Per il referendum del 17 aprile è un dovere votare sì, contro la miope strategia energetica dei governi nazionali che si sono succeduti alla guida del Paese e la loro incapacità a perseguire la strada delle energie rinnovabili.
Noi siamo per il sì. Una posizione chiara perché riteniamo che il 17 aprile non ci sia in gioco soltanto la tutela dei nostri mari, ma molto di più. Col referendum del 17 aprile si gioca la partita a difesa della democrazia, contro quei poteri forti che da tempo tentano di appropriarsi della sovranità popolare.
Partecipare al referendum significa riconquistare il potere di scegliere il futuro di questo Paese seguendo un modello energetico pulito, rinnovabile, già affermato nei Paesi più avanzati del nostro. E’ una scelta politica che va oltre gli schieramenti tradizionali, contro un governo che non ha mai ottenuto la legittimazione popolare, abusando del ruolo di guida del Paese.
Il 17 aprile votare sì significa votare contro il governo Renzi che in nome delle riforme istituzionali sta conducendo questo Paese verso il baratro, mortificando milioni di cittadini cui ha tolto diritti fondamentali conquistati a fatica e sanciti nella nostra Costituzione Repubblicana.
Siamo convinti che si possa lavorare per un altro mondo possibile, che scelga di rispettare l’ambiente, la biodiversità, le produzioni agroalimentari, il mare, la fauna marina e la salute dei cittadini italiani. L’Italia ha pagato un prezzo alto per l’inquinamento, adesso è il momento di dire basta.
Al vice segretario del Pd, Debora Serracchiani, che ha dichiarato il referendum come inutile spreco di risorse finanziarie, ricordo che il referendum è uno degli strumenti della democrazia diretta in questo Paese. Sa cosa vuol dire democrazia?
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