Gli amici di Dom Perignon in conclave a Palu’ di Giovo, paese natale del campionissimo  Francesco Moser

Gli amici di Dom Perignon in conclave a Palu’ di Giovo, paese natale del campionissimo  Francesco Moser

Print Friendly, PDF & Email
Francesco Moser e Dom Perignon

Lo hanno ribattezzato il “conclave” degli Amici di Dom Perignon, il monaco benedettino vissuto a cavallo tra il Seicento e il Settecento ad Hautvillers e al cui intuito si deve la nascita delle bollicine più famose del mondo: lo Champagne. Si sono ritrovati, come ogni anno, a Palù di Giovo in concomitanza con la Mostra internazionale del Muller Thurgau della Valle di Cembra per festeggiare a suon di spumanti la figura del leggendario abate francese.

Suggestiva la location: i “porteghi”, i “volti” e le “caneve” di Palù di Giovo, paese natale di alcuni campionissimi del ciclismo (la dinastia dei Moser oltre a Gilberto Simoni) e terra vocata alla viticoltura.  Il posto ideale, quindi, per rendere onori e gloria al campione dei campioni degli spumanti: Sua Maestà lo Champagne Dom Perignon della storica maison Moet Chandon.

La Confraternita Amici Dom Perignon 07-07-2018 San Giorgio Palù si brinda con Dom Perignon

Qualcuno si chiederà: perchè questo legame con la Francia? Lo ha spiegato il prof. Francesco Spagnolli, preside emerito dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, ricordando l’episodio accaduto nel 1980 quando un giovanissimo Francesco Moser, dopo aver trionfato per la terza volta consecutiva nella Parigi-Rubaix, invitato ad Epernay con alcuni supporter al seguito, fu immortalato da Remo Mosna sul piedistallo dell’imponente statua di Dom Perignon mentre abbracciava il mitico <cellerier> di Hautvillers brindando metaforicamente (vedi foto) con il patriarca dello Champagne.

L’episodio è stato ricordato oltre che dal prof. Spagnolli, da altri fans di Francesco Moser: Giacomo Santini, Diego Bolognani, Ferruccio Pellegrini, Agostino Cavazza, Salvatore Maule, Riccardo Pellegrini, oggi gran maestro della Confraternita “Amici di Dom Perignon”.

La Confraternita Amici Dom Perignon 07-07-2018 San Giorgio Palù si brinda con Perignon da sx Morgann Tributien Feruccio Pellegrini Diego Moser Francesco Spagnolli

Un simpatico amarcord che ha preceduto il simposio dedicato quest’anno agli spumanti italiani, simposio condotto con rigorosa professionalità dal maestro sommelier Marco Larentis. Dodici le bollicine tricolori metodo classico proposte in degustazione e provenienti da Veneto, Piemonte, Emilia, Lombardia, Franciacorta, Oltrepo’ Pavese, Puglia, Sicilia, Sardegna. Per espressa volontà degli organizzatori in questa occasione non vi è stato un confronto – come in passato – con gli spumanti trentini. La degustazione didattica ha riscosso il plauso dei numerosi confratelli, amici di Dom Perignon, intervenuti a Palù. La serata prevedeva anche una votazione popolare per scegliere lo spumante più rappresentativo, mentre il <sinedrio> degli esperti presieduto dal prof. Spagnolli, riunito nella storica <Caneva de la Mariota>, era impegnato nella proclamazione dello spumante superstar.

La giuria tecnica ha premiato ex aequo uno spumante franciacortino blanc de blancs (100% Chardonnay) dosaggio zero e un blanc de noirs (100% Pinot nero) dell’Oltrepo’ pavese. La giuria popolare invece ha premiato un piacevolissimo Durello dei Lessini.

La Confraternita Amici Dom Perignon 07-07-2018 San Giorgio Palù

In chiusura, con il tagliere dei salumi e dei formaggi e con le peccaminose tagliatelle al ragù di cinghiale, l’enologo Paolo Tiefenthaler, cembrano doc, da 32 anni direttore della tenuta laziale Casale del Giglio (incarico prestigioso che gli è valso l’appellativo di <ottavo re> di Roma) ha deliziato gli ospiti con il suo Chardonnay 2018 premiato con medaglia d’oro (miglior Chardonnay d’Italia) al recente Concorso internazionale Chardonnay du Monde svoltosi all’Istituto Pasteur di Saint Lager, nel cuore della regione vinicola della Borgogna. Chicca finale, sempre di Casale del Giglio, il Mater Matuta 2015 (85% Syrah, 15% Petit Verdot), un rosso sontuoso dal bouquet balsamico che con le sue note speziate di cannella e noce moscata accarezza il palato. In alto i calici. (GIUSEPPE CASAGRANDE)

About The Author

Related posts