Cantina del giorno

Il  Nobile di Montepulciano Docg Pieve

Il  Nobile di Montepulciano Docg Pieve Nel disciplinare rafforzato il legame del vino con il territorio e le tradizioni. Anniversario di Francesco Redi

Il  Nobile di Montepulciano Docg Pieve

Nel disciplinare rafforzato il legame del vino con il territorio e le tradizioni. Anniversario di Francesco Redi

Il 2026 sarà un anno straordinario per Montepulciano. Un’occasione in cui non solo verrà reso omaggio a Francesco Redi, uno dei grandi geni del Seicento, medico e letterato, accademico della Crusca che, nel suo famoso trattato “Bacco in Toscana”, declama :” Montepulciano d’ogni vino un re”,  ma anche per la (ri)scoperta di un percorso unico e affascinante. Quello del Nobile di Montepulciano che nel “progetto Pieve” rafforza il legame del vino con il suo territorio e le antiche tradizioni consolidando secoli di alta scuola enologica. Ben lo sanno i wine lovers e gli addetti ai lavori. 

E lo ha confermato anche il campione di professionisti (ristoratori, enotecari e addetti alla distribuzione) intervistato da Nomisma sul nuovo disciplinare, che dal 2025 determina la nuova Docg di Montepulciano Pieve, già entrata in commercio. 

Un prodotto che per i professionisti del settore desta interesse: l’82% è rappresentato dalle enoteche. Per quanto riguarda la fascia di prezzo attesa dalle rivendite il Vino Nobile di Montepulciano Pieve dovrà rispondere a un prodotto dai 40 ai 70 euro (per il 60%) e da 70 a oltre 100 euro (per il 17% degli intervistati). 

Tra i punti di forza messi in evidenza da Nomisma la “forte identità e tradizione di Montepulciano incarnata da questo nuovo progetto (31%), la qualità superiore attesa (20%) poi il prestigio del marchio (12%). Tra i punti di forza del disciplinare “Pieve”, secondo il campione preso in analisi da Nomisma, l’identità delle singole Pievi (23%), l’esperienza gustativa di questo nuovo vino (18%) e poi la storia del terroir che lo rappresenta. 

L’idea di far nascere il Vino Nobile di Montepulciano menzione “Pieve” (che andrà ad affiancare il Vino Nobile di Montepulciano e Vino Nobile di Montepulciano Riserva), nasce da un percorso metodologico che ha visto il consenso e la partecipazione di tutte le aziende produttrici. 

Un percorso di studio all’interno della denominazione stessa che, grazie a momenti di incontro, confronto e di analisi collettiva, ha portato alla nascita di una “visione” univoca di Vino Nobile di Montepulciano. 

Una visione supportata dalla ricerca anche degli esperti. 

A partire da uno studio dal punto di vista geologico e pedologico, tema che il Consorzio ha a cuore dagli anni ’90, (tra i primi in Italia a “zonare” il territorio di produzione e successivamente a riportarlo in una mappa realizzata da Enogea); dall’altra l’approfondimento è stato fatto anche nelle biblioteche e archivi storici, fino ad arrivare al Catasto Leopoldino del 1765.

Il disciplinare

Vigneti longevi, vitigni autoctoni ed invecchiamento. 

Questi i cardini del disciplinare che punta su un vino che avrà come caratteristiche il territorio (appunto con le sottozone), l’uvaggio che sarà legato al Sangiovese e ai soli vitigni autoctoni complementari ammessi dal disciplinare con uve esclusivamente prodotte dall’azienda imbottigliatrice. 

L’altra novità è che verrà istituita una commissione interna al Consorzio composta da enologi e tecnici la quale avrà il compito di valutare, prima dei passaggi previsti dalla normativa, che le caratteristiche corrispondano al disciplinare stesso. 

Territorialità delle “Pievi”

Lo studio storico della geologia e della geografia del territorio ha portato alla individuazione di 12 zone, definite nel disciplinare di produzione UGA (Unità geografiche aggiuntive), che saranno anteposte con la menzione “Pieve” in etichetta. 

