Stile e Società

Prenotare e non presentarsi

I cafoni sono una delle piaghe della società, non si può negare che la buona educazione scarseggia sempre più, trasversalmente in tutti gli strati della popolazione, e lo si osserva non solo nei comportamenti violenti di alcune fasce giovanili ma persino nel senso di responsabilità di adulti verso le relazioni sociali.

Tra questi ultimi, forse non a caso, i più arroganti sembra alloggino in una fascia economica medio-alta, e non sono esclusi anche certi personaggi appartenenti a famiglie o a ruoli di prestigio.

Dare d’impulso (o per vanità) la propria adesione ad un evento o ad una cena, quando l’invito viene esteso ad una ampia platea eterogenea, e non presentarsi senza disdire per tempo, è – ahimè, dal punto di vista del Galateo e dell’Etichetta (questi sconosciuti) – una cafonaggine in piena regola.
Le defezioni sconvolgono il Protocollo e richiedono un riallestimento dei posti, e inoltre – se si tratta di un banchetto con un tot numero di coperti prenotati – implicano uno scompiglio al momento della presentazione del conto.

Pare sia estesa anche l’abitudine di prenotare una camera d’albergo o una tavola in ristorante e non presentarsi, senza nemmeno disdire. I gestori giustamente se ne lamentano.

In merito, le associazioni dei pubblici esercenti, nel contrasto al fenomeno del «no-show», la sgradevole abitudine di prenotare un tavolo in un locale per poi non presentarsi senza avvisare, stanno valutando di applicare un sistema che preveda la prenotazione obbligatoria online, affiancata all’utilizzo della carta di credito per la ristorazione di fascia alta. Ossia, i locali stellati si garantirebbero le prenotazioni chiedendo un anticipo sul costo.

Oramai tutto è affidato alla tecnologia, non si fanno più le telefonate per prenotare qualunque servizio o oggetto che serva, le comunicazioni viaggiano per etere, ma la categoria di persone che si sente superiore a certe venalità considererà questo sistema un modo di mettere in riga gli indisciplinati e quindi in linea con il ‘bon ton’?
O non esiste alcuna una soluzione alla maleducazione o al menefreghismo?

Maura Sacher


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