
Storie di patriarchi, profeti ed eroi

Al prossimo Vinitaly Aldo Lorenzoni presenterà il sesto volume del Gruppo di ricerca Graspo sui custodi dei vitigni rari a rischio di estinzione. Un’opera monumentale (e benemerita) che ha coinvolto le università e numerosi Centri di Ricerca. Un viaggio affascinante che racconta storie di autentico eroismo.

Nei nostri servizi giornalistici sul pianeta vino abbiano parlato più volte di vitigni rari a rischio di estinzione. In particolare abbiamo incoraggiato l’opera encomiabile di Graspo, il Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e la Preservazione dell’Originalità viticola, da anni impegnato con entusiasmo sul fronte della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio vitivinicolo italiano.
“La sfida per il 2026 si è ulteriormente alzata – ha dichiarato l’enologo Aldo Lorenzoni, il cuore pulsante dell’Associazione – coinvolgendo tutti i centri di ricerca che operano in Italia. Lo abbiamo fatto con un progetto che per la prima volta mette in evidenza i risultati di questi preziosi studi sul fronte della ricostruzione del pedigree di tutti i vitigni italici, abbracciando tutte le regioni del BelPaese con testimonianze originali di straordinario eroismo viticolo.”
Un’opera monumentale che ha coinvolto università e numerosi centri di ricerca
In questa opera corale sono state coinvolte le Università di Torino, Milano, Verona, Udine, Bologna, Piacenza, Pisa, Ancona, Basilicata, Tuscia, Catania, Venezia e i più prestigiosi Centri di Ricerca: Crea di Conegliano, Arezzo, Turi, Velletri, il Cnr di Torino, la Fondazione Edmund Mach di San Michle all’Adige, il Centro altoatesino di Laimburg, Veneto Agricoltura, Armap, Arsial, Agris, Crsfa.
“Alla luce del grande lavoro di ricerca fatto in questi anni – ha aggiunto Aldo Lorenzoni – abbiamo maturato la decisione di realizzare una nuova pubblicazione che facesse sintesi della ricca biodiversità viticola esistente in Italia e dello stato della ricerca sul fronte dell’identità genetica non solo dei vitigni più noti, ma di tutta la realtà viticola Italiana.
Il sesto volume, un viaggio affascinante che racconta storie di autentico eroismo

Il sesto volume dell’Associazione Graspo “Vititigni Rari Italiani. Storie di Patriarchi, Profeti ed Eroi” non è un elenco o catalogo di vitigni a rischio estinzione, ma un’esperienza immersiva in questo mondo poco conosciuto attraverso un viaggio ideale che tocca tutte le regioni italiane.

“Un viaggio fatto di storie di autentico eroismo – racconta Aldo Lorenzoni – se parliamo dei tanti viticoltori custodi incontrati, ma anche un racconto di quanto gli ampelografi di tutta Italia hanno fatto per identificare e preservare questi vitigni.
Evidenziando ove possibile le aziende pronte a valorizzarli rigenerando il loro approccio ad una sostenibilità vera e facilmente misurabile perché la vera sostenibilità in vigna parte dalla tutela e dalla salvaguardia della biodiversità viticola di ogni territorio.”
Il volume è suddiviso in 28 capitoli distribuiti su oltre 350 pagine con dettagliate illustrazioni a colori di tutti i vitigni incontrati lungo tutta la Penisola. Un’esperienza collettiva che ha coinvolto oltre 40 diversi autori tra Ricercatori, Università e Giornalisti.
Dalla Lessinia alla Sicilia, le appassionate ricerche alla scoperta dei vitigni perduti

“Tra le tante forme di divulgazione oggi possibili, raccogliere in un libro incontri, risultati e nuove progettualità per Graspo è stata un’occasione fondamentale per non disperdere l’incredibile mole di esperienze e di informazioni che abbiamo vissuto” confessa Lorenzoni.
“Così, dopo le prime cinque opere che hanno, di anno in anno, testimoniato tutto il nostro percorso, dalle prime indagini in Alta Lessinia ai più recenti progetti di ricerca attivati in Sicilia e in numerose regioni italiane, abbiamo voluto focalizzare in questa nuova opera, l’importanza della ricostruzione del pedigree di ogni singolo vitigno quale nuovo strumento per generare, territorio per territorio, un nuovo suggestivo racconto sul vino italiano.”

