
(Adnkronos) – “Carlos, meglio non giocare gli US Open”. Carlos Alcaraz, numero 2 del tennis mondiale, è fermo ai box da aprile. Colpa di un infortunio al polso destro che da quasi 4 mesi blocca il fuoriclasse spagnolo. Il 23enne di Murcia potrebbe tornare in campo agli US Open, l’ultimo Slam stagionale in programma a New York dal 30 agosto. L’iberico quest’anno ha saltato il Roland Garros e Wimbledon. Nella Grande Mela, difenderebbe il titolo conquistato un anno fa. La sua partecipazione non è ancora assicurata, anche se gli allenamenti proseguono con intensità crescente. Ad integrare il quadro contribuiscono le parole di Stephen Smith, ‘guru’ nella prevenzione di infortuni. L’esperto, interpellato da Tennis365, vota contro il rientro di Alcaraz a New York.
“Gli US Open aumentano quasi tutti i rischi per la salute: a New York fa caldo e l’umidità è estrema, si gioca sulla superficie più dura del circuito, i match sono al meglio dei 5 set e possono durare 4 o 5 ore”, dice Smith. Il fondatore e Ceo di Kitman Labs, la società leader mondiale nel campo della scienza dello sport e dell’intelligence delle prestazioni, delinea uno scenario particolarmente ostico per chi, come Alcaraz, tornerebbe a competere dopo una lunga assenza. “Per un giocatore che è rimasto inattivo per un periodo di tempo significativo, ci si aspetta che disputi più set del solito, visto il talento che possiede”, aggiunge l’esperto. Il rischio, in sostanza, è che il motore di Alcaraz subisca sollecitazioni eccessive al rientro: servirebbe una programmazione più graduale e un approccio più prudente. “Considerata la pazienza che ha dimostrato di avere – conclude Smith- mi sorprenderebbe vederlo agli US Open”.
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