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La pasta artigianale italiana, che bontà!

La pasta artigianale italiana, che bontà!

La pasta artigianale italiana, che bontà!

Spaghetti filotea

Spaghetti, ma non solo: tagliatelle, pennette, linguine, fettuccine, tagliolini, pappardelle, paccheri. La storia di successo di un piccolo pastificio marchigiano nato in un sottoscala a Sant’Elpidio.

Spaghetti, pollo, insalatina e una tazzina di caffè cantava Fred Bungusto.

Fu tra i primi “ambassador” (oggi si direbbe così) che esaltò il piatto simbolo della cucina italiana.

essicazione naturale della pasta

Se pensiamo poi al mondo del cinema, è notorio quanto contribuirono alla notorietà degli spaghetti made in Italy le esilaranti scene di Totò e di Alberto Sordi in alcuni film. 

Ben più antichi, invece, sono i riferimenti storici a Sua Maestà la pasta se pensiamo che già Archestrato di Gela (nel 300 avanti Cristo) esaltava le lasagne siciliane condite con la salsa. 

spaghetti al pesto realizzati con la Pasta Filotea.

Al pari di Apicio, mentre in epoca medievale non mancano i riferimenti ai maccheroni da parte del Boccaccio e del Folengo. 

Insomma quando parliamo di pasta nessun paese al mondo può contestare la primogenitura di questo piatto. 

Ed ancora una volta – sentenzia lo storico Massimo Montanari – va sfatata la leggenda (una fake news) che sia stato Marco Polo a portare in Italia gli spaghetti dalla Cina. 

E allora godiamoci questo primato ringraziando prima di tutto i numerosi pastifici: le grandi industrie, ma anche le piccole aziende che hanno fatto conoscere il nostro prodotto simbolo nei cinque continenti. 

Spaghetti, ma non solo: tagliatelle, pennette, linguine, fettuccine, tagliolini, pappardelle, lasagne, paccheri, rigatoni, orecchiette, solo per citare alcuni formati.

Quel piccolo pastificio artigianale nel cuore delle Marche 

Parlavo di grandi aziende multinazionali e di piccoli pastifici. 

Ristorante Filotea

In primavera al “Cibus” di Parma avevo conosciuto i titolari di una piccola azienda situata nel cuore delle Marche: Filotea. 

Quest’estate, trovandomi ad Ancona, ho avuto il piacere di visitarla e di pranzare, assaggiando alcuni piatti, nel ristorantino annesso al laboratorio artigianale.

Partiamo dal nome. Filotea è un nome di origine greca che significa “amico di Dio”. 

Nome che ritroviamo in uno dei più bei libri della letteratura spirituale cristiana “Filotea, introduzione alla vita devota” scritto da San Francesco di Sales, il vescovo cattolico francese originario della Savoia, vissuto nella seconda metà del Cinquecento e morto a Lione nel 1622. 

Il sogno londinese di due ragazzi marchigiani ora è realtà

A questo punto, per parlare dell’azienda dobbiamo riavvolgere il nastro. Tutto ebbe inizio a Londra.

Gli spaghetti Filotea al nero di seppia con i granchi

Durante una fiera due ragazzi di Ancona, Pietro Giugliarelli e Francesco Severoni, ebbero un’illuminazione, un’idea imprenditoriale che cambiò la loro vita. 

Perchè, dissero, nauseati dai soliti, banali spaghetti industriali, non proviamo a fare anche noi quello che la domenica preparavano le nostre nonne, ovvero la pasta fatta in casa? 

Tornati in Italia, in un sottoscala di Sant’Elpidio (in provincia di Fermo) dopo i primi esperimenti decisero con l’entusiasmo dei pionieri di avviare la produzione utilizzando ingredienti al 100% italiani (uova fresche, semola di grano duro, un pizzico di farina di grano tenero) e seguendo un processo di lavorazione artigianale che è fondamentale per ottenere un prodotto dal sapore unico. 

Un prodotto dalle straordinarie caratteristiche di leggerezza e digeribilità che, grazie ad una elevata capacità di assorbire i sughi, esalta ogni tipo di preparazione.

L’obiettivo, ambizioso: produrre la pasta più buona del mondo

Il sogno dei due imprenditori era quello di produrre la pasta all’uovo più buona del mondo. 

piatti realizzati con la Pasta Filotea.

