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La rinascita di Castel Pergine affidata a Fiorenzo Varesco

Fiorenzo Varesco, chef patron della Storica Osteria Morelli (Valle dei Mòcheni). Alla faccia del coronavirus ha deciso di raddoppiare l’impegno prendendo in gestione anche la Locanda Cà Stalla dell’antico maniero della Valsugana. La proposta: piatti ruspanti del territorio senza troppi fronzoli.

Castello di Pergine – con la mostra “Sense of Belonging” di Roger Rigorth

Al diavolo il coronavirus. Fiorenzo Varesco, chef patron dell’Antica Osteria Morelli di Canezza (Trentino). La storica osteria premiata nel 2019 dalla Guida mitteleuropea Best Gourmet come miglior trattoria di Alpe Adria, raddoppia.

Oltre allo storico locale della Valle dei Mòcheni da qualche giorno, assieme alla moglie Antonella e con il supporto di uno staff di giovani collaboratori.
(Sebastiano in cucina, Francesco in sala) ha preso in gestione la Locanda “Cà Stalla” di Castel Pergine. Un tempo dimora dei mitici Theo e Verena Schneider che, lasciata negli anni Ottanta la Svizzera, per molti lustri hanno gestito con passione, dedizione e grande professionalità uno dei luoghi più suggestivi dell’arco alpino. Crearono un vero e proprio tempio dell’ospitalità diventato nel corso degli anni un cenacolo culturale. Un punto d’incontro di quanti amano l’arte, la musica, la storia e soprattutto la buona tavola.

La stessa filosofia e lo stesso stile di cucina sarà il filo conduttore dei nuovi numi tutelari del castello: Antonella e Fiorenzo Varesco. Piatti ruspanti, del territorio, proposti senza troppi fronzoli e voli pindarici sia per quanto riguarda gli aperitivi (finger food, drink, stuzzichini tipici locali). Stessa filosofia per quanto riguarda i menu alla carta.

Tra le chicche di questo periodo meritano una segnalazione lo speck della casa (stagionato 18 mesi) con sott’aceti e sott’oli. Le sarde di lago in saor; i fiori di zucchina ripieni di ricotta alle erbe aromatiche con maionese al crescione. Ed ancora: i canederlotti di Buon Enrico (Chenopodium) con burro di malga aromatizzato e ricotta affumicata. Le tagliatelle ai porcini; il risotto ai germogli di pino mugo e formaggio del Lagorai.

 

E come secondi piatti: il diaframma di vitello alla griglia su “rostì” di polenta e patate. Tomino alla piastra con polenta e funghi; il “grestel” di carne e patate con insalata dell’orto. Le puntine di maiale pesante trentino con patate rosolate.

Dolci della casa (crostate, strudel di mele, semifreddi ai frutti di bosco, rosada).  Vini rigorosamente trentini selezionati da Gianpaolo Girardi, patron di Proposta Vini. Bollicine (Delaiti brut, Blanc de Sers, Massenza Belle) alla Nosiola, dal Lagrein al Veltriner, dalla Pavana al Groppello, dal Marzemino al San Lorenzo.

Vini proposti anche al calice.

Orario di apertura continuato dalle ore 11 alle 20. Prenotazione obbligatoria per la cena. Panorama incantevole sulla Valsugana con giardino bucolico nel verde del bosco e dei prati che circondano l’austero maniero. Per tutta l’estate spettacoli teatrali, serate musicali, visite guidate e passeggiate romantiche nel parco. (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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