Premiate le eccellenze enogastronomiche delle Tre Venezie

Alla Distilleria Marzadro in Vallagarina la presentazione della Guida «Venezie a Tavola» 2027. Duecento i ristoranti recensiti, 50 i vini (bollicine, bianchi, rossi e dolci), 30 i prodotti tipici.
Alto Adige superstar con ventotto ristoranti. Quattordici in Trentino con le novità: Osteria Morelli e Lusernarhof.
Ristorante dell’Anno è stato proclamato l’Harry’s Piccolo di Trieste: premiati gli chef stellati Matteo Metullio e Davide De Pra.
Duecento ristoranti, 50 vini (bollicine, bianchi, rossi e dolci), 30 prodotti tipici. Questi, in sintesi, i numeri della guida «Venezie a Tavola» 2027 presentata lunedì alla Distilleria Marzadro di Nogaredo.

La guida, diretta da Luigi Costa e curata da Davide Scapin Giordani, accompagna i lettori in un «viaggio goloso» che parte dal Trentino Alto Adige per approdare in Slovenia e Croazia dopo aver attraversato il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, alla scoperta dei migliori ristoranti, trattorie, vini e prodotti tipici delle Tre Venezie. Una vetrina delle eccellenze enogastronomiche di un territorio ricco di imprenditori impegnati nel mondo dell’enogastronomia e di piccoli «artigiani del cibo», maestri nel valorizzare ogni giorno – sia i primi che i secondi – un tesoro unico di competenze, saperi e tradizioni.
La Guida «Venezie a Tavola» 2027 racconta l’anima di queste terre, con i variegati profumi, sapori e gusti delle diverse cucine focalizzando l’attenzione sulle eccellenze che si possono scovare in una modesta trattoria di campagna o in un esclusivo ristorante stellato. Discorso che vale anche per le cantine e i vini che s’incontrano lungo il viaggio. Insomma un vademecum indispensabile non solo per i gourmet più smaliziati, ma per tutti coloro che amano godere degli onesti piaceri della tavola.
Ventotto i ristoranti recensiti in Alto Adige con l’Atelier Moessmer superstar
Ventotto sono i ristoranti che «Venezie a Tavola» ha recensito in Alto Adige: per tutti i gusti e per tutte le tasche. Si passa dall’Atelier Moessmer di Brunico, sede dell’antica manifattura pusterese famosa nel mondo per il loden e trasformata in tempio della gastronomia da Norbert Niederkofler (3 stelle Michelin, con menu degustazione «Cook the Mountain» gettonatissimo, sempre “sold out”, a 320 euro più 180 euro per l’abbinamento vini) al ristorante gemello AlpiNN, sempre di Norbert Niederkofler che ha affidato la responsabilità delle cucine del rifugio di Plan de Corones al nuovo executive chef Matteo Gecchele. Il menu degustazione è proposto a 115 euro, mentre “à la carte” si spendono 60 euro.
Scendendo dalle montagne lungo la Strada del Vino merita una sosta, ad Appiano, l’Osteria Acquarol (stella Michelin), l’elegante bomboniera di Alessandro Bellingeri e della compagna messicana Perla Cardenas con quattro menu degustazione da 120, 140, 160 e 200 euro. E sempre nel cuore del centro storico di Appiano come possiamo non citare il mitico “Zur Rose” (stella Michelin) che ha visto il passaggio di testimone da Herbert Hintner al talentuoso figlio Daniel (menu di pesce 150 euro, di terra 100, vegetariano 90). Ma c’è una novità: Herbert, per non rimanere disoccupato, ha deciso di prender per la gola i buongustai spostandsi di pochi passi all’Osteria Pranzegg dove propone, a prezzi contenuti, le sue “chicche” sudtirolesi.
Quattordici i ristoranti del Trentino con le novità Morelli (Canezza) e Lusernarhof

Quattordici sono i ristoranti trentini recensiti dalla Guida. Dopo le defezioni dell’anno scorso per cambio di gestione o chiusura dell’attività, tra le “new entry” salutiamo il ritorno in guida della Storica Osteria Morelli di Canezza, all’imbocco della Val dei Mòcheni, con la nuova copppia Fabio Ferro ai fornelli e Nicola Masa all’accoglienza che hanno ripagato la fiducia in loro riposta dal mitico Fiorenzo Varesco che si è ritirato nel buen retiro di “Casa Fiorenzo” a Panchià, in Val di Fiemme.
Tra i ristoranti del cuore merita una segnalazione il Lusernarhof della famiglia Zotti che con il nuovo “concept” Amapama intende valorizzare, oltre ai piatti della tradizione cimbra di Luserna, la cucina alpina contemporanea accompagnando i buongustai in un viaggio tra i boschi e le erbe spontanee con delle proposte legate al territorio dove la tecnica, la ricerca e la memoria si fondono in una nuova esperienza.
Nel capoluogo, in attesa di un risveglio dell’Atene del Trentino (Rovereto) gli amanti della buona tavola possono trovare soddisfazione alle “Due Spade”, il gioiello della famiglia Peterlana oggi gestito da Franco Zanella, alla Locanda Margon (stella Michelin, chef Edoardo Fumagalli) e a Villa Madruzzo, la storica dimora del principe vescovo Cristoforo Madruzzo che un illuminato imprenditore della Val Camonica, Battista Polonioli, oggi affiancato dalla figlia Valentina, ha trasformato in luogo di culto.
Tutti i riconoscimenti assegnati dalla Guida “Venezie a Tavola” 2027

