I Viaggi di Graspo

ViniMilo si conferma Centro di Biodiversità Permanente

ViniMilo si conferma Centro di Biodiversità Permanente e sceglie il nuovo libro di G.R.A.S.P.O. per aprire la 46ma edizione

ViniMilo si conferma Centro di Biodiversità Permanente e sceglie il nuovo libro di G.R.A.S.P.O. per aprire la 46ma edizione.

Patriarchi, Profeti ed Eroi raccontano come questo piccolo comune stia riscrivendo la storia enologica di tutto l’Etna. Versante Est, Carricante, Alberello, Terrazze con Muretti a secco e Suoli vulcanici sono i suoi valori distintivi ed inimitabili…il luogo ideale per portare con determinazione le riflessioni di GRASPO su vitigni identitari, e cambiamento climatico.

Il nuovo sesto volume di G.R.A.S.P.O.

La 46ma edizione di VINIMILO si è aperta nel segno della Biodiversità Viticola con G.R.A.S.P.O. ed il suo ultimo libro protagonisti delle prime tre tappe di questo lunghissimo festival del vino partito il 27 agosto e che si chiuderà il prossimo 13 settembre.

Proprio in occasione della tradizionale presentazione alla stampa della kermesse Milese presso l’Azienda Villagrande di Marco Nicolosi, la nuova sindaca Maria Aurora Catalano e l’assessore alle attività produttive Giuseppe Messina hanno voluto inserire la presentazione dell’ultimo libro di G.R.A.S.P.O. sui Vitigni Rari Italiani: Storie di Patriarchi Profeti ed Eroi.

Un libro che come concetto è nato proprio a Milo un anno fa – ha sottolineato Aldo Lorenzoni fondatore dell’Associazione che si occupa della salvaguardia del patrimonio ampelografico italiano – quando abbiamo presentato per la prima volta il grande lavoro sulla ricerca genetica coordinato dal Prof. Claudio D’Onofrio dell’Università di Pisa con una originalissima degustazione dei vitigni Patriarchi e generativi della viticoltura italiana.

Successivamente la sfida per G.R.A.S.P.O. si è ulteriormente alzata puntando decisamente a mettere in rete tutti i centri di ricerca che operano in Italia su questo fronte e lo abbiamo fatto con un progetto che  per la prima volta mette in evidenza gli importanti lavori di ricerca attivati in tutta Italia sul fronte della ricostruzione del pedigree di tutti i vitigni Italici, abbracciando tutte le regioni italiane con testimonianze originali di straordinario eroismo viticolo. 

Un’opera corale

Un libro che non è un elenco o catalogo di vitigni  a rischio estinzione – ha spiegato Lorenzoni – ma  una esperienza immersiva in questo mondo poco conosciuto attraverso un viaggio ideale che tocca tutte le regioni italiane, fatto di  storie di autentico eroismo, se parliamo dei tanti viticoltori custodi  incontrati, ma anche un racconto di quanto gli ampelografi di tutta Italia hanno fatto per identificare e preservare questi vitigni. 

Evidenziando ove possibile le aziende pronte a valorizzarli rigenerando il loro approccio ad una sostenibilità vera e facilmente misurabile perché “la vera sostenibilità in vigna parte dalla tutela e dalla salvaguardia della biodiversità viticola di ogni territorio”.

Sono 28 capitoli distribuiti su oltre 350 pagine con dettagliate illustrazioni a colori di tutti i vitigni incontrati lungo tutta la penisola.

Un’esperienza collettiva che ha coinvolto oltre 40 diversi autori tra Ricercatori, Università e Giornalisti .

Dalla Lessinia all’Etna

Così dopo le prime cinque opere che hanno, di anno in anno, testimoniato tutto il nostro percorso, dalle prime indagini in Alta Lessinia ai più recenti progetti di ricerca attivati in tante regioni italiane, abbiamo voluto focalizzare in questa nuova opera, l’importanza della ricostruzione del pedigree di ogni singolo vitigno quale nuovo strumento per generare, territorio per territorio, un nuovo suggestivo racconto sul vino italiano.