Questo aspetto rappresenta l’identità del Vino Nobile di Montepulciano che guarda appunto al passato. 

“La scelta di utilizzare i toponimi territoriali riferibili a quelli delle antiche Pievi in cui era suddiviso il territorio già dall’epoca tardo romana e longobarda – dice Andrea Rossi, presidente del Consorzio –  nasce da un approfondimento di tipo storico, paesaggistico e produttivo vitivinicolo. 

In particolare, la volontà del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano è quella di ribadire e codificare una realtà fisica con l’antica radice storica, che ha caratterizzato il territorio poliziano fino all’epoca moderna e che trova la sua eco anche nel catasto Leopoldino dei primi decenni del XIX secolo, che suddivideva il territorio in sottozone definite con il toponimo”.  

Un progetto inedito dal titolo “Le 12 Pievi”, una webserie tematica  esplora i vini prodotti, la cultura e i territori storici che rappresentano l’anima e la tradizione del Vino Nobile di Montepulciano. 

Una webserie realizzata in collaborazione con Globetrotter Gourmet, guidata dalla conduzione appassionata di Adua Villa – sommelier, giornalista e narratrice del Made in Italy – che si propone di accompagnare il pubblico per la prima volta alla scoperta delle 12 Pievi di Montepulciano tra cultura, enogastronomia e paesaggi mozzafiato. 

Il “Pellegrinaggio delle Pievi” di Montepulciano nasce da un’idea già sperimentata. 

Quella del “Pellegrinaggio Artusiano”, creato da Leonardo Romanelli che, in occasione dei festeggiamenti per i cento anni della scomparsa di Pellegrino Artusi si inventò una camminata in onore del grande gastronomo, che ripercorreva il percorso fatto da Forlimpopoli, città dove era nato, a Firenze dove poi morì. 

“Non si tratta di un pellegrinaggio comune tra le Pievi – spiega Paolo Solini, direttore del Consorzio – . 

Tutte le soste sono scandite da momenti di assaggio e degustazione, per poi dare modo ai pellegrini, veri e propri testimonial, di far capire al grande pubblico come il trekking gastronomico rappresenti una forma di turismo quanto mai attuale e sentita dal pubblico”.

Anniversario di Francesco Redi

Montepulciano si prepara a vivere un 2026 straordinario. Ricorre il quarto centenario dalla nascita di Francesco Redi, figura poliedrica e protagonista assoluto della scienza e della cultura dell’età moderna, nonché appassionato cultore e cantore del Vino Nobile di Montepulciano. 

Francesco Redi, nato ad Arezzo nel 1626, fu scienziato, medico, letterato e raffinato sperimentatore. 

La sua eredità è legata a rivoluzionarie scoperte nell’ambito della biologia, ma anche a una profonda passione per il vino, al quale dedicò celebri versi nel ditirambo “Bacco in Toscana “(1685). 

In quest’opera, Redi esalta i vini della sua terra, culminando in un tributo ineguagliabile alla “manna di Montepulciano”, definendolo senza mezzi termini “il re di tutti i vini”. 

Per celebrare questo legame indissolubile, la città di Montepulciano – con il sostegno del Consorzio del Vino Nobile, della Società Storica Poliziana, il Cantiere Internazionale d’Arte, la Biblioteca Piero Calamandrei e altre istituzioni – ha programmato per il 2026 un ricco calendario di manifestazioni. 

Il clou dei festeggiamenti sarà rappresentato da una grande mostra e da un convegno internazionale di studi dedicati alla figura e all’opera di Redi. 

Non mancheranno percorsi tematici tra le cantine storiche, degustazioni guidate, eventi culturali e itinerari che uniranno scienza, arte e tradizione vinicola.

 Un’anteprima lo scorso dicembre a Milano,  al ristorante Cavoli a Merende, con la degustazione guidata da Giuseppe Carrus di 5 etichette selezionate dal Consorzio presenti tra gli altri  don Manlio Sodi, ordinario Università Pontificia Salesiana, Riccardo Pizzinelli presidente Società Storica Poliziana e Andrea Leonardi curatore volume “Le Pievi Genesi e futuro del progetto”.


Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio