
“A causa del fatto che i bambini hanno un’esperienza immunologica limitata, dopo aver esaurito gli anticorpi della mamma trasmessi attraverso la via placentare, le infezioni, soprattutto respiratorie, sono molto frequenti. La stragrande maggioranza di queste infezioni sono di natura virale, quindi non è necessario utilizzare antibiotici, se non in alcuni casi selezionati. Questo è molto importante perché in Italia, come in altri Paesi, soprattutto del bacino mediterraneo, l’antibiotico resistenza è un problema importante. Un altro aspetto riguarda i sintomi: in alcuni rari casi, possono essere determinati da malattie più rilevanti e il pediatra avvierà il bambino con problemi respiratori ad una valutazione puntuale. Ne è un esempio l’asma bronchiale”. Lo afferma Francesco Chiarelli, direttore della Clinica pediatrica dell’ospedale di Chieti e professore di Pediatria all’università degli studi Gabriele d’Annunzio di Chieti, partecipando al convegno ‘Articolo 32: il diritto di respirare’, promosso dal senatore Marco Scurria, in vista della Giornata mondiale del polmone.
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