
L’Italia caput mundi dell’enogastronomia

Una bottiglia lunga 30 metri e alta 10 ha accolto a Verona le migliaia di operatori e wine lover che in questi giorni affollano i padiglioni della 58ª edizione di Vinitaly. La monumentale installazione presenta i vitigni che caratterizzano i territori vitivinicoli italiani: dal Trentino Alto Adige alla Sicilia. Inoltre all’interno si possono ammirare sei statue di epoca romana legate al vino e al culto di Bacco, provenienti dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi e da Palazzo Pitti.
Una bottiglia lunga 30 metri e alta 10 che reca sull’etichetta la scritta “Dentro c’è l’Italia”. È questo il saluto di Verona che ieri ha accolto le migliaia di winelover e operatori del pianeta vino che per quattro giorni affolleranno i padiglioni della 58ª edizione di Vinitaly, il salone più rinomato al mondo dedicato al vino. La bottiglia, che è uno dei simboli del Made in Italy, è grande cento volte quella normale e contiene i vitigni che caratterizzano i territori vitivinicoli italiani: dal Trentino Alto Adige alla Sicilia.
All’interno della grande bottiglia si possono ammirare sei statue di epoca romana

Quest’anno il Ministero dell’Agricoltura vuole offrire ai visitatori di Vinitaly un’esperienza davvero unica. All’interno della monumentale installazione, infatti, si possono ammirare sei statue di epoca romana provenienti dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi e da Palazzo Pitti di Firenze, tutte opere scultoree che evocano il mondo mitologico e simbolico legato al vino e al culto di Bacco, rese disponibili grazie al contributo del Ministero della Cultura.
Le statue, portate a Verona con il contributo di Generali Italia, fanno parte del percorso che mette in mostra la straordinaria ricchezza della viticoltura italiana. Ventidue vitigni, dal Nebbiolo del Piemonte al Primitivo della Puglia, dal Nero d’Avola di Sicilia al Friulano del Friuli Venezia Giulia, passando per i vitigni caratteristici delle regioni del Centro Italia come Sagrantino per l’Umbria e il Montepulciano per l’Abruzzo, oppure il Verdicchio per le Marche e il Sangiovese per la Toscana, solo per citarne alcuni. I vitigni lasciano il loro segno tra gli eno-visitatori ed appassionati del vino che, guidati da tre sommelier della Fondazione Italiana Sommelier, possono vivere un’esperienza olfattiva alzando campane di vetro che ne custodiscono le essenze, gli aromi e i profumi.
Il secondo elemento, e il più innovativo, è rappresentato dall’attività all’esterno dell’Expo del Ministero dell’Agricoltura ideata dal direttore artistico Giuliano Peparini e realizzata da Inda. I performers della Peparini Academy raccontano l’identità del vino e inviteranno gli eno-appassionati ad entrare nella grande bottiglia, dove, appunto, è possibile scoprire i capolavori artistici e i grandi vitigni italiani caratteristici dei territori. Per un’esperienza in cui arte, cultura e natura dialogano tra loro.
La cucina italiana non sarebbe Patrimonio dell’Umanità senza il vino
“A dicembre abbiamo raggiunto un grande risultato, la cucina italiana è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco dopo un percorso che era cominciato proprio a Vinitaly tre anni fa insieme a Gianmarco Mazzi sottosegretario alla Cultura e oggi Ministro del Turismo – ha ricordato il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – la cucina italiana è stata considerata degna di tutela perché porta con sè non solo l’arte di cucinare le eccellenze che provengono dalle varie Regioni d’Italia, ma perché alla base della nostra cultura enogastronomica c’è la convivialità, lo stare insieme. La nostra cucina non sarebbe quello che è senza il vino.”
“Il legame del vino con la cucina è inscindibile, il vino è uno dei pilastri – ha aggiunto il ministro Lollobrigida – a Vinitaly celebriamo la sua centralità con questa bottiglia grande cento volte il normale. Lo spazio espositivo si aprirà al pubblico animandosi anche all’esterno con spettacoli continui che narreranno l’identità di questo elemento della cucina italiana, i performer attirano i visitatori all’interno per esplorare i vitigni alla base dei nostri grandi vini. C’è un dialogo costante tra il vino e l’arte che tutto il mondo ama, grazie al Ministero della Cultura e al Ministro Alessandro Giuli quest’anno possiamo ammirare sei statue sul mito di Bacco provenienti dagli Uffizi e da Palazzo Pitti. Come Ministro dell’Agricoltura voglio lanciare un messaggio di ottimismo, il vino italiano continuerà a essere una eccellenza apprezzata nel mondo e Vinitaly ne è la vetrina per eccellenza.”
Da millenni il vino è storia, cultura, identità, memoria, arte e bellezza
“Ancora una volta l’Italia è caput mundi dell’enogastronomia e delle eccellenze vitivinicole italiane” ha sottolineato a sua volta il Ministro della Cultura Alessandro Giuli. “Le straordinarie opere esposte sono tracce vive di una civiltà in cui il vino, già nell’antichità, era linguaggio di relazione, espressione di un principio alto di convivialità. Il vino continua, oggi come allora, a incarnare una forma intima e profonda di riconoscimento: è racconto, identità, memoria condivisa. Attraverso di esso parte della cultura italiana si narra a sé stessa e si offre al mondo, con quella naturale eleganza che unisce arte, bellezza, storia e senso della comunità.”
La visione poetica, sensoriale e sacra del vino, inteso come fonte di gioia
Il direttore artistico del progetto Giuliano Peparini, ha rivelato che l’intento della grande bottiglia nasce dall’idea di creare un dialogo tra tradizione e contemporaneità ispirandosi a grandi opere del repertorio europeo di autori come Francesco Redi, Euripide e Claudio Monteverdi. L’intento è quello di mettere in luce una visione poetica, sensoriale e sacra del vino, inteso come fonte di gioia, trasformazione e legame collettivo. Attraverso una scrittura scenica immersiva, viene presentato come simbolo vivo di identità, memoria e condivisione, capace di raccontare storie intime e collettive. Il vino, oltre alla sua dimensione economica, resta un potente simbolo di cultura e vita.”
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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