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Il boom degli spumanti italiani: superato il miliardo di bottiglie

Il boom degli spumanti italiani: superato il miliardo di bottiglie

Il boom degli spumanti italiani: superato il miliardo di bottiglie

Il Prosecco da solo: 750 milioni di bottiglie. Francia: 320 milioni di Champagne. Spagna: 250 milioni di Cava.

Il 2021 sarà ricordato come l’annata boom per quanto riguarda il settore delle bollicine con l’Italia che ha superato il miliardo di bottiglie prodotte (il solo Prosecco ne ha prodotte 753 milioni). Al secondo posto la Francia (leggi Champagne) con 320 milioni di bottiglie, al terzo la Spagna (leggi Cava) con 250 milioni di bottiglie. 

Insomma il 2021 è stato l’anno del grande rimbalzo per il mondo del vino dopo il tracollo dei consumi patito nel 2020, quando lo scoppio delle pandemia ha spinto l’intero Occidente al lockdown.

Il mercato è tornato a crescere, recuperando, e in molti casi migliorando – rileva WineNews – le posizioni del 2019. Una tendenza che accomuna tutti i grandi Paesi produttori, dalla Francia all’Italia passando per la Spagna.

boom degli spumanti italiani
boom degli spumanti italiani

A partire dagli spumanti, protagonisti dei consumi fuori casa, degli eventi celebrativi e delle feste che, per forza di cose, hanno patito le chiusure e le restrizioni. 

Le buone notizie arrivano prima di tutto dall’Italia, che nel 2021, secondo i dati forniti dalla Coldiretti, ha superato il miliardo di bottiglie prodotte per la prima volta (+23% sul 2020).

Numeri importanti, legati principalmente al sistema Prosecco (Prosecco Doc, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e Asolo Prosecco Docg), che ha superato i 750 milioni di bottiglie prodotte (753 milioni per la precisione) così suddivisi: oltre 600 milioni di Prosecco Doc e 150 di Prosecco Docg. 

Il boom degli spumanti italiani: superato il miliardo di bottiglie

 

Torna a correre anche l’Asti Spumante Docg che si attesta a quota 102 milioni di bottiglie. Record di bottiglie anche per la Docg Franciacorta (20 milioni) e cifre importanti per la denominazione le bollicine di montagna Trentodoc (11 milioni con nuovo primato della casa spumantistica Ferrari: 6 milioni e 300 mila bottiglie). Bene anche l’Oltrepò Pavese (oltre 2 milioni di bottiglie).

Interessanti anche i numeri degli spumanti metodo classico prodotti nel resto d’Italia. Dal Piemonte (Alta Langa) alla Sicilia, dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna ormai è un tutto un fiorire di bollicine (molte anche in versione rosè). 

Il successo è spinto dalla domanda interna con una crescita del 27% in valore degli acquisti degli italiani, ma anche per l’esplosione delle richieste arrivate dall’estero. L’aumento è del 29% per un totale di 700 milioni di bottiglie stappate fuori dai confini nazionali nel 2021, secondo Coldiretti su dati Istat & Ismea.

Le molte e diverse declinazioni degli sparkling italiani hanno ripreso a crescere su tutti i mercati (dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, dalla Francia, ormai innamorata del Prosecco, alla Russia), mantenendo lo scettro di bollicine più esportate al mondo.

Almeno per volumi, perché quanto a valore lo Champagne è ancora lontano. Grazie alle esportazioni e alla fedeltà dei consumatori per le grandi cuvée, lo Champagne raggiungerà un fatturato record di oltre 5,5 miliardi di euro.

Il boom degli spumanti italiani: superato il miliardo di bottiglie

Comunque la media delle spedizioni nelle annate 2020-2021 (circa 280 milioni di bottiglie per 4,9 miliardi di euro) rimane al di sotto del livello pre-pandemico (300 milioni di bottiglie per 5 miliardi di euro).

Lo ha dichiarato Jean-Marie Barillère, presidente dell’Union des Maisons de Champagne, copresidente del Comité Champagne. 

Le spedizioni totali dello Champagne nel 2021 hanno toccato quota 320 milioni di bottiglie, in aumento del 32% sul 2020, con il mercato francese che segna una crescita del +25%, a quota 142 milioni di bottiglie, tornando al livello del 2019, e le esportazioni che continuano a crescere, fino al nuovo record di 180 milioni di bottiglie. 

In una cornice comunque complessa, in cui la crisi del turismo e dei grandi eventi non è affatto risolta, mentre in vigna le difficili condizioni climatiche hanno mortificato la vendemmia 2021, scarsa e difficile.

Per non parlare della cfrescita dei costi della logistica, dei materiali e dell’energia che si riversano anche sulla catena produttiva dello Champagne. 

Infine, il Cava: il metodo classico spagnolo si pone a metà strada tra il Prosecco e lo Champagne, per numeri produttivi, fatturati e prezzi.

Secondo le stime del Consejo Regulador della grande denominazione spagnola, nel 2021, le vendite di Cava hanno raggiunto le 250 milioni di bottiglie, in crescita del 16,45% sul 2020, e sopra ai livelli del 2019.

Un ottimo dato, ma che deve fare i conti, come sottolinea Xavier Farré, alla guida del Centro Vinícola del Penedés, con l’incremento dei costi, che porta ad un taglio dei margini.

Crescono i consumi interni, ma tre bottiglie su quattro finiscono all’estero, con le spedizioni record verso gli Stati Uniti, cresciute addirittura del +63%, che diventano così il secondo mercato d’elezione del Cava dopo la Germania. 

In alto i calici. Prosit.


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