La presentazione della Guida “Venezie a Tavola” 2027 si è aperta con i saluti di Alessandro Marzadro, rappresentante della terza generazione della famiglia Marzadro. Sono seguiti gli interventi dell’editore Luca Vignaga, del direttore Luigi Costa e del curatore della guida Davide Scapin Giordani.
- Ristorante dell’anno – Premiati Matteo Metullio e Davide De Pra del ristorante Harry’s Piccolo di Trieste. Motivazione: “Ai cuochi che dall’inizio della loro carriera hanno dimostrato capacità di reinventarsi, con intelligenza, mantenendo sempre fedeltà a sé stessi e gusto di approfondire, studiare e stupire.”
- Novità dell’anno – Premiata Gloria Clama del ristorante Indiniò di Raveo (Udine). Motivazione: “La novità è un concetto più largo della nostra abitudine mentale: può essere un piatto, un personaggio, un’idea, una storia. Qualsiasi cosa che abbia un sapore inatteso: quello del cambiamento.”
- Cucina che onora il territorio – Premiato Claudio Ballardin del ristorante Da Beppino di Schio (Vicenza). Motivazione: “Il ristorante che ha dimostrato, fra i primissimi, amore sincero per la tradizione gastronomica veneta e ha tracciato una strada.”
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Giuseppe Casagrande si congratula con i titolari del Belfiore Park Hotel di Brenzone sul Garda – Foto Matteo Piazza Maître dell’anno – Premiato Michele Saviane del ristorante Locanda San Lorenzo di Alpago (Belluno). Motivazione: “In sala è indispensabile avere un vero direttore d’orchestra: il maître.”
- Sommelier dell’anno – Premiato Stefano Kratter del ristorante Mondschein di Sappada (Udine). Motivazione: “Il servizio può essere davvero vincente, non solo a tennis, e questo ristorante si è segnalato per tre qualità: accuratezza, passione e cordialità nello svolgere il proprio difficile lavoro.”
- Giovane dell’anno – Premiato Andrea De Lillo del ristorante Belfiore Park Hotel ー Nin di Brenzone sul Garda (Verona). Motivazione: “Al giovane talento ricco di promesse, come esempio di cuoco che ha struttura, sguardo all’orizzonte e profondità di ricerca.”
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L’intervento di Davide Scapin Giordani, curatore della Guida Venezie a Tavola 2027 – Foto Matteo Piazza Carta della bollicine – Premiato Andrea Stella del Ristorante Trattoria Dalla Libera di Sernaglia della Battaglia (Treviso). Motivazione: “Essere effervescenti non è solo una qualità che si trova dentro il bicchiere, ma soprattutto fuori.”
- Cantina dell’anno – Premiato Paolo Cantarello del ristorante Da Antonio di Teolo (Padova). Motivazione: “Originalità e ricchezza della cantina sono due delle prerogative di questa azienda, che sono abbinate anche a un valore aggiunto costituito dall’attenzione ai dettagli, che fanno lo stile del vino.”
- Trattoria dell’anno – Premiati Enrico e Silvia Rizzato del ristorante Trattoria al Ponte di Lusia (Rovigo). Motivazione: “Per la cucina vera e pura, attenta e rispettosa delle materie prime, capace di imprimere nel piatto e nella memoria i valori più autentici della tradizione.”
- Pasta dell’anno – Premiato Alessandro Gavagna del ristorante La Subida Country Resort Trattoria al Cacciatore di Cormons (Gorizia). Motivazione: “Diceva Federico Fellini: «La vita è una combinazione di pasta e magia». Aveva ragione. Ma sulla pasta giudichiamo noi.”
- Gusto dolce delle Venezie – Premiato Marco Quaiato del ristorante La Peca di Lonigo (Vicenza). Motivazione: “Il dolce è il primo gusto che avvertiamo nella vita. Marco Quaiato riesce a trasformare questa sensazione in un variegato viaggio nella memoria.”
- Carta dei distillati – Premiato Lorenzo Chignola del ristorante La Casa degli Spiriti di Costermano sul Garda (Verona). Motivazione: “La distillazione è un’arte complessa che racchiude in sé qualcosa di magico: comprenderne i segreti per poi condividerli richiede una tecnica raffinata.”
Premiata una nuova generazione di cuochi, sommelier e artigiani del gusto

La presentazione della guida “Venezie a Tavola” 2027 ha rappresentato non solo un’occasione per scoprire i più recenti successi e innovazioni nel mondo della ristorazione e della gastronomia del Triveneto, ma anche un’opportunità di incontro tra esperti del settore, appassionati di buona cucina e produttori locali.
“In 17 anni le Venezie a tavola sono cambiate molto” ha confessato Luigi Costa, direttore della guida. “E’ cresciuta una nuova generazione di cuochi, sommelier e artigiani che non rinnega la tradizione, ma la porta avanti con entusiasmo e coraggiose innovazioni. I nostri riconoscimenti vogliono raccontare proprio questo equilibrio tra identità e talento.”
“Diamo valore a chi ogni giorno lavora con fatica e passione”
«Venezie a Tavola nasce dal territorio e al territorio ritorna.
Per una casa editrice raccontare e premiare le eccellenze del gusto è un modo concreto di dare valore a chi ogni giorno lavora con fatica e passione per tenere alta la qualità delle nostre tavole», ha dichiarato a sua volta Alice Vanni, Responsabile di Post Editori.
La Guida “Venezie a Tavola” 2027 continua così la sua missione di raccontare le storie e le tradizioni culinarie che rendono unica una parte importante della Mitteleuropa storicamente legata ai fasti della Serenissima Repubblica di Venezia.
La Guida “Venezie a Tavola 2027” è disponibile in libreria e online ed è possibile acquistarla al seguente link: https://www.librerieitalypost.it/
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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