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Nepi, non solo acqua ma storia e tesori d’arte

Nepi, non solo acqua ma storia e tesori d’arte Borgo autentico della Tuscia laziale è un anfiteatro naturale creato dalle forre.

Nepi, non solo acqua ma storia e tesori d’arte

Borgo autentico della Tuscia laziale è un anfiteatro naturale creato dalle forre. La cultura gastronomica tramandata nel tempo

E’ conosciuta più per l’ottima acqua effervescente naturale, che per essere uno scrigno di storia, natura e tradizioni gastronomiche. Ma Nepi è  uno dei  borghi più autentici della Tuscia laziale. 

Adagiato su uno sperone di tufo e circondato da profonde forre, conserva un equilibrio raro e prezioso tra natura e storia. 

Nepi, fuori dai circuiti turistici di massa, è una meta che si rivela lentamente e per questo va cercata. 

Un luogo fatto di silenzi, panorami mozzafiato e buona tavola.  

Qui il ritmo del tempo sfugge alla fretta. Le esperienze qui non sono costruite ma nascono da un affaccio improvviso sulla natura o sulla piazza del municipio con l’imponente palazzo progettato da Antonio Sangallo (il giovane) dove dall’elegante facciata ad archi con lo stemma del comune sorga la fontana a ricordo che “nepa” in etrusco significa acqua. 

Sul borgo domina la Rocca dei Borgia, a testimonianza del ruolo strategico della città nel Rinascimento. 

Qui visse, per un periodo, Lucrezia, controversa figlia illegittima di Papa Alessandro VI (al secolo Rodrigo Borgia). Dalla sommità della torre circolare si può godere di un panorama mozzafiato sul borgo, le forre e la natura circostante. 

Ogni anno (5-21 giugno) si svolge il Palio dei Borgia: tutta Nepi diventa rinascimentale, con sfilate in costume e gustando i cibi dell’epoca.  Cuore spirituale e religioso è il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta, che conserva sorprendenti tesori d’arte, testimonianze di varie epoche di vita religiosa.

 Da vedere la cripta del XIII secolo, con i capitelli delle colonne finemente scolpiti e decorati, che un tempo era il luogo di sosta e preghiera dei pellegrini che percorrevano la via Francigena.

 Nel museo della Cattedrale è esposto il monumentale Trittico dove sono raffigurati i santi protettori Romano e Tolomeo. 

Il Museo Civico, custodisce e racconta la memoria storica di Nepi. 

Un percorso fra reperti archeologici provenienti dalle tombe etrusche e dalla catacomba di Santa Savinilla. 

Le imponenti arcate dell’Acquedotto creano una prospettiva di grande fascino.  

L’Acquedotto testimonia il legame, anche economico, della gestione dell’acqua. 

A ricordare che Nepi è scolpita dentro la natura ci sono le forre, profondi canyon modellati dall’azione dell’acqua e del tempo, che creano un anfiteatro naturale. 

I sentieri che le attraversano permettono di venire a contatto con un ambiente, vero autentico dove la natura ed il silenzio diventano protagonisti. L’ospitalità è affidata ai B&B dislocati in vari punti del centro storico.

La tradizione gastronomica

I sapori sono quelli della cucina contadina. Piatti semplici ma fatti con materie prime di qualità, che raccontano una cultura gastronomica tramandata nel tempo. 

Dalla tradizione norcina a quella casearia per finire agli ortaggi. 

Ogni specialità di Nepi è il risultato di una sapiente combinazione tra antichi saperi e ricette tramandate in famiglia. Fra le specialità il salame cotto, prodotto esclusivamente con carni magre accuratamente selezionate dalla spalla del maiale. 

E’ un salume che si distingue per il suo sapore intenso. 

Il processo di affumicatura, abbinato ad una marinatura di vino ad aglio, conferisce al salame cotto un aroma intensamente piacevole ed una persistenza aromatica che delizia il palato. 

Una vera ghiottoneria, riconosciuta come presidio Slow Food. 

Altre specialità la porchetta, sapientemente speziata ed arrostita fino ad raggiungere una croccantezza perfetta, le salsicce ricche di sapori ed aromi del territorio, la scapicollata, pancetta stagionata ed affumicata.

 Vera specialità il Pecorino Romano Doc, prodotto dal caseificio “Buonatavola Sini”, che utilizza solo latte fresco di pecora laziale e segue una stagionatura dai 12 ai 24 mesi. Rinomate le cipolle di Nepi. 

Prodotti del territorio che si possono gustare all’azienda agricola biologica Sansoni che dispone anche di confortevoli, spaziosi e ben arredati appartamenti con angolo cottura in B&B. 

Le massaie di Nepi sono le protagoniste della “Sagra dei prodotti tipici”, quando le vie del borgo ospitano numerosi stand offrendo un percorso enogastronomico che valorizza le eccellenze locali. 

Sagra che, oltre ad essere un atteso appuntamento culinario, è un momento di racconto collettivo dove il cibo diventa espressione della cultura e della memoria. 

I piatti con i prodotti tipici preparati dalle donne della Pro Loco  sono stati gustasti ed apprezzati da una delegazione di giornalisti ITP (Italian Travel Press), guidata dal presidente nazionale Giovanni Stefani e dalla vice Bendetta Tintillini, accolti dal padrone di casa Paolo Fabrizi, accompagnati dal consigliere comunale di Nepi, con delega al turismo, Paolo Paoletti e dalla referente  Maria Rita Parroccini. 

Una cena tenutasi nell’affrescato salone d’onore dello storico palazzo Celsi, del 500, notevole esempio di architettura sangallesca. Clima familiare con tante specialità locali: dal salame cotto (tre tipi), alle zuppe, dalle paste ripiene all’immancabile Pecorino Romano. 

Il tutto accompagnato dai vini del territorio e dalla digestiva acqua Nepi che sgorga dalle antiche terme dei Gracchi. Una rete di imprese dà vita al Biodistretto della Via Amerina e delle forre coinvolgendo oltre a Nepi altri 12 Comuni della zona.


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