L’analisi del DNA si è rivelata infatti uno strumento potente non solo per accertare l’identità genetica di ogni singola cultivar, ma anche per realizzare studi sulla migrazione e sui pedigree dei vitigni, consentendo di ricostruire il percorso di molte delle varietà attualmente coltivate e di capire l’evoluzione delle piattaforme ampelografiche locali, consentendo spesso di riscrivere la storia viticola di regioni e territori. 

Se però oggi la scienza consente di conoscere e capire meglio identità e legami individuando quali siano i vitigni fondativi veri e propri Patriarchi da cui si sono originate nel tempo le migliaia di varietà ad oggi note, non meno importante in questo percorso di conoscenza è il ruolo di alcuni produttori curiosi e di ampelografi e ricercatori lungimiranti che come dei Profeti sono portatori di nuove conoscenze, di visioni e cambiamento.

Patriarchi, Profeti ed Eroi

Patriarchi, Profeti ed Eroi sono quindi le parole chiave di questo racconto.

I Patriarchi sono come alberi antichi con radici profonde, sono i padri ed i pilastri di una famiglia o di una comunità, sono i capostipiti ed i maestri da cui trarre esempio, sono i custodi di memorie di tradizioni.

Nel nostro caso sono proprio quei pochi vitigni fondativi che attraversando tutta la nostra penisola hanno nel tempo alimentato e definito il nostro incredibile patrimonio ampelografico.

I Profeti sono coloro che interpretando il presente indicano la via per un nuovo futuro, sono i visionari concreti che invitano a cambiare prospettive ed atteggiamenti, sono critici illuminati che come un faro nella notte indicano il percorso da fare.

In questo caso ricercatori e Istituzioni che non si accontentano di gestire il già noto ma dei veri battistrada competenti e curiosi costantemente assetati di sapere.

Gli Eroi sono i campioni del coraggio, della generosità, della perseveranza e della determinazione, i difensori oltre ogni speranza di nobili cause, gli esempi ed i modelli da seguire.

Per noi oggi i veri eroi sono quei produttori custodi di vitigni rari, in ogni regione italiana, fortemente convinti che questi vitigni possano rappresentare un giorno non solo la vera identità ma un’occasione concreta di rigenerazione territoriale.

Ed anche qui a Milo ne abbiamo incontrati tanti.

Quegli esclusivi spumanti vulcanici

Secondo appuntamento per G.R.A.S.P.O. alla ViniMilo per Volcanic Wines, la tradizionale ed esclusiva serata dedicata ai vini vulcanici di tutto il mondo che da dieci anni anima la suggestiva terrazza di Villagrande. Oltre 100 i vini in libera degustazione presentati dall’AIS Catania e ONAV Catania con il coordinamento strategico di Alfonso Caltagiroe e tutto il suo gruppo di lavoro. A guidare la cucina per un menù molto molto intrigante lo chef Alfio Pesce.

E qui non potevano mancare, per la prima volta sull’Isola, alcuni dei più esclusivi spumanti ancestrali di G.R.A.S.P.O. come il Gouais Blanc, la Saccola bianca e rosa, la Leonicena, la Brepona, la Croà, una esperienza di degustazione estrema guidata con professionalità da Enzo Vasta di ONAV Catania.

Il Carricante 

Un trittico intenso di appuntamenti che si è chiuso presso le Cantine Iuppa con un convegno tematico sul vitigno simbolo del Versante Est dell’Etna con i tanti protagonisti di questo incredibile rinascimento. 

Ospiti di Angelo, Marco, Claudia e Nicolò Iuppa ecco a portare il loro significativo contributo Salvo Foti, Ugo Nicosia, Marco Nicolosi, Federico Curtaz, Edoardo Ventimiglia, Claudio ed Orazio Di Maria e Maria Grazia Barbagallo.

Con GRASPO a ricordare l’origine genetica di questo vitigno figlio di due patriarchi fondativi come lo Strinto Porcino e la Visparola.

Se il suo nome lo definisce come un vitigno naturalmente generoso, in grado cioè di riempire facilmente i carri d’uva, il Carricante, come tanti altri vitigni, dimostra una grande variabilità intravarietale spesso accentuata dai diversi luoghi di coltivazione e quindi una diversa potenzialità produttiva, come abbiamo direttamente verificato visitando il centenario vigneto storico di Iuppa.

Di Luigino Bertolazzi, foto Gianmarco Guarise


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