I Viaggi di Graspo

A Valeriano di Pordenone, a cavallo del fiume Tagliamento “Il Rapace”

A Valeriano di Pordenone, a cavallo del fiume Tagliamento “Il Rapace”

A Valeriano di Pordenone, a cavallo del fiume Tagliamento “Il Rapace”

In Friuli, nel pomeriggio . Quando Emilio Bulfon e la moglie Noemi arrivano a Valeriano di Pinzano poco di quello che vediamo oggi era presente.

 Sicuramente Emilio intravede da subito le potenzialità di questo territorio, che all’epoca era in una situazione di quasi abbandono. 

La povertà figlia della guerra, e una forte emigrazione verso luoghi che potessero offrire un futuro migliore la fanno da padrone in quel Friuli. 

Emilio impegnato nella conduzione di attività agricole comincia la paziente opera di individuazione delle cosi dette “viti dimenticate”, Si tratta di tutto quel ricco patrimonio di biodiversità viticola spazzato via dalla fillossera ed ulteriormente diluito dalla viticoltura dei vitigni internazionali del periodo post bellico. 

Serve vino per soddisfare la domanda del miracolo italiano, ma Emilio e la moglie Noemi hanno un sogno nel cassetto, ridare vita a quello che si è dimenticato. 

Il lavoro di individuazione di questi vitigni impegna molto Emilio riceve il riconoscimento dell’ERSA del Friuli per l’attività da lui svolta, e nel 1987, queste varietà, hanno l’autorizzazione all’impianto con il 1992 riconoscimento della IGT Friuli. 

Il momento arriva quando Emilio libero dal rapporto di lavoro, arriva alla pensione. 

Ora può concretizzare i suoi obiettivi, inizia a coltivare in modo sistematico e a vinificare i vitigni che lui ha individuato come promettenti, vinificandoli in purezza. 

Il risultato è sorprendente, il suo saper fare e la reale potenzialità delle varietà recuperate danno la possibilità di avere una serie di referenze che il mercato accetta e premia.

Nel 2006 l’azienda Bulfon si qualifica per l’ERSA come fattoria didattica e contemporaneamente si attrezza per poter fare dell’accoglienza una risorsa eno-turistica. 

I vini che i Bulfon propongono sono: i bianchi Ucelut sia secco che in versione  appassimento, lo Sciaglin sia fermo che mosso e la Vitovska. 

Per i rossi: il Cjanorie, il Forgiarin, il Piculit neri e il Fumat un rosso affinato in legno ottenuto da antichi vitigni. 

Nel frattempo in azienda sono entrati i figli, Lorenzo anima tecnica dell’azienda e Alberta che si occupa dell’accoglienza, con grande competenza, volta in particolare alla cultura del Friuli. 

Che il lavoro della famiglia Bulfon venga da attenta osservazione e fatto con il cuore, lo si può notare delle particolarità . 

La prima va dedicata alla sala di affinamento in anfora e legno, dove si possono apprezzare le riproduzioni dei vitigni della tradizione eseguita in affresco da Emilio, l’altra è la grafica di tutte le etichette dei vini Bulfon, tratta da una parte dell’affresco di un’ultima cena che si può ammirare nell’antica chiesa romanica di Valeriano. 

Per concludere vini da “viti dimenticate”, cultura e passione, un percorso nuovo con il sapore antico.

Buon viaggio

Aldo e Luigino

 


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