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Appius 2018, un vino da sogno

Appius 2018, un vino da sogno

Appius 2018, un vino da sogno

Hans Terzer, il leggendario (46 vendemmie) kellermeister della Cantina San Michele Appiano

Presentata in occasione del Merano WineFestival la cuvée creata dal kellermeister della Cantina San Michele Appiano, Hans Terzer, che ha festeggiato le sue 46 vendemmie. Chapeau!

Una percentuale importante (52%) di Chardonnay, una presenza intrigante (20%) di Pinot Grigio, un refolo elegante (15%) di Pinot Bianco e un tocco suadente (12%) di Sauvignon Blanc. 

Miscelate bene et voila! Ecco a voi lo Chanel numero 5°. Pardon, l’Appius numero 9°, la cuvée creata nove anni fa dal kellermeister della Cantina San Michele Appiano, Hans Terzer, che la rivista “Vinum” ha inserito nell’Olimpo dei grandi winemaker del pianeta enoico ribattezzandolo “La leggenda del vino altoatesino”. 

E leggendario Hans Terzer lo è davvero visto il prestigioso curriculum che ha accompagnato la sua carriera: 2 anni a Laimburg, 2 da Tiefenbrunner e 46 vendemmie alla Cantina di San Michele Appiano. Che altro aggiungere? Semplicemente: chapeau!

Una gioiello che conquista il palato al primo sorso: elegante ed armonico

Ma torniamo al vino da sogno, l’Appius 2018, la cuvée di vini bianchi creata nove anni fa e presentata ieri in occasione dell’apertura del 31°Merano WineFestival.

Appius 2018, l’ultimo gioiello della collezione San Michele Appiano

Frutto del meticoloso lavoro di selezione, in fase di raccolta delle uve e poi di assemblaggio, Appius rappresenta il meglio dell’annata 2018, climaticamente caratterizzata da un buon andamento e da un ciclo vegetativo leggermente anticipato. 

Un vino stilisticamente in linea con le edizioni precedenti, votato alla longevità. Un vino intrigante che conquista il palato dei wine lover al primo sorso.

Una cuvée intrigante: Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Sauvignon Blanc

La cuvée 2018 (Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Sauvignon Blanc nelle proporzioni poc’anzi citate) ammalia già dal colore: brillante, luminoso, giallo-verdognolo con riflessi che ricordano la malachite. 

Le storiche botti della Cantina San Michele Appiano

Al naso l’impatto è straordinario con un’esplosione dapprima di frutta esotica matura (banana, melone, mango, riconducibile allo Chardonnay, e poi con una sequenza di frutta locale (pera Williams, pesca, mela Renetta, ribes bianco, uva spina) che palesa la presenza del Pinot Bianco e del Pinot Grigio. 

Piacevole la nota agrumata, riconducibile al pomelo e al cedro, che lascia spazio nel finale a sentori di miele di acacia e lavanda. 

Al palato la considerevole acidità, tratto essenziale e distintivo di Appius 2018, dona freschezza e bevibilità al vino, mentre la sapidità si sposa con una alcolicità non aggressiva.

Il retrogusto rivela una nota di clorofilla rivelatrice del quarto vitigno della cuvée: il Sauvignon Blanc e gli aromi terziari del legno: cioccolata bianca e un po’ di vaniglia che si fondono con un fruttato di bacche di sambuco.

Appius 2018 racconta la mano e lo stile delle annate precedenti, con la ricerca puntigliosa dell’eleganza e dell’armonia delle proporzioni. Un vino elegante, armonico, votato alla longevità.

Abbinamenti gastronomici: piatti di pesce e risotti ai frutti di mare

Per quanto riguarda gli abbinamenti, Appius è il vino ideale per accompagnare piatti di pesce succulenti come il rombo e la coda di rospo. Ma si sposa splendidamente anche con un risotto ai frutti di mare e con alcuni piatti che hanno per protagonisti i volatili oppure delle delicate pietanze a base di carni di vitello.

In occasione della presentazione dell’annata 2018 Herbert Hintner, lo storico chef stellato del Ristorante Zur Rose di Appiano ha studiato un menu particolare privilegiando il pesce, le verdure dell’orto e i prodotti del territorio. 

Apre le danze un Confit di baccalà, cappuccio stufato, melograno, aglio nero (vino abbinato lo Chardonnay Fallwind 2021, un vino fantastico per profumi e complessità, baciato dai venti freschi che scendono dalla Mendola) per passare poi alle Verdure dell’orto di casa stufate e ripiene con formaggio di malga (vino abbinato il Sauvignon The Wine Collection 2019, altro gioiello della cantina, morbido, cremoso, elegante, dotato di una spiccata mineralità).

I piatti d’autore dello storico chef stellato Herbert Hintner (Zur Rose)

Breve pausa in attesa di uno dei piatti simbolo della cucina d’autore dello storico chef stellato di Appiano Herbert Hintner: gli Schlutzkrapfen a modo suo (vino abbinato in questo caso un Pinot Bianco scelto tra le poche bottiglie che Hans Terzer conserva gelosamente nel suo caveau). 

Grande piatto e grande vino in attesa del piatto forte della serata ideato per il matrimonio d’amorosi sensi con l’edizione 2018 di Appius: il Luccioperca (dell’azienda Schiefer di San Leonardo in Passiria) proposto con un delicato pesto al cavolo verde, perle di patate e una salsa alle spezie. Perfetto l’abbinamento. Chiusura in dolcezza con una delziosa mela al forno con mirtilli rossi (vino abbinato il Passito Comtess Sanct Valentin 2020, un’autentica chicca per festeggiare Hans Terzer accolto tra gli dei dell’Olimpo enoico mondiale).

Appius, creato nove anni, fa rispecchia la creatività del kellermeister
Le nove annate di Appius, il goiello della Cantina San Michele Appiano

Appius, il cui nome è radice storica e romana della località altoatesina, Appiano, è nato nove anni fa con l’annata 2010, a cui sono seguite le annate 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017. Il progetto vuole realizzare anno dopo anno un vino capace di rispecchiare il millesimo e di esprimere la creatività e la sensibilità del suo autore, il kellermeister Hans Terzer. 

Anche il design della bottiglia e la sua etichetta sono reinterpretati. Lo scopo è di concepire una “wine collection”capace di appassionare gli amanti del vino di tutto il mondo. 

L’etichetta della nona edizione di Appius rappresenta il millesimo 2018 con un’armonica danza senza tempo tra i vitigni a bacca bianca più preziosi della Cantina di San Michele Appiano, che, unendosi nel calice, diventano oro da assaporare. 

L’immagine permette sempre una libera interpretazione, affinché ogni wine lover possa averne un’intima ispirazione. Come per le altre annate, anche questa nona edizione di Appius è limitata.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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