Sogno che diventerà realtà nell’aprile del 2005 quando Pietro Giugliarelli, dottore commercialista e già consulente di decine di aziende, decide di diventare consulente di se stesso e fonda con l’amico, nonchè socio Francesco Severoni, il Pastificio Filotea avviando un’attività che darà loro grandi soddisfazioni soprattutto dopo il trasferimento della sede da Sant’Epidio alla zona industriale di Ancona. 

Felicemente sposato, Pietro Giugliarelli, papà di due splendidi bambini, corre le maratone per passione e si mangia un bel piatto di Pasta Filotea anche quando condivide l’esperienza con i clienti.

“Come ci hanno insegnato le nostre nonne – questo il manifesto dell’azienda – è la farina a dare al nostro impasto il profumo e il sapore della pasta fatta in casa asssieme alle uova fresche che un nostro allevatore di fiducia consegna ogni mattina al Mastro Pastaio.

Inoltre per quanto riguarda la conservazione, la nostra pasta mantiene il suo gusto per 24 mesi senza bisogno di refrigerazione. 

La sfoglia è trafilata al bronzo ed essicata lentamente a basse temperature, il che ci consente di ottenere un prodotto ruvido e poroso che trattiene perfettamente i sughi. 

Il confezionamento è eseguito a mano dalle nostre sfogline”.

Dalla linea tradizionale alla linea speciale: decine di formati 

I buongustai non hanno che l’imbarazzo della scelta. La linea tradizionale Filotea parte dai classici “capelli d’angelo” tipici marchigiani e dai tagliolini per allargare le proposte alle fettuccine, alla tagliatelle, alle pappardelle, ai tonnarelli. 

Tra i formati di pasta corta da abbinare ai sughi di carne ecco le pennette, mentre la linea dei nidi con la pasta all’uovo delle Marche, grezza e casereccia, propone le tagliatelle paglia e fieno, le linguine e le pappardelle.

 Ed ancora: tra i formati di pasta di semola di grano duro un posto di primo piano spetta alle penne rigate, alle mezze maniche, ai paccheri. 

Una “chicca”, infine, i formati speciali: gli spaghetti alla chitarra, al nero di seppia, le fettuccine al tartufo, agli spinaci, al peperoncino, le linguine aglio e prezzemolo, le fettuccine Senatore Cappelli, le lasagne.  

Il “Filotea Pasta Experience Store” paradiso dei buongustai

Altra tappa importante per il Pastificio artigianale di Ancona è la nascita nel 2014 del “Filotea Pasta Experience Store”. 

Un’idea vincente che i buongustai hanno accolto con entusiasmo poiché offre la possibilità di acquistare e al tempo stesso di degustare sul posto i prodotti Filotea seduti comodamente ai tavoli di un “open space” multifunzionale creato a fianco del laboratorio di produzione. 

Non è un ristorante nel senso tradizionale del termine e nemmeno un negozio. 

E’ un nuovo format, inedito, che sta avendo grande successo e sarà replicato in altre città. “Siamo alla ricerca – ci ha dichiarato Francesco Recanatini sales manager dell’azienda marchigiana – di partner in Italia e nel mondo che possano sposare la nostra filosofia e il nostro progetto, per diffondere il modello di business nelle più belle città del pianeta”.

Lo store anconetano consente l’acquisto dei prodotti Filotea e la degustazione sul posto: in ogni momento della giornata, infatti, è posibile assaggiare uno dei piatti di pasta Filotea accompagnati dai sughi artigianali preparati dall’executive chef dell’azienda.

Oggi la Pasta Filotea è distribuita in 50 Paesi: numerosi i riconoscimenti

Insomma, superando sfide incredibili, nel giro di pochi anni, il sogno londinese dei due ragazzi marchigiani ora è realtà. 

Pietro Giugliarelli e Francesco Severoni con Cecilia Ercolino, Ceo Italian Products Usa

Al punto che oggi la Pasta Filotea viene distribuita in oltre 50 Paesi con la soddisfazione dei numerosi riconoscimenti ricevuti da parte della critica nazionale ed internazionale.

 “Siamo orgogliosi di aver contribuito a far conoscere e valorizzare nel mondo uno dei prodotti simbolo della tradizione gastronomica italiana” ci dicono nel congedarci.

E noi rispondiamo: chapeau. Evviva la pasta artigianale italiana, icona gastronomica del Made in Italy. (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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