I Viaggi di Graspo

A Cascina Melognis per sapere tutto sul Gouais Blanc

A Cascina Melognis per sapere tutto sul Gouais Blanc Un incontro a tutto Gouais per capire i percorsi incredibili e spesso unici dei Patriarchi

A Cascina Melognis per sapere tutto sul Gouais Blanc

la degustazione con Michele

Un incontro a tutto Gouais per capire i percorsi incredibili e spesso unici dei Patriarchi, dei Profeti e degli Eroi dei Vitigni Rari Italiani.
 A proposito di Cascina Melognis
Michele Fino è anche un vignaiolo, ma non solo.

Se non glielo chiedi non ti dice che insegna diritto all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, né che ha studiato giurisprudenza e che è uno dei massimi esperti in una materia articolata e complessa come l’etichettatura del vino, né che è autore di tante pubblicazioni originali e fuori schema tra cui “Non me la bevo. Godersi il vino consapevolmente senza marketing né mode”.

Graspo sempre più in alto

Ti dice solo che ha fondato nel 2009 con sua moglie, Vanina Maria Carta, Cascina Melognis, una piccola azienda vitivinicola di circa tre ettari e qualcosa  dove ha messo a dimora o rigenerato alcune delle varietà più identitarie e storiche del Piemonte e non solo come Pelaverga, Barbera, Neretta Cuneese, Freisa, Chasselas, Chatus e naturalmente il Gouais Blanc.

Michele e Vanina si ispirano alle filosofie produttive dei Vignaioli Indipendenti e di Slow Food

Il tutto condito però con una overdose di simpatia, ospitalità, competenza ed una inesauribile curiosità.

 

Un unicum pedoclimatico

Aldo Lorenzoni con Michele Fino

Siamo nelle Colline Saluzzesi,  ai piedi del Monviso e qui Cantina Melognis si inserisce come un caso emblematico di recupero consapevole della biodiversità viticola, fondando la propria identità produttiva su varietà rare, spesso dimenticate, ma profondamente legate al paesaggio pedemontano del Monviso.

Il territorio del Saluzzese rappresenta un unicum dal punto di vista pedoclimatico.

da sx Michele, Giacomino e Giordano

Situato in una fascia di transizione tra pianura e arco alpino, beneficia di suoli complessi, prevalentemente sabbiosi e limosi, solo in piccola parte argillosi, arricchiti da una componente scheletrica di origine erosiva.

L’altitudine moderata, unita alle marcate escursioni termiche tra giorno e notte, incide in modo determinante sulla fisiologia della vite, favorendo una maturazione lenta e progressiva delle uve e preservando un’elevata dotazione acidica.

Queste condizioni si rivelano particolarmente adatte a vitigni tradizionali a bassa produttività, spesso penalizzati in contesti più caldi o eccessivamente fertili, ma capaci qui di esprimere una notevole precisione aromatica.

 

Un confronto inedito

Carla Vannino

Il luogo e le persone sono quindi ideali per un confronto inedito.

Due diverse verticali di Gouais Blanc relative alle annate 2025, 2024, 2023 e 2022.

La prima serie proposta da Cascina Melognis e la seconda dalle esperienze di moicrovinificazione di G.R.A.S.P.O. provenienti dalle uve ritrovate in Alta Lessinia nel veronese in Contrada Parisi presso il vigneto ancestrale di Marino Anselmi e la storia sorprendente che ci racconta Michele coincide alla perfezione con la ricerca condotta da G.R.A.S.P.O. a quasi 500 chilometri di distanza.

Michele e Carla

Non è merito nostro la riscoperta del Gouais Blanc – esordisce Michele – noi ne siamo solo i custodi.

Tutto è partito oltre 25 anni fa da due veri profeti Alessandro Reyneri di Lagnasco e Domenico Montevecchi giardiniere e frutticoltore che ha creato il giardino botanico di Villa Bricherasio alle porte di Saluzzo e purtroppo recentemente scomparso.

Sono stati loro a ritrovare in contrada Charjou in alta Valle Maira questo antichissimo vitigno che si riteneva perduto e che localmente, in Occitano, si chiama semplicemente la Blancho (l’uva bianca). Siamo nel comune di Macra, in quella che in Italiano è borgata Caricatori.

 

Sono stati poi i successivi rilievi anche genetici del CNR di Grugliasco con l’ampelografa Anna Schnaider a testimoniare l’importanza della scoperta e l’avvio del progetto di recupero oggi condiviso da alcune aziende sul territorio regionale.

