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Cantine Monfort: da Palù di Giovo a Lavis un brindisi lungo 75 anni…

con uno sguardo rivolto al mondo

Palù di Giovo, paesino di poche anime, adagiato sui declivi terrazzati all’imbocco della Valle di Cembra, è famoso in Italia e nel mondo per le imprese di alcuni ciclisti.  La dinastia dei Moser (il mitico Aldo, quindi Enzo, Diego, soprattutto Francesco, il campionissimo. I Simoni, Gilberto Simoni in particolare, scalatore di razza.

Due famiglie accomunate dalla stessa passione: il ciclismo professionistico e il vino.

Ed è di quest’ultimo aspetto che intendiamo parlare quest’oggi prendendo spunto dal 75° anniversario di fondazione delle Cantine Monfort.  Azienda nata nel 1945 a Palù di Giovo grazie al coraggio e alla lungimiranza della famiglia Simoni, Giovanni (il patriarca), Guido, Ermete, Germano, Michele, azienda oggi guidata con spirito manageriale da papà Lorenzo e dai figli Chiara (responsabile vendite e marketing) e Federico (brand ambassador per i mercati internazionali). 

l’enologo Maurizio Iachemet.

Una storia, quella delle Cantine Monfort, che si intreccia con le vicende dell’emigrazione del primo e secondo dopoguerra: dal Trentino verso l’estero e dalle valli verso la città e il fondovalle.

In questo caso Giovanni Simoni (era il 1951) dalla natìa Palù scese a Lavis dove, disponendo di spazi più funzionali, avviò una piccola attività legata alla vendita all’ingrosso di mosti e di vino.

Una scelta intelligente culminata nel 1965 con l’acquisizione di Palazzo Monfort, nel cuore della borgata, sede attuale dell’azienda, con cantina sotterranea e caveau dove maturano e vengono affinati i gioielli della casa.

Nella storica cantina Lorenzo Simoni vinifica le uve trentine coltivate in Valle di Cembra, nella Piana Rotaliana, sulle colline di Lavis, a Meano, alle pendici del Calisio, a Civezzano, in Valsugana. Con sistemi di produzione integrata nel rigoroso rispetto dell’equilibrio biologico della natura. 

Altra tappa nella storia dell’azienda è la ristrutturazione, avvenuta nel 2005, del maso di famiglia, Maso Papa, in località San Lazzaro, sulla sponda sinistra dell’Avisio.

Un angolo di paradiso tra le vigne, che la famiglia Simoni ha trasformato in sala degustazione e di rappresentanza per convegni, seminari, incontri culturali.

Ma l’investimento più importante e prestigioso è l’acquisizione nel 2006 di Maso Cantanghel, sei ettari di vigneto (dal 2012 certificato biologico).

All’imbocco della Valsugana, accanto al forte austriaco di Civezzano.

Un vigneto che negli anni Ottanta quel sognatore di Piero Zabini, un emiliano visionario, trasformò da pietraia (sgreben) in giardino dell’Eden.

Qui, sotto lo sguardo attento di Federico Simoni, enologo, laurea in Economia, vignaiolo per passione, con esperienze a Bordeaux (da Chateau Margaux) e in Nuova Zelanda, ha perfezionato, seguendo una rigorosa filosofia aziendale. I “cru” di Maso Cantanghel: il pluripremiato Pinot Nero, una delle migliori espressioni di questo difficile vitigno in Trentino, il Pinot Grigio, il Sotsass (una cuvée di uve a bacca bianca) e altre grandi etichette: il Sauvignon, il Gewurztraminer, lo Chardonnay e il Pinot Bianco.

Lorenzo Simoni Photo © Alice Russolo /

Vini d’alto lignaggio che completano la gamma di etichette proposte da Casata Monfort: dai vini espressione del territorio (Blanc de Sers, Corylus Nosiola, Muller Thurgau, Pinot Grigio Ramato, Lagrein) alle bollicine Trentodoc.

Tutti vini, come ama ripetere l’enologo dell’azienda Maurizio Iachemet, riconoscibili per l’eleganza, l’armonia, la finezza e il rispetto sacrale per i sentori varietali del vitigno e del territorio.

A proposito di territorio, emblematica è la valorizzazione di alcuni antichi vitigni dell’Alta Valsugana (Veltriner, Valderbara, Cinese, Paolina, Pavana, Rossara, Franconia, Portoghese, San Lorenzo) che sembravano destinati all’oblio. Ma che grazie all’incoraggiamento di Gianpaolo Girardi le Cantine Monfort hanno deciso di riportare in vita.

Uno su tutti il Blanc de Sers coltivato sulle colline di Serso e Viarago da una pattuglia di indomiti vignaioli (vino fresco, sapido, minerale, incredibilmente longevo) proposto nella duplice versione tranquilla e spumante Brut Nature.

Spumante quest’ultimo che affianca i Trentodoc d’autore, altro fiore all’occhiello dell’azienda: il Monfort Brut, il Riserva brut e il Monfort Rosè. Ultima chicca il Trentodoc Rare Vintage 2008 (80% Chardonnay, 20% Pinot Nero), poche bottiglie, rare e preziose per festeggiare i 75 anni dell’azienda: da Palù di Giovo a Lavis con uno sguardo rivolto al mondo.

papà Lorenzo Simoni con i figli Chiara e Federico tra le pupitres Photo © Alice Russolo /


PS le foto sono di Alice Russolo arrivate tramite l’azienda Monfort


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