
(Adnkronos) – “Il tumore dell’ovaio è una patologia che in Italia colpisce circa 5.200 donne ogni anno e, purtroppo, la metà di loro ci lascia entro 5 anni dalla diagnosi. Il problema di questa elevata mortalità è legato all’assenza di screening efficaci e al fatto che il tumore ha dei sintomi aspecifici – come dolori addominali, difficoltà digestive, qualche volta perdite ematiche o difficoltà a urinare – che spesso vengono scambiati per altre patologie intestinali, come gastriti o diverticoliti. Ciò porta a un ritardo nella diagnosi. Infatti, quando arriviamo a diagnosticare la malattia, nell’80% dei casi il tumore è già in forma metastatica e questo impatta sulle nostre possibilità di guarigione”. Così Domenica Lorusso, responsabile Centro di Ginecologia oncologica Humanitas San Pio X Milano e professore di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas University, intervenendo oggi a Roma all’incontro ‘Tumore ovarico: le nuove frontiere dell’innovazione terapeutica’.
“Le linee guida Aiom-Associazione italiana di oncologia, che abbiamo recentemente licenziato nell’ultima edizione – spiega Lorusso – sono uno strumento utile per tutti i nostri colleghi. Sono state create con un rigore metodologico importante: da qualche anno, infatti, in Italia hanno una valenza medico legale e oggi passano anche al vaglio dell’Istituto superiore di sanità. Nelle linee guida Aiom vengono riportate tutte le raccomandazioni per i farmaci già a disposizione in pratica clinica, con i livelli di evidenza che vengono da un’analisi rigorosa della letteratura medica”, conclude.
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