva da mangiare. 

La forza di una vite che esce dal muro

Nel 1986 abbiamo deciso di allargare la casa proprio nella direzione del portico dove si trovava la vite, non abbiamo avuto il coraggio di sradicarla per cui l’abbiamo sostanzialmente murata lasciando la chioma uscire dal primo piano, 

una potatura forzata qualche anno dopo sembrava averla compromessa ma dopo un pò abbiamo visto un nuovo germoglio e da allora la vigna non ha sbagliato una stagione con produzione regolare e grandi grappoli, non sapevamo però che varietà era.

” Solo l’analisi del DNA su prelievo fatto da Graspo ha permesso di stabilire che la vigna murata è la Dorona, la vendemmia 2022 ha prodotto circa 35 litri di vino che sta promettendo molto bene.

Il viaggio continua….

Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi

Foto di Gianmarco Guarise

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