I Viaggi di Graspo

Tina la vite centenaria di Costantino

Tina la vite centenaria di Costantino Si tratta forse della Vite più vecchia al mondo di Enantio o Lambrusco a foglia frastagliata

Tina la vite centenaria di Costantino

Quasi 150 metri quadrati di superficie

Si tratta forse della Vite più vecchia al mondo di Enantio o Lambrusco a foglia frastagliata.

ogni particolare di Tina è spettacolare

Siamo ad Osseniogo di Dolcè a due passi dall’Adige per incontrare, con G.R.A.S.P.O.,  Tommaso Verardo enologo ed agrotecnico della Cantina Valdadige, Francesco Penner tecnico viticolo della Fondazione MACH e naturalmente il custode Costantino Castelletti.

Nel nome del nonno

la maestosa dimensione di Tina

Capita di portare il nome del nonno, capita perché alla sua nascita nonno Costantino non c’era già più, morto sotto le bombe che 1944 cadevano anche a Ossenigo, nella Valdadige veronese.

Groviglio di viti

Nonno Costantino era nato sul finire dell’Ottocento e da giovane, prima della Prima guerra mondiale, aveva piantato un vigneto all’Ischia Granda, in riva alle sponde dell’Adige. Pergole di Lambrusco a Foglia Frastagliata, varietà principe in quegli anni in questo lembo di vallata.

Nella sua storia centenaria questa pianta ha visto passare tanti cambi di stagione e ha visto piantare lì accanto altre pergole di Lambrusco, ma con il portainnesto, lei non lo possiede è, come si dice, franca di piede, segno della sua età centenaria.

Oltre le ali della pergola

da sx Tommaso Penner, Costantino Castelletti e Tommaso Verardo

Per decenni tutte quelle viti con o senza il portainnesto hanno prodotto i loro grappoli, ma dopo 100 anni di onorate vendemmie hanno dovuto lasciare spazio all’emergente Pinot Grigio.

da sxTommaso Verardi e Francesco Penner

Tutte meno una, la prima della fila, proprio lei, Tina, quella che spazia oltre le ali della pergola, quella che si espande sopra la capezzagna.

Una vite come ricordo affettuoso di un nonno che non ha mai conosciuto, una vite per non dimenticare e per poter tramandare un vitigno che oggi chiamiamo Enantio.

Costantino e la sua pergola

Sì perché nella sua storia centenaria Tina ha visto cambiare anche il nome della varietà; negli anni 2000 al Lambrusco a Foglia Frastagliata si è scelto di dare un nome diverso per non confonderlo con i Lambruschi emiliani.

Enantio, un nome di fantasia pescando nel profondo della storia, al tempo dei romani quando di questi luoghi raccontava Plino il vecchio.

Quando l’acqua toccava i grappoli

Costantino con Tina

Oggi Costantino conserva e custodisce questa vite assecondandola e lasciando che si espanda a piacimento lungo la fila e verso la capezzagna quasi volesse abbracciare le piccole viti ventenni di Pinot Grigio che crescono accanto a lei. 

U

Costantino Castelletti

na vite maestosa, imponente e silenziosa. All’ombra del corno d’Aquilio, mentre ascolta lo scorrere placido del fiume, pensa ai tempi lontani quando si vendemmiava con il freddo negli ultimi giorni di ottobre, pensa alle sue piene come quella del 1966 quando l’acqua toccava i grappoli.

Costantino quella piena la ricorda, al tempo era solo un ragazzo e ora è felicemente nonno.

Nel cuore tanti ricordi, anche del nonno che non ha mai conosciuto, e nella mente la voglia di lasciare a chi verrà un monumento naturale, segno tangibile della  storia di questa famiglia.

Forse è la vite di Enantio più vecchia del paese, forse è la più vecchia della valle, certamente è la vite che ha accompagnato tre generazioni.

Un monumento naturale che va preservato e, che ancora, guarda con fiducia al futuro.

Di Francesco Penner, foto di Aldo Lorenzoni


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