Al Merano Wine Festival la nazionale dei custodi dei vitigni rari

Sono 11 aziende custodi di vitigni rari e vengono da tutta Italia per giocarsi la partita del cuore nel campo centrale del Pavillon des fleures in occasione del prossimo Merano Wine Festival. Un’occasione unica per non perdersi un grande spettacolo di assaggi veramente originali.

Una partita tutta da giocare
Merano WineFestival si prepara alla 35ª edizione: dal 6 al 10 novembre 2026 il Kurhaus torna capitale delle eccellenze enogastronomiche, all’insegna dell’eleganza e della biodiversità. Il 35° Merano WineFestival riproporrà il collaudato format in 5 giornate, quasi un torneo, che si aprirà infatti venerdì 6 novembre con TasteTerroir –
bio&dynamica, con protagonisti i vini ed i produttori che raccontano come il rispetto per la terra e la viticoltura consapevole possano rappresentare opportunità strategiche per il futuro.
L’occasione giusta per la nazionale italiana dei custodi dei vitigni rari di G.R.A.S.P.O. di tornare in campo per giocarsi una grande partita.
Una formazione tutta nuova

La formazione di questo anno è completamente rinnovata e sicuramente molto molto motivata.
Tra i pali, con il numero 113, proprio per difendere meglio i valori di vitigni territoriali originalissimi, ci saranno dal Friuli i vini di Lorenzo Bulfon come il Cividin, lo Sciaglin, l’Ucelut, il Piculit Neri, il Forgiarin, il Cianorie ed il Cordenossa.
Una proposta incredibile di vitigni rari che raccontano al meglio la passione che questa azienda mette nel suo instancabile lavoro.

La rocciosa linea di difesa vede sulla destra la determinazione e l’esperienza di Domenico Cuneo di Cascina Gnocco, che con il numero 115 porta in campo la Mornasca e la Croà.

Al centro e sulla sinistra la linea e completata dalla visione di gioco di Vittorio Giulini che con il numero 116 di Tenuta La Marchesa dalle colline del Gavi schiera Albarossa,
Pelaverga, Slarina e Uvalino mentre con il numero 117 dai Castelli Romani Tenuta di Pietra Porzia propone il Lecinaro un vitigno dal passato ma che guarda ad un grande futuro.
Un centrocampo di esperienza

In mezzo al campo non manca fantasia e personalità con il numero 114 troviamo infatti Celestino Gaspari che dalla Valpolicella con la sua azienda Zymè porta non solo la certezza di vitigni notissimi ma anche la sorpresa della Rondinella Rosa.

Sulla stessa linea fatta di esperienza e creatività gioca anche con il numero 118 Albino Armani che porta i vitigni storici della Bassa Atesina come Enantio, Casetta e Nera dei Baisi.
A coprire sul lato orientale, dal Friuli arrivano anche Claudio e Nicolò Zani che,

con il numero 119, portano a Merano la passione maturata nello storico vigneto di Cuelvilan e tutta la grinta del Refosco di Faedis
e naturalmente Giorgio ed Eugenio Nicolini che da Muggia in provincia di Trieste con il numero 120 schierano tutta l’originalissima espressione della Piccola Nera,
vitigno figlio di due Patriarchi come il Liseiret e la Vulpea.
Fantasia e carattere in attacco

Tutto nuovo il fronte offensivo, proposto dalla squadra dei custodi, con a sinistra un fantasista di classe come Alfonso Soranzo di Monteforche che gioca ala con il numero 121 al debutto con la sua Pattaresca dei Colli Euganei,

sulla desta invece Massimo Calcagno con il numero 122 dell’azienda Viti sul Lago.
Viene da Bolsena e si gioca tutto sulla bellissima storia dell’Uva Greca Puntinata.

Una esperienza spumeggiante invece al centro dell’attacco La Chimera di Stefano Turbil che viene dalla Val Susa dove ha imparato a non mollare mai portando in campo grinta e combattività.
Giocherà con il numero 123 forte dei suoi gioielli come il Becuet e l’Avanà.
La regia di G.R.A.S.P.O.
In panchina con il numero 124, ma estremamente motivati tutti gli altri vitigni rari di G.R.A.S.P.O. con le loro bellissime storie, tutti pronti ad entrare in campo per una degustazione stellare.

Hoertroete, figlio di una unica vite che ha 425 anni;

il vitigno fondativo più importante al mondo che ha generato con il Pinot tutti i vitigni della Borgogna; la Quaiara o Vulpea unico genitore conosciuto della Glera; la Saccola, la Brepona, la Pontedara e tanti altri che, anche se al debutto, non hanno paura di confrontarsi alla pari con i migliori del mondo.

Una nazionale dei vitigni rari italiani molto cara ad Helmuth Köcher che ha sempre avuto una forte sensibilità per il lavoro di salvaguardia e di preservazione di G.R.A.S.P.O. fatto di autenticità e sfida al cambiamento climatico.

«Merano WineFestival è da sempre sinonimo di stile ed eccellenza, nel calice e nel piatto» sottolinea Helmut «Per la 35ª edizione vogliamo celebrare l’eleganza come valore assoluto e senza tempo; quella stessa armonia, fatta di equilibrio, cura e pazienza, che si ritrova nei prodotti enoici e gastronomici di qualità.
Siamo al lavoro proprio in queste settimane su un programma che renderà ancora una volta il Kurhaus palcoscenico di un racconto immersivo e indimenticabile dedicato alla sapienza dei produttori, che grazie alle loro eccellenze valorizzano l’incredibile patrimonio ampelografico italiano portando alto il nome dell’Italia nel mondo».
Di Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi, foto di Gianmarco Guarise
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