Punti di Vista

Uomini o caporali?

Approvato dal Senato il disegno di legge contro lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Inseriti nuovi strumenti di contrasto come la confisca dei patrimoni a tutela della dignità del lavoro.

 

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, così inizia la Costituzione italiana, riconoscendo come fondamentale il lavoro, riconoscendo il diritto al lavoro, la sua tutela e una retribuzione “proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

 

Già la Costituzione del 1948 aveva previsto tutto; ma allora, dove si è sbagliato? Com’è possibile che in un Paese democratico e garantista come il nostro si siano sviluppate nuove forme di schiavitù?

 

Non è un fenomeno circoscritto al Sud, ma riguarda l’intero Paese e quello che più lascia attoniti è che lo sfruttamento del lavoro e di conseguenza del lavoratore, è riscontrabile non solo in agricoltura, interessando anche altri settori lavorativi.

 

Allora mi chiedo ancora, dove si è sbagliato? Sarà stata l’eccessiva tutela predisposta dal Costituente o il mancato rispetto dei principi costituzionali?

 

Solo in agricoltura circa 100 mila lavoratori sono in condizioni di lavoro di paraschiavismo e 40 mila a rischio sfruttamento. Cifre incredibili che devono far riflettere sul fallimento delle leggi che si sono susseguite a tutela del lavoratore, e rimettono in discussione perfino il ruolo del movimento sindacale italiano.

 

Ho l’impressione che il disegno di legge contro il caporalato appena approvato dal Senato e passato alla Camera per proseguire l’iter, sarà l’ennesima legge che non riuscirà a sconfiggere questa piaga sociale.

 

Probabilmente in Italia c’è la necessità di riscrivere totalmente la tutela del lavoro e del lavoratore in ogni ambito e soprattutto considerare l’applicazione di queste norme una priorità per lo Stato. Le nuove forme di schiavitù non possono trovare cittadinanza in uno Stato di diritto, altrimenti crolla tutto!

 

 

 

 

 

 

 

Piero Rotolo

p.rotolo@egnews.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Piero Rotolo

Direttore Responsabile vive a Castellammare del Golfo Trapani

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