5 Sfumature di vino ha dato la vittoria a Micrologus

5 Sfumature di vino ha dato la vittoria a Micrologus

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La sala prima della cena, i bicchieri sono già stati riempiti e nelle tovagliette ci sono i numeri dei 5 vini
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Vittorio Scalambra titolare di Corte Madonnina vincitore della 5° edizione di 5 Sfumature di Vino Profondo Rosso

Sorpresa, l’anatroccolo divenne cigno proprio nel suo stagno, in realtà parliamo di vino, all’evento di venerdì 17 marzo, 5 Sfumature di vino Profondo Rosso, il  Merlot Micrologus dell’azienda Corte Madonnina ha convinto gli oltre cinquanta ospiti che alla cieca  lo hanno votato, la bellissima serata nel ristorante Abbazia di Pomposa, che potremmo definire serata di gala.

Tutti concordavano che il migliore era il numero 3 pochi hanno poi indovinato la sequenza dei 5 vini e pochissimi dicevano che il numero 3 era il merlot. Onestamente Vittorio Scalambra patron di Corte Madonnina lo aveva indovinato subito.

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Il vino vincitore Micrologus Merlot in Purezza ha ottenuto un punteggio di 96/100 dal pubblico presente

Nei bicchieri dei partecipanti;
1 bicchiere il Nebbiolo d’Alba dell’azienda Massucco, che al voto della giuria tecnica si classificò secondo, ma al voto popolare lo ha portato al quinto posto;

2 bicchiere Chianti Rufina San Giuliano di Villa Bossi dei Marchesi Gondi, classificato terzo dalla giuria tecnica, ma poi finito al quarto posto con i voti del pubblico;

3 bicchiere il Merlot Micrologus di Corte Madonnina che si è classificato primo in entrambe le votazioni sia tecnica che popolare;

4 bicchiere il Sangiovese Samore di Tenuta Uccellina che era 4° con la giuria tecnica ma il voto del pubblico lo ha portato ad un meritatissimo 2° posto con ben 90 /100,

5 bicchiere il Savignone da uve Centesimino della azienda Poderi Morini quinta posto in giuria tecnica, ma rimontato al 3° posto con il voto popolare.

premesso che la sfida del tutto goliardica si basava esclusivamente sulla piacevolezza dei vini abbinati con l’ottima cena dove l’ingegnere chef Emanuele Succi Cimentini non ha detto una parola, ma hanno parlato benissimo i suoi piatti, il ricco menù con due primi di pasta fatta a mano, Caramelle ripiene di Fagianella al ragù, Tagliatelle all’anatra fischione, dove molti hanno chiesto il bis ignari delle succulentissime portate ancora in divenire, continuando con stinco di maialino al forno e ultima brasato di guancetta di manzo, per terminare con la cheesecake ai frutti di bosco.

Ripensando alla serata un dato di fatto rimane, il Merlot lavorato bene in vigna anche nelle sabbie può dare ottimi risultati, vale la pena assaggiarlo, lo potete trovare in menù al ristorante oppure andando direttamente in cantina, che si trova sulla statale Romea adiacente all’Abbazia di Pomposa il cartello trovate appunto la scritta Vini delle Sabbie.

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