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Cartoline ricordo del 58° Vinitaly

Cartoline ricordo del 58° Vinitaly Ecco le immagini degli incontri, delle degustazioni e degli intermezzi conviviali del decano

Cartoline ricordo del 58° Vinitaly

La premier Giorgia Meloni a Vinitaly con il decano dei giornalisti enogastronomici trentini Giuseppe Casagrande (foto Matteo Piazza)

Ecco le immagini degli incontri, delle degustazioni e degli intermezzi conviviali del decano dei giornalisti enogastronomici trentini negli stand di Veronafiere. I brindisi di Giorgia Meloni con il Trentodoc Rotari Riserva Flavio del Gruppo Mezzacorona e il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore della famiglia Lunelli.

Stefano Fambri, presidente dell’Isituto Trentodoc- superata quota 12 milioni di bottiglie

Ottimismo, nonostante tutto. Nonostante uno scenario internazionale complesso per le tensioni internazionali, le guerre commerciali, i cambiamenti climatici, i nuovi stili di vita e il crollo dei consumi: 28 litri di vino pro capite contro i 120 degli anni Sessanta. Questo il “sentiment” percepito nei 18 padiglioni e nei 4.400 stand di Veronafiere durante la maratona dell’edizione numero 58 di Vinitaly che si è chiusa registrando oltre 90 mila presenze con folta (26%) rappresentanza straniera. 

Il settore vitivinicolo non si piange addoso e rilancia la sfida come era già accaduto nel 1986 dopo lo scandalo del metanolo. Un incoraggiamento fatto proprio anche dalla presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni che per il terzo anno consecutivo, dall’insediamento a Palazzo Chigi, ha visitato alcuni padiglioni di Vinitaly.

I brindisi di Giorgia Meloni in Trentino con la Riserva Flavio e il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore

Marcello Lunelli versa il Giulio Ferrari al giornalista Giuseppe Casagrande e al papà Franco Lunelli (foto Matteo Piazza)

“Sono felice di festeggiare con voi – ha dichiarato Giorgia Meloni – questa straordinaria vetrina del Made in Italy. Il vino è un settore che continua a darci enormi soddisfazioni con i suoi 14 miliardi di fatturato.”

“L’immagine dei nostri vini nel mondo è più forte di tutte le difficoltà. Io sono qui – ha aggiuunto – per portare un messaggio importante: il Governo riconosce la forza, il valore, l’impegno del settore vitivinicolo. E, vista la situazione generale, cercheremo di sostenerlo camminando a fianco degli operatori con tutti gli strumenti di cui disponiamo.”

Durante la visita nel Padiglione del Trentino ed in particolare negli stand del Gruppo Mezzacorona e della maison spumantistica Ferrari, la premier ha brindato con il Trentodoc Rotari Riserva “Flavio” del Gruppo Mezzacorona e il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore della famiglia Lunelli.

L’ottimismo di Fiorentino Sandri e il boom dello Zero Infinito in Giappone

Fiorentino Sandri con la figlia Elisa e il figlio Federico presenta lo Zero Infinito (foto Matteo Piazza)

Il Padiglione riservato al Trentino ha registrato afflussi record nei quattro giorni del salone con assalto dei wine lover non solo agli ingressi degli stand dei colossi cooperativi (Cavit e Mezzocorona) e della maison spumantistica Ferrari, ma anche nei corridoi di molte aziende private. Fiorentino Sandri, alla vigilia del riassetto aziendale del marchio Pojer&Sandri (era presente in Fiera con la figlia Elisa, il figlio Federico e alcuni rappresentanti commerciali) ha dovuto addirittura contingentare gli ingressi allo stand. 

Ottimista come sempre, nonostante le vicende internazionali, Fiorentino Sandri ha confermato l’interesse dei visitatori per alcune storiche etichette nonchè il boom di richieste (che non riesce a soddisfare) da parte del Giappone per due etichette: lo Zero Infinito, un vino bianco frizzante con il fondo e il Cremisi, un rosato frizzante, entrambi prodotti con l’antico metodo ancestrale della rifermentazione in bottiglia.

Grande interesse per le bollicine di montagna Trentodoc Riserve e Millesimati

Antonio Santarelli (Casale del Giglio) brinda con il giornalista Giuseppe Casagrande. A Vinitaly ha presentato i tre gioielli della casa: il Bellone Radix, il Biancolella Faro della Guardia e il Mater Matuta (foto Davide Ortombina)

Grande soddisfazione hanno espresso anche i responsabili dell’Istituto Trentodoc, del Consorzio Vini del Trentino e delle Strade del Vino e dei Sapori che hanno avuto l’opportunità di presentare le eccellenze gastronomiche del Trentino.

ll presidente Assoenologi del Trentino Furio Battelini, enologo della Cantina di Riva, con Giuseppe Casagrande (foto Matteo Piazza)

Per quanto riguarda il Trentodoc presente a Verona con 71 aziende su 74 soci, Stefano Fambri, presidente dell’Istituto Trentodoc, ha confermato il grande interesse per le bollicine di montagna, in particolare per i Millesimati e le Riserve, che l’anno scorso hanno abbondantemente superato quota 12 milioni di bottiglie vendute. 

Un dato che riflette la continuità del percorso di crescita della denominazione e il consolidamento del suo posizionamento nel segmento delle bollicine di qualità.