“L’analisi del DNA si è rivelata infatti uno strumento potente non solo per accertare l’identità genetica di ogni singola cultivar, ma anche per realizzare studi sulla migrazione e sui pedigree dei vitigni, consentendo di ricostruire il percorso di molte delle varietà attualmente coltivate e di capire l’evoluzione delle piattaforme ampelografiche locali, consentendo spesso di riscrivere la storia viticola di regioni e territori.”
“Se però oggi la scienza consente di conoscere e capire meglio identità e legami individuando quali siano i vitigni fondativi veri e propri Patriarchi da cui si sono originate nel tempo le migliaia di varietà ad oggi note, non meno importante in questo percorso di conoscenza è il ruolo di alcuni produttori curiosi e di ampelografi e ricercatori lungimiranti che come dei Profeti sono portatori di nuove conoscenze, di visioni e cambiamento. Allo stesso tempo tutta questa consapevolezza servirebbe a poco se rimanesse prigioniera nei campi di conservazione e nei centri di ricerca. Servono quindi Custodi-Eroi, curiosi innovativi e coraggiosi che si facciano carico per primi della cura e conservazione di ogni singolo vitigno. Patriarchi, Profeti ed Eroi sono quindi le parole chiave di questo racconto.”
Patriarchi, Profeti ed Eroi sono le parole chiave di questo straordinario viaggio

I Patriarchi, come gli alberi antichi con radici profonde, sono i padri e i pilastri di una famiglia o di una comunità, sono i capostipiti ed i maestri da cui trarre esempio, sono i custodi di memorie di tradizioni. Nel nostro caso sono proprio quei pochi vitigni fondativi che attraversando tutta la nostra penisola hanno nel tempo alimentato e definito il nostro incredibile patrimonio ampelografico.
I Profeti sono coloro che interpretando il presente indicano la via per un nuovo futuro, sono i visionari concreti che invitano a cambiare prospettive ed atteggiamenti, sono critici illuminati che come un faro nella notte indicano il percorso da fare. In questo caso ricercatori e Istituzioni che non si accontentano di gestire il già noto ma dei veri battistrada competenti e curiosi costantemente assetati di sapere.
Gli Eroi sono i campioni del coraggio, della generosità, della perseveranza e della determinazione, i difensori oltre ogni speranza di nobili cause, gli esempi ed i modelli da seguire. Per noi oggi i veri eroi sono quei produttori custodi di vitigni rari, in ogni regione italiana, fortemente convinti che questi vitigni possano rappresentare un giorno non solo la vera identità del loro territorio ma un’occasione concreta di rigenerazione territoriale.
Graspo, il gruppo di ricerca nato dalla passione di tre enologi del Veneto

Se l’Italia rappresenta il paese del vino con il maggior numero di vitigni e quindi con la massima espressione di biodiversità viticola, potrebbe sembrare inutile o superfluo continuare a ricercare ulteriori testimonianze di vitigni dispersi nella sua storia. Questa diversità è però oggi minacciata da un’emergenza climatica che rischia di portare ad una pericolosa omologazione dei vini privandoli delle loro principali peculiarità distintive.
Proprio partendo da questa riflessione opera oggi Graspo, ovvero il Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e la Preservazione dell’Originalità e biodiversità viticola. Un’associazione nata da un’idea di tre enologi veneti (Aldo Lorenzoni, Luigino Bertolazzi e Giuseppe Carcereri de Prati) con la passione per la ricerca attiva sul fronte del recupero di antichi vitigni abbandonati nella convinzione che la Biodiversità può essere una risorsa importante per il futuro della viticoltura, sia in chiave di cambiamento climatico sia per una migliore diversificazione dei vini anche in una proiezione prettamente commerciale.
Se le istituzioni preposte ed i centri di ricerca sono attualmente molto impegnati sul fronte dei vitigni resistenti, l’associazione sta verificando con rilievi sul campo e microvinificazioni le peculiari caratteristiche dei vitigni considerati perduti per verificarne le potenzialità, sia in purezza che come supporto ai vitigni storici. Un’operatività che, partita inizialmente dal Veneto si è poi allargata a tanti territori Italiani identificando varietà ed areali dove il recupero di una attenzione alla biodiversità viticola può essere strategica per delineare nuove prospettive produttive in contesto oggi piuttosto omologato.
Graspo, oltre alle analisi del Dna, effettua ogni anno un centinaio di microvinificazioni
Un percorso che ha previsto una puntuale ricerca bibliografica, una validazione prima ampelografica e poi anche genetica delle varietà, lo studio del territorio su cui sono stati reperite, l’identificazione dei produttori custodi, il costante e puntuale monitoraggio fenologico, una sintetica descrizione ampelografica ed a seguire tutte le operazioni di raccolta, di vinificazione, di analisi e di imbottigliamento. Ogni anno sono oltre un centinaio i vitigni microvinificati di cui al maggior parte in esclusiva mondiale, ad oggi sono stati fatti oltre 250 analisi del DNA con il risultato di aver per primi scoperto oltre 20 vitigni assolutamente fino ad oggi sconosciuti.
Per le varietà più interessanti si sono anche prelevate le marze per analizzarne, nel prossimo futuro, il loro comportamento nei diversi areali, conoscenze condivise in tanti incontri con Istituzioni, giornalisti e produttori.
Un’avventura quasi quotidianamente raccontata nei primi 5 libri di Graspo e nei reportage puntualmente pubblicati in testate e riviste di settore.
Il sesto volume di Graspo firmato da Aldo Lorenzoni “Vititigni Rari Italiani. Storie di Patriarchi, Profeti ed Eroi” sarà presentato al prossimo Vinitaly (dal 12 al 15 aprile) nel nuovo stand riservato all’area Amphora Evolution (padiglione 8 del quartiere fieristico di Verona).
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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