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Nuovi modi di viaggiare, tra turismo Pet-friendly e scoperta del territorio

Nuovi modi di viaggiare, tra turismo Pet-friendly e scoperta del territorio Il rapporto tra uomo e animale domestico ha subito una profonda trasformazione negli ultimi anni.

Nuovi modi di viaggiare, tra turismo Pet-friendly e scoperta del territorio

Il rapporto tra uomo e animale domestico ha subito una profonda trasformazione negli ultimi anni. Si tratta di una rivoluzione nella qualità e nella quantità del rapporto con il proprio animale domestico, che si riflette addirittura a livello economico.

Si parla di pet economy, un settore dell’economia che nel 2026 non costituisce più una nicchia, ma un pilastro fondamentale dell’economia globale, che si riflette in molti ambiti diversi, creando un vero e prorpio indotto, soprattutto nel settore turistico.

In un contesto in cui si è passati da una semplice convivenza a un vero e proprio rapporto di “genitorialità” (il cosiddetto pet parenting), viaggiare senza separarsi dal proprio animale domestico è diventata una vera e propria necessità.

Conciliare l’amore per viaggiare con quello per i propri animali domestici, per fortuna, oggi non è impossibile. Il problema principale riguarda soprattutto il soggiorno poiché molti alloggi specificano che non è possibile inserire animali domestici all’interno dell’abitazione.

Per fortuna la soluzione è abbastanza semplice: per chi vuole intraprendere un viaggio, magari anche composto di più tappe, Spotahome costituisce il servizio imprescindibile, un modo economico, sostenibile e soprattutto flessibile per poter soggiornare quando siamo in viaggio. La possibilità di applicare filtri durante la fase di ricerca consente di selezionare soltanto gli alloggi che offrono la possibilità di accogliere al loro interno animali domestici. Una soluzione pet friendly, dunque, ideale per chi desidera viaggiare coi propri compagni a quattro zampe.

Slow Tourism, il ritorno alle origini del viaggio

Quella di viaggiare assieme al proprio animale domestico non è una semplice moda, ma deriva da una radicale trasformazione di ciò che si intende oggi con viaggio. Se negli anni passati la parola “viaggio” veniva usato quasi indistintamente come sinonimo di vacanza, oggi si cerca di recuperare il suo significato e il suo valore originali.

È in questa particolare accezione originaria, dunque, che si sta ricostruendo il modo di viaggiare contemporaneo e sono soprattutto le nuove generazioni quelle più propense alla sperimentazione, alla ricerca di nuovi paradigmi del viaggio attraverso cui ricercare e ricreare lo spirito originario che muoveva le persone verso territori sconosciuti.

E territorio è la parola chiave di questa riscoperta e cosa significa in fondo viaggiare se non conoscere nuovi territori? La dimensione dello spazio riacquista la sua centralità per essere riscoperta nella sua interezza e nella sua continuità, mentre contemporaneamente il tempo si dilata.  Lo chiamano Slow Tourism ed è una tendenza in rapidissima diffusione, soprattutto tra le nuove generazioni, alla ricerca di esperienze autentiche.

Quanti sono i modi per conoscere nuovi luoghi? Tanti almeno quanti sono i sensi: con uno sguardo possiamo esplorare orizzonti e racchiudere paesaggi, possiamo sentirne i profumi con l’olfatto e i suoni con l’udito, ma il modo forse più antico e istintivo passa dal gusto e di conseguenza dalle tradizioni gastronomiche.

Ecco perché lo Slow Tourism è così strettamente legato al turismo enogastronomico, che mette al centro proprio la cucina tradizionale del territorio. Quella dello Slow Tourism è soltanto una piccola parte di quella che costituisce una vera e propria filosofia che ha rinnovato il modo di viaggiare, una filosofia che fa della consapevolezza e della sostenibilità, economica ed ambientale, i propri pilastri.


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Redazione

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