“È un risultato che va letto in termini positivi, in un periodo difficilissimo per tanti motivi, in tutti i settori, e con solo per il vino” ha commentato Stefano Fambri. «È un dato ancor più positivo – ha aggiunto – se si pensa alle enormi questioni geopolitiche che stanno avendo ripercussioni sul potere di acquisto. E che dimostrano come il valore del Trentodoc, sia in termini di qualità, sia di notorietà del marchio, sia riconosciuto dai consumatori”.

Gli spumanti di montagna, rispettosi dell’ambiente, di Albino Armani

Albino Armani nello stand di Vinitaly con il figlio Federico e il giornalista Giuseppe Casagrande (foto Matteo Piazza)

L’azienda vitivinicola Albino Armani 1607, con oltre quattro secoli di storia, realtà profondamente legata alla montagna ha presentato la nuova annata del Trentodoc Clé Dosaggio Zero 2021 e il nuovo millesimo Riserva 2019, sintesi evolutiva di un progetto che ha in alta quota la sua cifra stilistica.

La spumantistica in quota rappresenta per la famiglia Armani una vera e propria filosofia produttiva: richiede rigore, attenzione e rispetto per un ambiente che non concede scorciatoie, ma che, proprio per questo, sa restituire vini di grande identità che sono il denominatore comune di tutta la produzione triveneta firmata Albino Armani 1607.

Un approccio che trova l’espressione più significativa sull’Altopiano di Brentonico, alle pendici del Monte Baldo, dove vigneti allevati a pergola trentina si estendono fino a superare gli 800 metri di altitudine. Qui, su suoli magri, basaltici e ricchi di scheletro, si creano le condizioni ideali per la produzione di basi spumante di grande fascino. 

E Cavit rilancia due vini freschi e beverini: il Pinot Bianco e la Schiava

L’enologo Andrea Faustini direttore tecnico della Cavit con il giornalista Giuseppe Casagrande (foto Matteo Piazza).

Vinitaly ha anche confernato che il mercato del vino evolve verso nuovi trend di consumo, che privilegiano freschezza, identità territoriale e gradazioni moderate. È un’evoluzione del gusto che premia la bevibilità e l’autenticità varietale, aprendo nuovi spazi a vitigni che Cavit ha saputo reinterpretare in chiave moderna e rispettosa del territorio.

A Vinitaly Cavit ha posto al centro della propria proposta due etichette che parlano di questa tendenza: il Pinot Bianco Bottega Vinai, frutto di un articolato progetto di ricerca agronomica su terroir selezionati del Trentino, e la Schiava Cum Vineis Sclavis, vitigno autoctono che torna alla sua forma più autentica attraverso la tradizionale vinificazione in rosso. Due vini diversi per carattere, uniti da una stessa idea: la riscoperta come evoluzione.

Gottardi (Cembra) proclamata cantina dell’anno al Concorso Gran Vintaly 2026

La direttirice dell’Istituto Trentodoc Sabrina Schench con il Gran Maestro della Confraternita della Vite e del Vino Mauro Leveghi (foto Matteo Piazza)

Exploit del Trentino anche nei Concorsi internazionali. Dopo il trionfo del Mach Nuar 2019 della Fondazione Edmund Mach al “Venice International Wine Trophy Bubbles“, una piccola cantina familiare della val di Cembra, la tenuta Gottardi, ha conquistato un doppio riconoscimento al Concorso Gran Vinitaly 2026 come Cantina dell’Anno e Miglior Vino Italiano con il Trentodoc Extra Brut Riserva Posad’Or 2017.Il gioiello creato dall’enologo Vito Piffer è stato premiato dalla Giuria internazionale con 98 punti. Un risultato che celebra la viticoltura eroica di montagna e il legame storico con il territorio: il vino e il porfido, due attività che hanno segnato la vita di tante famiglie della Val di Cembra. 

L’anima di una di queste famiglie oggi è rappresentata da Franco e Carlo Gottardi e dalle figure femminili Giovanna, Patrizia e Angela che hanno abbracciato un modello produttivo che coniuga identità, sacrificio, competenza e capacità di interpretare un territorio aspro, segnato da forti pendenze, terrazzamenti, muretti a secco, ma straordinariamente vocato alla viticoltura.

Il “Vino dei Poeti” Prosecco Superiore Docg Cartizze Dry della cantina Bottega

L’imprenditore trevigiano Sandro Bottega si coccola l’ultimo nato di casa Bottega- il Cartizze Dry Vino dei Poeti (foto Matteo Piazza)

Come sempre tra i protagonisti storici di Vinitaly, non poteva mancare la cantina Bottega che quest’annp ha presentato il “Vino dei Poeti” Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Cartizze Dry, top di gamma della denominazione.

Il Cartizze rappresenta la massima espressione della denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore.

Ha origine da uve coltivate esclusivamente sull’omonima collina racchiusa in soli 108 ettari tra le frazioni di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel comune di Valdobbiadene. Le particolari condizioni pedoclimatiche rendono questo vino un unicum all’interno dellla denominazione Conegliano Valdobbiadene.

Vinificato in Dry, il “Vino dei Poeti” Bottega, colore giallo paglierino tenue e delicato, danza nel calice con un 

perlage fine e persistente e un’aureola di spuma densa e consistente. Si caratterizza per l’intenso profumo di pesca bianca, mela golden croccante e succosa, albicocca, con una nota floreale delicata di zagara e fiore di pesco. Il sorso è fruttato, amabile e fresco, con un aroma persistente.

Ottimo come aperitivo con formaggi morbidi e cremosi, a tavola si abbina egregiamente con il risotto agli asparagi mantecato alla crema di Morlacco e con dessert a base di pasticceria secca e crema alla vaniglia. (Servizio fotografico di Matteo Piazza).


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