Un racconto che ricorda molto l’esperienza di G.R.A.S.P.O. in Alta Lessinia nella contrada sperduta dei Parisi.

 

Un vero Patriarca

Antonio Tebaldi

Il Gouais Blanc o Liseiret è una varietà a bacca bianca ritenuta rarissima se non addirittura scomparsa, oggi relegata ai margini dal punto di vista colturale ma che nel passato ha avuto un ruolo genetico fondamentale nello sviluppo dell’assortimento varietale centro-europeo. 

Essa è infatti il genitore di una ottantina di vitigni attualmente coltivati, tra cui, in partnership con il Pinot, di alcuni internazionali noti a tutti quali lo Chardonnay, il Gamay, il Dimiat, il Furmint ed il Riesling renano.

Nell’ultimo libro di G.R.A.S.P.O. Anna Schnaider  ricorda che questo vitigno si trova in Piemonte chiamato anche Preveiral o con un generico Blancho (Bianco) e Liseiret, ma anche in Valle d’Aosta, con il nome di Teilly, e nel Piacentino come Lisör, le sinonimie indicate sono state tutte accertate sia per confronto delle descrizioni morfologiche delle piante che dei profili genetici ottenuti con i diversi marcatori molecolari. Nel campo catalogo del CNR di Grinzane Cavour ci sono almeno cinque diversi biotipi di questo vitigno basilare per la storia ampelografica non solo italiana

Questo vitigno conosciuto anche come Heunisch weiss o Liseiret, è stata forse la cultivar di vite tra le più diffuse nella viticoltura medioevale dell’Europa centrale, non solo, infatti, esso viene descritto in numerosi testi storici come un vitigno molto diffuso, ma è anche una delle varietà di vite con il più alto numero di sinonimi, 103 ne elencano Boursiquot e collaboratori e ben 221 ne indica il Vitis International Variety Catalogue (VIVC.de) che si riferiscono a regioni viticole comprese in un’ampia fascia che va dai Balcani all’Europa atlantica, includendo Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Austria, Croazia, Slovenia, Italia, Germania, Svizzera e Francia. 

 

Resilienza e freschezza

Va inoltre ricordato che la presenza attuale del vitigno, molto sporadica, è limitata a luoghi di viticoltura marginale e dal clima fresco o continentale. Se in Italia è stato ritrovato principalmente lungo le valli alpine ed appenniniche, dove si spinge fino ad elevate altitudini, nel resto d’Europa occupava generalmente le regioni a clima invernale più rigido. Tale distribuzione territoriale è giustificata dalla rusticità del Heunisch-Gouais-Liseiret, che offre un prodotto abbondante anche in ambienti ostili per altre cultivar.

Anche se non particolarmente amato nel passato, soprattutto per l’elevata acidità che si accompagna ad una maturazione non sempre completa per le estreme condizioni climatiche di coltura, l’Heunisch-Gouais-Liseiret è sempre stato apprezzato per le caratteristiche agronomiche quali elevata fertilità, resistenza alle basse temperature e discreto accumulo di zuccheri nelle uve.

Oggi il Gouais-Heunisch-Liseiret è quasi scomparso dai vigneti europei, se ne trovano ancora piccoli appezzamenti in Slovenia con il nome di Belina, in Francia (Jura e Sud-ovest), in Germania soprattutto intorno ad Heidelberg e nel Vallese svizzero. 

In Italia ha dimostrato di adattarsi ad ambienti di viticoltura meno favorevoli dove, in particolare in Alta Val Bormida, in Alta Langa e qui nel Saluzzesi dove Cascina Melognis lo sta valorizzando 

con leggere macerazioni sulle bucce per mitigarne la sua incredibile forza acida senza perdere la sua originale freschezza che nel calice ha dimostrato di conservare anche nel tempo.

O come in Alta Lessinia ed in Alta Langa dove si stanno confermando interessanti prospettive di sviluppo legate soprattutto alla spumantizzazione, tecnica per la quale l’acidità pronunciata e la moderata alcolicità, invece di penalizzare il prodotto, si rivelano invece aspetti desiderabili. 

Di Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi, foto di Gianmarco Guarise 

Cascina Melognis 

Azienda agricola Carta Vanina Maria

Via San Pietro 10 – 12036 Revello (CN)

cascina.melognis@gmail.com

https://www.facebook.com/cascina.melognis/

3336676235

 


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